Cubanite la malattia di chi ama Cuba!

Zun Zun

Questo simpatico colibrì è un po’ di giorni che la mattina presto svolazza fra l’albero di mango e il filo spinato (sigh) che circonda la casa. Priam o poi spero di riuscire a fargli una foto migliore.

Avere la casa circondata da reti, cancelli e filo spinato, con tanto di allarme e cane latrante, contina a sconvolgermi un po’. Ma la novia dice che è ancora poco. Vorrebbe elettrificare la rete lei. Quando me lo ha detto credevo scherzasse … almeno a questa follia son riuscito ad oppormi.

Comments (17)

Joe Blackottobre 4th, 2006 at 08:53

Ebbè, quando si è benestanti in un paese di affamati… bisogna prendere qualche precauzione. Magari un paio di guardie del corpo? Meglio della rete elettrificata.

RICCARDOottobre 4th, 2006 at 10:21

CHI CI DIRA’ LA VERITA’ SU QUESTO BENEDETTO DENGUE???

OGGI IL CORRIERE.IT E’ USCITO CON UNA NOTIZIA ALLARMANTE. ECCOLA:
I medici parlano solo sotto anonimato: «L’isola è in ginocchio
Cuba in lotta contro l’epidemia top secret
Avviata una massiccia campagna contro il dengue. L’Oms: «C’è giunta la voce di oltre mille morti, ma non sappiamo altro»
NEW YORK – Negli ultimi giorni i piccoli aerei militari gialli hanno preso a sorvolare l’Avana con crescente frequenza. Al crepuscolo e al tramonto si alternano senza sosta nei cieli della capitale cubana, lasciando al loro passaggio una densa ed irrespirabile scia biancastra di insetticida. Sotto di loro dozzine di camion dell’esercito rivoluzionario perlustrano ogni angolo della città vecchia a caccia dello stesso, insidioso nemico. La guerra che sono chiamati a combattere – paragonata dal leader sindacale Pedro Ross Leal a quella contro “l’imperialismo fascista di George W. Bush” – mira a debellare un avversario minuscolo e insieme grandissimo. L’«aedes aegypti», un tipo di zanzara che trasmette il dengue – volgarmente noto come febbre spacca-ossa – una malattia febbrile acuta che nella forma emorragica, la più grave, ha un tasso di mortalità molto elevato.

Nonostante la massiccia campagna di disinfestazione delle autorità, l’epidemia – iniziata ad aprile – avrebbe raggiunto dimensioni ancora più drammatiche dell’ultima grande ecatombe di dengue, nell’81. Quando il governo denunciò 158 morti, 100 dei quali bambini, e ben 345mila contagi. Secondo vari blog e siti Internet di dissidenti cubani, in patria e all’estero, i morti supererebbero ormai il migliaio, mentre i contagi sarebbero nell’ordine di decine – forse centinaia – di migliaia. «Non esistono cifre ufficiali perché il regime ha imposto il top secret», spiega la giornalista Yolanda Martinez sul quotidiano messicano “Reforma”. Reduce da un viaggio a Cuba, la Martinez spiega che «in una sola provincia i morti sono 270, tra cui dozzine di bambini». Se protetti dall’anonimato, medici ed infermieri cubani parlano di «crisi che ha messo in ginocchio l’isola». Ma appena spunta fuori un registratore ritrattano tutto. «L’indiscrezione è punita severemante», spiega la Martinez. «Nessuno si azzarda a pronunciare in pubblico la parola dengue».

In mancanza di cifre ufficiali, anche l’Organizzazione Mondiale della sanità annaspa nel buio. «C’è giunta la voce di oltre mille morti», dichiara Gregory Hartl, portavoce dell’Oms a Ginevra, «Ma non siamo in grado né di smentirla né di confermarla». Gravi focolai sono stati identificati in province quali Santiago, Ciego de Avila, Camaguey, Holguin e Pinar del Rio e Guantanamo. Ma la situazione più critica riguarda l’Avana, che con i suoi 2 milioni e 300 mila abitanti è la città più contaminata di un’isola che ne conta 11.2 milioni. «Gli ospedali della capitale sono stracolmi di malati di dengue», rivela all’agenzia di stampa Inter Press Service una fonte vicina al Ministro della Salute Pubblica, «medici ed infermieri dell’Avana sono in servizio 24 ore su 24». Il Dr. Josè San Martin Martinez, responsabile del settore malattie infettive del Ministero nega: «Il pericolo di una epidemia di dengue a Cuba non esiste», afferma. Ma lo scorso 21 settembre il giornale ufficiale del regime, Granma, è stato il primo a rompere il muro di omertà.

