Vo le mangereste?
O avete mai assaggiato una Jutia?
Qui a Cuba le allevano e molti ne vanno ghiotti. Queste erano in una gabbia, pronte alla vendita un una piccola finca vicino all’autostrada per Pinar Del Rio dove a volte compro dei piu’ banali polli ruspanti. Mi ricordano troppo i topi per appagare la curiosità di sapere che sapore hanno.
La partita dell’Italia sapete meglio di me come è andata, ho visto anche un paio di auto HK o TUR con sventolanti bandiere iberiche, ma non avevo l’umore per immortalarle.
A Cuba à andata male pure col Volley, secca sconfitta per 3 a 0 contro la Russia sabato sera qui all’Avana, mentre la rappresentativa femminile domenica ad Alassio si è arresa dopo 3 combattuti set alle nostre azzurra, che hanno vinto imbattute il primo quadrangolare del Wolrld Grand Prix, si rinvcontreranno, spero in finale a Pechino per le Olimpiadi..




Piuttosto che comerme la pantegana me muero de hambre…..
Y de repente unos brujos congos nos llevaron pa’ el monte, nos convirtieron en camaleones, en gavilanes, jutias y hurones…
Tritare finemente 1 cipolla,4 spicchi di aglio e mezzo peperone, far soffriggere in olio, stemperare con mezzo bicchiere di birra fino alla totale evaporazione, aggiungere la avicola (jutia) a pezzi, lasciare rosolare 4 minuti rimestando e infine aggiungere una latta di passata di pomodoro e un bicchiere di acqua. Cucinare a fuoco lento per almeno 1 ora, salare al termine della cottura e servire ben calda con arroz blanco e tostones.
Buon appetito
P.S.: Lo que no mata…..engorda
chicharrones….
grazie della ricetta ma…..funziona anche con il coniglio????
sai, VERAMENTE, assaggerei VOLENTIERI la jutia, ma qui non si trova…mi devo arrangiare con altro…PAZIENZA !!!!
Pazienza?!? Nel senso che non puoi toglierti la curiosità di assaggiarne una, spero. Con tutto quello che abbiamo la fortuna di poter mangiare in Italia. Io, sinceramente, non sono attratto da questo criceto…certo che te sei proprio presa da Cuba, eh? Goodbye goodbye, el niche se llevò la guay (Tirso Duarte)!
Sigo: pensavo fosse evidente che con le MAIUSCOLE intendevo scherzare !!!!!
sul fatto di “essere presa da Cuba” è ovvio, altrimenti non sarei qui a leggere questo blog, e per quanto riguarda l’ultima frase la mia immensa ignoranza e la scarsissima conoscenza dello spagnolo non mi permettono di risponderti, se sei così cortese da tradurla……..
grazie ciao
Ok, non avevo capito…
Sei sempre così anti-italica jajaja scherzo! La frase è di una canzone, vuol dire “il nero si è portato via la bianca”!
Per la vostra curiosita: in Ecuador, dalle parti di Ibarra, non é raro entrare in ristoranti che hanno fuori gabbie con le cavie, considerate una vera leccornia, si sceglie la vittima e viene arrostita al momento. Daltronde quando raccontiamo ai Cubani che mangiamo le rane, le lumache, le cozze, le vongole e alti molluschi avete notato come ci guardano disgustati?
vorrei sapere una cosa a Cuba come presentano ora Tai Aguero cubana diventata italiana?
Grazie
Be se la struttura sportiva cubana si aprisse al mondo consentendo ai giocatori di pallavolo di giocare all’estero e di tenersi i soldi degli ingaggi allora anche il movimento olimpico cubano ne trarrebbe vantaggi.Vedere il caso della Russia nel calcio e nella pallavolo femminile.
