Stand Cuba in BIT

Mi sembra molto simile a quello degli ultimi anni, nel padiglione 2 in fondo curiosamente di fianco a quello degli USA quest’ultimo ieri era pericolante, era stato montato male con viti troppo corte e un lato si stava letteralmente aprendo.
Chi è un amante del Che può incontrarlo …. in Argentina.

Oggi la fiera è ancora aperta (teoricamente) solo agli operatori, immagino che a partire dalle 17 ci sarà un fuggi fuggi visto lo sciopero dello metropolitana il cui ultimo viaggio in partenza da Rho è garantito alle 18:00.




…y con l’aguacero que hay brinca il paraurti di qualche almendron e farti trainare come fanno i ragazzi a La Habana
Ma sono impazziti gli argentini!!!
Se lo vedono alcuni tuoi lettori è finita…
ma gli argentini cosa vuoi che gli resti ormai…tolto maradona che ormai fa notizia solo per le sue sparate, da cui qualcuno sicuramente ha imparato anche qui……devono riciclare o riesumare tutto altrimenti chi se li fila più….
mamma mia lexus28, sei pieno di pregiudizi e luoghi comuni, cerca di conoscere di più e meglio il mondo.
ciao gigi
gigi ma come siamo permalosi, non si capisce più quando si fa una battuta da quando si esce con una considerazione seria……forse sei argentino? non volevo sai offenderti. ma dammi qualche ragguaglio su argentini famosi degli ultimi tempi che abbiano fatto qualcosa di importante tanto da essere continuamente nominati o citati ( evitando evita peron)….se parli di un argentino famoso a una persona di strada ti parla di maradona o di chi? sempre ammesso che conosca il fatto che Che Guevara era argentino e non cubano o boliviano???? non è una sfida è solo una richiesta di informazioni poichè anche io sono un po come il passante e non non mi viene in mente nessuno di famoso argentino recente negli ultimi 20 anni……sarà per questo che usano l’immagine del Che?
Carlos Reutemann, Gabriela Sabatini, Carlos Monzon, Mordillo, Valeria Mazza, Belen
escludendo belem che ora ce la metteranno anche nel dentifricio e per il solo fatto che stia con corona merita un no comment…….( bel fondoschiena mammuccari ci ha fatto fare quasi una colonscopia nei suoi programmi con lei) vedo che sono tutti personaggi di sport….quindi perchè allora non mettere uno di loro come simbolo dello stand? reutemann non se lo ricorderàpiù nessuno , mala sabatini e valeria mazza si no?
scusa alias, a parte che mi considero cittadino del mondo, continui ad avere questa chiusura identitaria nei confronti di altre genti che non giustifica il fatto che tu scriva certe cose. Anche se fossi argentino dov’è il problema? Poi l’ultimo post inquadra bene il ambito CULturale.
ciao
¡Astor Piazzolla, che!
gigi pensavo fossi una persona con cui parlare non un cittadino super partis del mondo che esprime le sue opinioni o meglio vuole imporle…..parli di chiusura, ma tu che aperture hai? non conosci e esprimi giudizi, vuoi fare il simpatico, ma ci sei molto distante, toccatemi tutto ma non il mio CHE evidentemente devi essere molto aperto verso il TUO mondo, l’importante è che ti consideri solo tu, quello che realmente sei non importa a nessuno.
Ciao
ci siamo ricascati bla..bla..bla…auguri
sergio si sta commentando una foto, punto, evidentemente o parli di politica e di comparazione politica italiana di cui tutti ne hanno piene le tasche rispetto a cuba o non si parla d’altro. discutere di un qualcosa di diverso fa solo bene…..se è solo un bla bla bla per te cercati altri posti da frequentare.
hai la coda di paglia e altri posti se vuoi (senza offenderti) cercali tu grazie e non disturbarti a rispondermi Hasta siempre.