«Il nostro compito è talmente immenso che non abbiamo abbastanza risorse umane per assolverlo», ha scritto in un editoriale il funzionario incaricato della crociata anti-dengue nel quartiere Cerro dell’Avana. Tutto d’un tratto, sui siti della International Society for Infectious Diseases e della Harvard School of Public Health è apparso un memorandum confidenziale emesso lo scorso 1 settembre dall’Instituto Nacional de Higiene, Epidemiologia Y Microbiologia dove si legge che «il governo rivoluzionario cubano invita i turisti a rimandare le loro vacanze e a non visitare l’isola nei mesi di settembre ed ottobre perché a causa delle forti piogge i focolai di infezione di zanzare non potranno essere eliminati».

La situazione è talmente grave che Fidel Castro ha interrotto la convalescenza per dettare al Paese la ricetta per uscire dalla crisi. Dietro suo ordine, il 19° Congresso del Sindacato dei Lavoratori Cubani Central de Trabajadores de Cuba (CTC) appena conclusosi all’Avana si è impegnato a «convertire immediatamente il movimento dei pensionati in una forza permanente di lotta contro l’aedes aegypti». I 300 mila anziani iscritti al CTC andranno ad aggiungersi ai giovani del servizio militare, agli studenti liceali, all’armata giovanile del lavoro (EJT) agli inservienti di ristoranti ed imprese statali che tutti i giorni, inclusa la domenica, perlustrano la città spruzzando insetticidi e dispensando consigli igienici per prevenire la formazione di nidi di zanzare nelle acque stagnanti. Dopo ogni visita disinfestante, la popolazione è costretta a lasciare la porta di casa chiusa per 40 minuti, per permettere al fumo dal fortissimo odore chimico di fare il suo effetto. Ispettori del governo passano in rassegna le abitazioni per verificare che il lavoro sia stato bene effettuato, multando chi si rifiuta di ottemperare alle direttive del lìder maximo, ponendo così in pericolo il vicinato.

A dare una mano ai più sprovveduti ci pensano le catene radio e TV nazionali, che mandano in onda dei martellanti slogan per esortare tutti i compagni «all’offensiva contro il nemico». E il cartone animato di uno spot studiato ad hoc mostra un uomo che disputa un incontro di boxe contro l’odiosa zanzara, mettendola KO. Secondo la stampa messicana le autorità starebbero investigando se il contagio è stato introdotto intenzionalmente nell’isola. Nel 1984 un dirigente della organizzazione anticastrista ‘Omega7′, Eduardo Arocena, confessò durante un processo in Florida di aver introdotto i germi del dengue emorragico a Cuba, tre anni prima.
Alessandra Farkas 04 ottobre 2006

Marioottobre 4th, 2006 at 10:22

«Cuba in ginocchio per un’epidemia top secret»
La denuncia sui siti dissidenti: centinaia di migliaia di persone contagiate dalla febbre dengue. Il regime nasconde le cifre reali». L’Oms: «Ci è giunta notizia di mille morti». Massiccia campagna di disinfestazione di A. Farkas DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 041006— E ORA SPIEGATEMI IL PERCHE’ IL REGIME (FIDEL) TENEVA ALL’OSCURO LA POPOLAZIONE!

oresteottobre 4th, 2006 at 11:12

buongiorno a tutti se per cortesi marco puoi anche se e’ difficile informarci un po di piu’ su questa situazione. un saluto a tutti a te capitano in particolare.( la cosa companero esta de pinga.)

murielottobre 4th, 2006 at 11:51

va be, letto l’articolo sul corriere, son venuto qui a cercare/chiedere notizie, ma vedo che non sono il solo…aspettiamo informazioni

Peppeottobre 4th, 2006 at 12:26

Dengue

Melottobre 4th, 2006 at 12:40

Per quanto riguarda Santiago,mia suocera che lavora al banco del sangre e che certamente non mi racconta balle,mi ha detto che la situazione é sotto controllo.Non ha notizie di morti.Parlare di isola in ginocchio mi sembra un po’ esagerato.