Forse Enrico non hai capito bene il discorso di Zapatero, a me sembra abbastanza chiaro. Io ricordo quando il papa andò a Cuba e disse che Cuba dovevava aprirsi al mondo, Fidel rispose che Cuba si apre al mondo, è il mondo che non si apre a Cuba, quello capitalista ovcviamente, il resto dialoga benessimo e Cuba è stata l’artefice della costruzione del movimento dei Paesi non allineati che hanno l’intentento di collaborare per limitare i danni dell’imperialismo.
come si può rimproverare ad un paese sottoposto ad embargo di non aprirsi al mondo????
sono le stesse critiche che sentivo sull’Iraq quando il paese era sottoposto al blocco ONU e, oltre a medicine, ricambi per macchinari, libri (in particolar modo quelli per le università, vi lascio immaginare 10 anni di arretrato in una facoltà di medicina)e altri generi di prima necessità, era vietato importare anche articoli come carta igienica, bambole e matite (mi immagino la terribile guardia repubblicana che passava le notti a temperare matite per recuperare grafite)tutto materiale di pericolosità impressionante.
per quanto riguarda gli immigrati in Italia vorremmo che arrivassero per il tempo necessario a fare un qualche lavoro che ci serve,mal pagato e a sicurezza zero,e poi tornassero al loro paese senza tanto rompere i cosiddetti, pronti a rispondere alla prossima chiamata.
Poi, però, non meravigliamoci se non ci considerano molto “simpatici” e quando dai media italiani tuonano sul pericolo arabo e sul “problema sicurezza”, invece di alzare i toni per farci cominciare ad abituare alla presenza, a mio avviso inquietante, dei militari per le strade, ci dovrebbero spiegare i veri motivi per cui tutta quella gente viene nel nostro paese inseguendo il miraggio di una vita migliore, ma continuano a raccontarci le solite palle.
buona notte
p.s.Sigo: non sono così anti-italica…vorrei solo che il mio paese fosse diverso….per quanto riguarda la canzone: hai sbagliato, non mi si addice
x Enrico: lo sport e gli atleti a Cuba occupano una parte rilevante delle attenzioni della società, infatti ricevono dei vantaggi che differiscono dalla norma, i meritevoli hanno il benefit di piccoli privilegi che differenziano il loro status rispetto al resto della popolazione ma è anche vero che è nell’indole umana non accontentarsi.
x Qamar:
vorrei tenermi in una posizione quanto più possibile esente da ideologie contrarie o pro, e lanciare una assurda ipotesi: il famigerato blocco economico è ed è stato solo un mezzo di ritorzione procrastinato nel tempo contro Cuba o il mezzo grazie al quale una persona e le sue scelte hanno potuto governare il paese?
Forse entrambi?
per me l’embargo, in qualsiasi contesto venga effettuato, è un’arma vergognosa di genocidio verso la popolazione in special modo verso i più deboli (bambini, anziani, malati).
Per fortuna Cuba è riuscita a preservare un livello di vita più che accettabile, ma in Iraq (è il mio chiodo fisso, scusa) ho visto con i miei occhi le conseguenze di un blocco che definire crudele è un’eufemismo …..e non lo dimenticherò mai.
sul fatto, poi, che possa “aiutare” o meno chi governa il paese…….gli esperti militari delle nazioni avverse lo sapranno meglio di noi, quindi se continuano a farlo…..o sono idioti…o avranno il loro tornaconto.
ciao marco!!!
come va???
io sono in peru’ da qualche mesetto.come tu dici,l’educazione cubana e’ ottima ma qui in peru’ ho visto che non e’ da meno e forse le uniformi sono piu’ eleganti.ogni colleggio ha i suoi colori e hanno l’obbligo di portare le stesse scarpe e per le ragazze le stesse calze.io trovo che sia un bene di avere un certo rispetto e disciplina nelle scuole,cosa che da noi in italia s’e’ perso da molto tempo.
se vuoi guarda il mio space e ti posso pure mandare qualche foto.
baci da Lima
paolo
Trovate voi il modo di tenere i cervelli in Italia e di accogliere con un lavoro e una sistemazione stabili le centinaia di migliaia di immigrati, ovviamente riconoscendo e bloccando tutti i deliquenti. Le cose ormai le sappiamo tutti, è inutile ripeterle anche qui. Trovate le soluzioni e proponetevi al governo, ho già detto che se qualcuno del blog lo fa, io lo voto!
non ho certo la presunzione di avere risposte adeguate ma solo alcuni pensieri:
i cervelli in Italia si potrebbero tenere, ad esempio, riconoscendone il lavoro e investendo più risorse nella ricerca: si possono tranquillamente recuperare sulla spesa per gli armamenti e missioni varie.
ho sentito l’altro giorno il ministro per la difesa dichiarare che manderemo altri tornado in Afghanistan: MA, NON PER BOMBARDARE!!! mi chiedo se ci prende tutti per cretini: cosa cavolo li mandiamo a fare: forse per le consegne ancora calde dalla pizzeria jehnnharo del centro di Kabul alla base italiana??? a parte la questione etica, quanto costa ai contribuenti questa bella idea????