..e chi ne ha voglia…….comunque ritornando ai personaggi famosi argentini ho cercato e ho trovato che molti sono sportivi o ballerini o modelle/i però se uno deve pensare allo sportivo più famoso a me sempre viene in mente maradona forse sarà il più recente.
Santa Evita Peron.
Orlando Zapata Tamayo è morto.
e chi è zapata???
tanto per rimanere in tema da repubblica:
L’attivista anticastrista era in digiuno di protesta contro le regole del carcere
I familiari: “Lo hanno ricoverato in ritardo”. La rabbia degli esuli. E oggi arriva Lula
Cuba, muore il dissidente Zapata
in sciopero della fame da 85 giorni
di OMERO CIAI
Orlando Zapata
Ora, per la prima volta da quarant’anni, tra la Cuba del regime e quella dell’esilio c’è il corpo di un martire, Orlando Tamayo Zapata, morto ieri nel primo pomeriggio (già tarda sera in Italia) in un ospedale dell’Avana dopo 85 giorni di sciopero della fame in carcere.
Tamayo Zapata aveva 42 anni, era di Santiago di Cuba, faceva il muratore, militava nel “Movimento per l’alternativa repubblicana” ed era stato arrestato per la prima volta nel dicembre del 2002 per “vilipendio al Comandante en jefe Fidel Castro”. Rilasciato qualche mese dopo era finito di nuovo in carcere durante la retata contro i dissidenti della primavera 2003. Tre mesi fa aveva iniziato lo sciopero della fame perché la direzione del carcere, la “Kilo 7″ nella provincia di Camaguey, gli proibiva di indossare l’abito bianco (il colore che rivendicano i detenuti politici) e lo costringeva, facendolo picchiare dai carcerieri, a mettere l’uniforme dei detenuti comuni. Le sue condizioni erano già molto precarie perché, in realtà, si alimentava pochissimo da molto tempo. Per protesta, da quando era in carcere, rifiutava il pasto e mangiava solo quello che riusciva a portargli ogni tanto sua madre, o qualche altro parente, dall’esterno.
Del suo caso si era occupata anche Amnesty International che lo aveva dichiarato “prigioniero di coscienza” e ne aveva chiesto più volte la liberazione. I familiari e le organizzazioni del dissenso accusano le autorità di averlo ricoverato con molto ritardo, quando ormai le sue condizioni erano già critiche. Quando è arrivato all’ospedale, la settimana scorsa, “era pelle ed ossa e al posto dello stomaco c’era un buco” ha detto sua madre che ieri ha rilasciato alle agenzie di stampa una breve dichiarazione registrata poco dopo la morte del figlio ringraziando tutti coloro che hanno cercato di aiutarlo. In cella prima ed in ospedale poi Tamayo Zapata è stato alimentato forzatamente per via endovenosa ma quando ormai non c’era più nulla da fare. E’ la prima volta dal 1972 che un detenuto politico muore per uno sciopero della fame. In tanti altri casi, con l’alimentazione forzata le autorità sono riuscite ad impedirlo. Nel 1972 morì in cella un poeta e leader studentesco, Pedro Luis Boitel, che aveva combattuto prima contro la dittatura di Batista e poi contro quella di Castro.
La morte del dissidente ha causato immediate reazioni nell’esilio cubano in Florida dove le radio locali hanno interrotto le trasmissioni per dare la notizia mentre all’Avana non ne hanno fatto cenno né stampa né tv. La morte di Tamayo Zapata non è un buona notizia per Raul Castro, che ha assunto il potere tre anni e mezzo fa dopo la grave malattia del fratello Fidel. Le speranza di una apertura del regime, soprattutto dopo l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, sembrano ormai tramontate.