Peterottobre 4th, 2006 at 13:07

ATTENZIONE ..IMPORTANTE…..Ho fatto la carta d’invito a mio suocero……domani ha l’intervista…..Cosa spunta nella nottata di ieri? Che l’ambasciata ha chiesto anche il permesso di soggiorno di mia Moglie!!!!QUESTA E’ FANTASCIENZA!!!OGNI giorno se ne inventano una!!!!!Cuba libre SUBITO!!!!

Mirco palmaoottobre 4th, 2006 at 14:46

Peter non è fantascienza.Lo hanno chiesto anche a me 2 anni fa il permesso di mia moglie quando ho invitato mia suocera.Ed in ogni caso Cuba non c’entra niente,è l’ambasciata italiana che te lo ha chiesto.Essendo un paese extracomunitario è ovvio.Per conoscenza,se hai intenzione di ospitarla oltre il tempo concesso dal visto turistico,fatti portare anche un certificato di nascita di tua moglie tradotto e legalizzato.

Peterottobre 4th, 2006 at 15:24

grazie. allora evidentemente è l’angulo cubano, agenzia di pratiche a Roma, che ha dormito, meno male che via e.mail, l’abiamo spedito subito all’ambasciata.

Gordiano Lupiottobre 4th, 2006 at 16:13

Gordiano Lupi

ALMENO IL PANE, FIDEL
Cuba quotidiana nel periodo speciale

STAMPA ALTERNATIVA – COLLANA ERETICA
pp. 192 – euro 10,00
ISBN: 88-7226-950-4

Lo trovi a questa pagina di STAMPA ALTERNATIVA

http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-950-4

Puoi ordinarlo anche a ilfoglio@infol.it

http://www.ilfoglioletterario.it

Quella raccontata in questa anti-guida, non è la Cuba di cui parlano i cucador italiani a caccia di facili avventure erotiche, e nemmeno quella di cui parlano dai loro pulpiti i frequentatori delle stanze del potere e del comando castrista, da Gianni Minà fino a Diego Armando Maradona, fino ai marxisti nostrani da salotto televisivo. È invece Cuba quotidiana, quella del popolo che dovrebbe vivere con una manciata di dollari di stipendio al mese, mentre una lattina di Coca Cola (che, nonostante l’embargo, si trova a ogni angolo di strada) costa un dollaro. Una Cuba vera, reale, indispensabile da conoscere per chi davvero l’ama e intende visitarla, oppure già c’è stato.

“…con los pobres de la tierra

quiero yo mi suerte echar…”

(José Martí da Versos Sencillos, Obras Completas XVI)

GLI ARGOMENTI AFFRONTATI

Fuori dal coro

Il vero volto di Cuba – Appunti di viaggio (luglio 2005)

I problemi quotidiani: La disillusione rivoluzionaria, La santería, più di una religione, La comida , Divertimenti e filosofia, La famiglia, I mezzi di trasporto e crisi energetica, La razza cubana, I rapporti tra sessi, L’omosessualità, La prostituzione, Le fughe, Le case cubane, La spiaggia, Il quotidiano, Giochi di strada, Le fiabe, Polizia e diritti umani, Superstizioni, La vita in campagna, La moda, La scuola, L’informazione.

Intervista a una jinetera

Tra mito e realtà: La triste fine di Salvator Allende, Cuba libre? Solo una bevanda, Cuba si apre ai gay: l’ultima propaganda, Democrazia cubana e modello statunitense, La verità su Cuba, Notizie dalle carceri di Fidel Castro, Una Cuba post comunista, Fidel Castro tra cinema e realtà, Dissidenti e mistificazioni.

SPIGOLATURE TRATTE DAI CAPITOLI DEL LIBRO

A Cuba, come dice Carlos Varela, “tutti vogliono vivere nel telegiornale”, luogo virtuale dove va tutto bene, non manca niente e soprattutto non serve denaro.