Per la sistemazione e il lavoro degli immigrati, penso che il problema sia a monte: cosa fanno i paesi “ricchi” per evitare che le condizioni di quei paesi (in particolar modo africani) sia tale per cui i loro cittadini devono emigrare???
Per quelli che già lavorano in Italia, sarebbe il minimo applicare gli stipendi e le condizioni uguali agli altri lavoratori italiani.
qamar
Hai ragione, ma con i “se” non si fa niente. Ricchi e poveri ci sono sempre stati, sfruttamento c’è sempre stato nella storia, molto più di adesso. Questa è la situazione, purtroppo. Cosa dobbiamo fare? E’ inutile discutere di morale, sono discorsi giusti ma che non servono a niente all’atto pratico. Il problema immediato è un altro. Quanti ne possiamo accogliere? Come li possiamo accogliere? Dove troviamo loro un lavoro dignitoso ed equamente retribuito? Come evitiamo di aumentare la delinquenza? Non sono problemi da poco, bisogna prendere misure precise e rigide, si tratta di centinaia di migliaia di persone, non è mica una scherzo, non è questione di compassione e aiuto del prossimo in difficoltà. E’ un problema molto serio che non si risolve con i discorsi, giustissimi, di ambito sociale, etico e umanitario.
sembra che questo animale quando ha le sue cose mastichi una foglia e se la mette come assorbente.. .que cosa mas asquerosa.. te juro me da el bomito…
Dice mia suocera che è squisito.Addirittura mangiano anche un altro animale sempre di quelle parti,dalla sua descrizione sembra essere un anfibio(pez con patas)ma non mi ricordo il nome.
Ho trovato questo:
La jutía, detta anche jutía o hutía conga, è un tipico roditore di Cuba (Capromys pilorides).Lungo dai 30 ai 50 cm e del peso di circa 7 kg, questo animale, di abitudini notturne e di aspetto un po’ simile ad un grosso ratto, ha pelliccia di colore grigio-nerastro. Tra tutti i rappresentanti del genere Capromys, una volta ben rappresentato in tutte le Antille, proprio la jutía conga è la specie ancora oggi più numerosa, avendo trovato rifugio nella grande riserva di Ciénaga de Zapata, nella parte sudoccidentale dell’isola, dove è ospitata anche una ricca avifauna.
Carne di jutía, insieme a una abbondante quantità di pesce e di carne di iguana, era una delle portate del pantagruelico pranzo offerto in onore di un cacicco ospite, di cui riferirà a Cristoforo Colombo la pattuglia scesa a terra per una ricognizione all’indomani dello sbarco a Puerto Grande (l’attuale Guantánamo), il 30 aprile del 1494, in occasione del suo secondo viaggio (25 settembre 1493 – 11 giugno 1496).
mira se la comen en el campo.. dale es comerse un raton… ya con las boberias
Eres cubano?
…beh i cinesi mangiano qualsiasi cosa abbia le zampe e quindi di che stupirsi? in fondo è solo una questione culturale, per noi europei i ratti sono i portatori della peste, è come x i serpenti con la storia della mela e del peccato mortale….questione culturale più che alimentare! in borneo, in un mercato indigeno vendevano dei meravigliosi e ciccionissimi vermi bianchi come prelibatezza, insieme a fiori e altri animalacci della foresta….magari se non ti dicono che è un ratto lo mangi e ti piace pure…..so’ curiosa come una scimmia, mia suocera mi da solo maiale e platano! bisogna che glielo chiedo!
x zapateo,
si hai ragione,qui in peru’ la poverta’ e’ enorme,purtroppo…
a Lima,la capitale,si vede fortissima sopratutto in differenti quartieri.ci sono quartieri ricchi dove c’e’ gente che gira in jeep o bmw e altri veramente poveri.quando esci da Lima non ti dico nemmeno quello che trovi.
basta guardare le foto che ho fatto in varie cittadine vicino a Cusco.
http://www.myspace.com/paolopascal
quien yo?
Si tu…eres cubano?
SOY CUBANO…. … PORQUE?
Pensavo fossi uno de esos itacos que se hacen los cubanos…invece sei proprio cubano, per quello scrivi in spagnolo!
SON RIMASTO AL COCCODRILLO..
NON MALE.BEAT