E proprio oggi arriva sull’isola il presidente brasiliano Lula. Nei giorni scorsi il gruppo dei cinquanta detenuti politici ancora in carcere dal 2003 (erano 75) hanno inviato un appello al presidente del Brasile affinché intervenga in loro favore. Nel corso della visita Lula, che è accompagnato anche dal venezuelano Chavez, incontrerà anche Fidel Castro. Dal 2002, anno della prima elezione di Lula, il Brasile è stato molto generoso con il regime cubano concedendo numerosi crediti – per un totale di oltre un miliardo di dollari – che difficilmente verrano mai restituiti. Un importante finanziamento è stato concesso per la ristrutturazione e l’ampliamento del porto del Mariel, vicino all’Avana, mentre altri crediti sono stati versati per l’acquisto di alimenti primari, per la costruzione di strade e la manutenzione della rete alberghiera. Il gigante petrolifero brasiliano, Petrobras, ha acquistato blocchi sotterranei nel mare dell’isola dove è previsto l’inizio di ricerche di nuovi giacimenti di petrolio.
que descance en paz! Libertà per i dissidenti!
Mi spiace molto per Zapata Tamayo. Ho seguito la sua vicenda e quelle di altri “presi politici” sul blog di Pablo Pacheco, altro preso politico della primavera negra, che sta nella prigione di Ciego de Avila.
http://vocescubanas.com/voztraslasrejas/
Nessuno dovrebbe morire per rivendicare i propri diritti umani. Ma purtroppo accade ancora. E non solo a Cuba.
E pensare che qualcuno si ostina a difendere quel sistema politico e a negare le vessazioni o l’esclusione di possibili antagonisti politici.
Se qualche illuminato o intellettuale propone qualcosa di differente da cio’ che la Rivoluzione (leggi: potere F.lli Castro) e lo diffonde “va a buscar sus lios”.
Il male peggiore non e’ quello di aver affamato un popolo per 50 anni, ma quello di averlo illuso, condizionato, tradito e diseducato da una vita piu’ simile a quella dei cittadini della maggioranza dei paesi mondiali, insistendo nel voler a tutti costi pronunciare la parola “desarollo” in ogni notiziario o mesa redonda, mai parola risultata cosi’ evidentemente fallimentare.
Per quanti non la pensino come me, mi dispiace, non voglio offendere la suscettibilita’ di nessuno, solo esprimo una mia opinione che, se pur differente dalla vostra, e’ frutto del mio diritto di opinione e di espressione, proprio quello che altrove manca e che conduce molti dissidenti alla fine che ha fatto Zapada Tamayo.
Il mio sogno non e’ quello di vedere la caduta del socialismo o quella dei Castro, ma quella di vedere un popolo sereno.
Guardate qua chi era Zapata,altro che preso politico.
http://www.gennarocarotenuto.it/12578-orlando-zapata/#more-12578
Egregio Mirco, purtroppo (o per fortuna, dipende dai casi) su Cuba ci sono e ci saranno sempre due schieramenti. Non è detto che l’articolo da lei postato sia “la verità assoluta” così come possono non esserlo gli articoli dell’altra “parte”. La propaganda è una cattiva maestra, da qualsiasi parte si stia.
Per quanto mi riguarda penso che, indipendentemente dal fatto che Tamayo fosse o no un preso politico, a nessuno devono essere negati i diritti fondamentali anche se si sta in prigione.
Ribadisco che non lo dico per sentito dire o perchè leggo questo o quell’altro articolo…purtroppo il mio compagno è in carcere a Cuba e quindi so in prima persona cosa accade là dentro.
Mi fa piacere vedere come tutti abbiano hanno la scienza infusa solo leggendo quà e là nel web o nei giornali…io cerco, quando posso ovviamente, di basarmi sulla realtà dei fatti che vedo e che vivo in prima persona. Saluti.
Credo che ci possano stare tutti gli schieramenti che si vuole, ma su questa vicenda triste, come mille e mille altre che succedono in tutto il mondo ogni giorno, un certo schieramento ha cinicamente voluto dare un risalto mediatico, confezionandola per bene con tante frottole, solo per un rendiconto politico, mentre avrebbero dovuto adoperarsi, molto tempo fa, per farlo desistere.
Con tutti i luoghi di discussione che ci sono, già portare il tema in un post legato alla BIT (si parla di turismo) lo trovo alquanto meschino.