A Cuba ci sono enormi differenze sociali dettate non dai meriti personali, ma solo dal modo in cui un cubano riesce a inserirsi nei giri più o meno legali del mercato turistico. Tanto per fare un esempio facilmente verificabile, una jinetera (prostituta per turisti) e il suo chulo (protettore) sono due categorie privilegiate, così come accadeva ai tempi di Batista. Il governo ha reso quasi impossibile l’esercizio di ogni attività privata, le imposte sono elevate e devono essere pagate indipendentemente dal giro di clienti che il cubano ha nella sua paladar (ristorante familiare) o nella casa particular (albergo familiare). Oltre all’imposta fissa va pagata una sostanziosa percentuale sugli incassi. Per il cubano l’unica via percorribile resta quella della illegalità e i traffici a margine degli alberghi di Stato sono rigorosamente in nero.

Nel periodo del caso Elián circolavano a Cuba battute di ogni tipo. Tra cubani si soleva dire: “Cuba non avrebbe nessun problema se non fosse per Elián…” accompagnando l’affermazione con un sorriso. Poi tante barzellette, la più simpatica è questa: sono passati venti anni dal rapimento di Elián e c’è un giovanotto con un cartello sul Malecón che grida : “Che facciano ritornare Elián!” (Que devuelvan Elián!). Si avvicina un poliziotto e gli dice: “Ma tu sei indietro nel tempo di almeno vent’anni! Elián è tornato a casa da tanto. Tu piuttosto dammi i documenti e dimmi il tiuo nome”. E il ragazzo continuando ad agitare il cartello: “Il mio nome? Mi chiamo Elián!”.

Da Intervista a una jinetera:

Come ti senti da cittadina cubana nei confronti dello straniero?

Noi cubani veniamo maltrattati ogni giorno. Non possiamo entrare negli hotel, nei ristoranti, nelle spiagge e in tutti quei luoghi dove vanno i turisti che possiedono denaro. Ci calpestano come se fossimo niente, perché siamo cubani e non abbiamo soldi. Ci trattano molto male e io provo una grande rabbia. A volte sento che sono nata in un posto strano perché non vengo rispettata come cittadina, come persona, come donna, come cubana. Vengo discriminata nella mia stessa terra, mi calpestano, mi fanno sentire molto male. Praticamente tutte le leggi promulgante dal governo sono contro i cubani.

UN LIBRO CHE VI FARA’ CONOSCERE IL VERO VOLTO DI CUBA, QUELLO MENO IDEOLOGICO E MENO TRANQUILLIZZANTE…

Gordiano Lupi

http://www.infol.it/lupi

albertoottobre 4th, 2006 at 17:26

Per quello che ho saputo ora dalla mia ragazza all’avana il problema del dengue c’è ed è presente in misura maggiore che nelle altre province. Stanno lavorando molto per risolverlo con i mezzi di cui dispongono(= fumigacion, più che altro) ma sembra che ci siano anche delle vittime, secondo le solite fonti di parenti di persone infette in cura presso gli ospedali habaneri. Cifre zero, come sempre informazioni di questo genere non escono. Altro non so, chi va a cuba si porti repellente e tachipirina in caso di febbre, affitti case con aire e lo tenga attaccato quando dorme o si procuri una zanzariera (se riesce a trovarla. Fino a quando non finirà il periodo + umido comunque non sarà facile risolvere il problema, forse da novembre sarà diverso. Altro non so dire, comunque se potessi partirei domani, anche a costo di munirmi di uno scafandro!!! Ciao

pumarioottobre 4th, 2006 at 17:47

Il post di Girdano Lupi è uno spaccato di realtà devastante ma, sincero. Confrontarsi su questi argomenti è il mezzo migliore per dare un aiuto vero ai cubani.

mircoottobre 4th, 2006 at 18:01

Signor Giordano Lupi-la prossima volta che scrivi un libro-fallo nelle ore diurne -lontano dagli effetti della LICANTROPIA.

Cubaniteottobre 4th, 2006 at 18:06

Caro Giordano, sono molto curioso di leggere il tuo libro. Mi piacerebbe però sapere a che anni ti riferisci, ovvero se è sulla Cuba attuale (diciamo dal 2004 ad oggi) o se è incentrato sulla vita del Periodo Especial (1990 – 2002).

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