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	<title>Cubanite &#187; IStore</title>
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	<description>la malattia di chi ama Cuba!</description>
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		<title>Presto tolto l&#8217;embargo USA contro Cuba &#8230; almeno quello informatico?</title>
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		<comments>http://www.cubanite.net/blog/sta-per-finire-lembargo-usa-contro-cuba-almeno-quello-informatico.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cubanite</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gente cubana]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie e curiosità varie]]></category>
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Come ho già scritto, diversi siti web o applicazioni non sono accessibili qui da Cuba, non certo per volontà del governo cubano ma per l&#8217;embargo.
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<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1610" title="Bimbi Cubani al Pc" src="http://www.cubanite.net/blog/wp-content/uploads/2010/03/Bimbi-Cubani-al-Pc.jpg" alt="Immagine dal Web - Bimbi Cubani davanti a un PC" width="400" height="244" /></p>
<p>Come ho già scritto, diversi siti web o applicazioni non sono accessibili qui da Cuba, non certo per volontà del governo cubano ma per l&#8217;embargo.</p>
<p>Mia recente scoperta è che anche Itune di Apple non permette di scaricare tramite IStore qui da Cuba le applicazioni (mentre sono consentiti i Podcast). Quando ci si prova appare una finestra con dà il codice d&#8217;errore nr 1009.</p>
<p>Bene, secondo quanto riporta Mauro Vecchio su <a href="http://punto-informatico.it/2828601/PI/News/usa-che-web-fluisca-libero.aspx" target="_blank">Punto Informatico</a> le cose presto potrebbero cambiare:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: large;">USA: che il web fluisca libero</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;">Il Dipartimento del Tesoro ha annunciato che presto le aziende a stelle e strisce potranno esportare chat e piattaforme 2.0 in paesi come Iran, Sudan e Cuba. Scavalcando le tradizionali restrizioni, in nome della libertà</span></p>
<p>Roma &#8211; Si tratta di una mossa che tenterà di trasformare il volto online di alcune nazioni del mondo, attualmente poco inclini ad una diffusa apertura verso i canali di Internet. Le autorità statunitensi hanno infatti deciso che aziende IT come Microsoft, Google e Yahoo! potranno a breve instaurare nuovi rapporti con paesi come l&#8217;Iran, <strong>Cuba</strong> e il Sudan.</p>
<p>Paesi non certo noti per una profonda benevolenza nei confronti dei principali servizi legati al web. Il Dipartimento del Tesoro statunitense darà allora la possibilità di procedere all&#8217;esportazione di servizi online come l&#8217;instant messaging, oltre che di canali come quelli Internet Relay Chat (IRC) e di piattaforme legate alla condivisione di fotografie.</p>
<p>La decisione finale era comunque nell&#8217;aria già da tempo. L&#8217;amministrazione del presidente Barack Obama aveva già fronteggiato il delicato caso iraniano, con le proteste post-elettorali che avevano cinguettato sul tecnofringuello, Twitter. Un&#8217;intero, programmato periodo di manutenzione della piattaforma di microblogging era stato ritardato per volere delle autorità a stelle e strisce. Per dare la possibilità agli utenti dell&#8217;ex-Persia di continuare ad esprimere il proprio dissenso a mezzo social network.<br />
&#8220;Più le persone hanno accesso ad una vasta gamma di servizi e tecnologie di Internet &#8211; ha spiegato un portavoce rimasto anonimo dal momento che l&#8217;annuncio ufficiale non è stato ancora fatto &#8211; più sarà difficile per il governo iraniano mettere un freno alla libertà d&#8217;espressione&#8221;.</p>
<p>Quello a cui hanno pensato le autorità degli Stati Uniti è una speciale licenza che permetterà in sostanza alle aziende IT di esportare servizi Internet classificabili come software gratuito per un mercato di massa. In questo modo sarà possibile, per Google e soci, esportare senza incappare nelle violazioni stabilite per il commercio verso alcuni paesi del mondo.</p>
<p>Mauro Vecchio</p>
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