Povera Haiti!

Rovine avanere. Già molti edifici sono così ora, figuriamoci dopo un terremoto ...
Il destino beffardo e crudele si è accanito contro il Paese più povero e martoriato delle americhe. Il terremoto di ieri pomeriggio, le cui serie di scosse sono arrivate a misurare fino a 7,3 della scala richter lo hanno messo in ginocchio, I morti si presume possano essere fra i 100.000 e 500.000. Più di tre milioni di haitiani, ovvero un terzo della popolazione ha avuto la casa rasa al suolo o lesionata.
Ieri Cuba in via cautelativa, per timore di uno Tsunami, ovvero una orna anomala causata dal terremoto, ha organizzato uno sgombero immediatio in molti municipi costieri delle provincie di Guantanamo e Santiago de Cuba. Per esempio a Baracoa tutti i cittadini che vivono lungo il malecon o vicino al mare sono stati portati nella parte alta della città.
La solidarietà internazionale si è messa in moto e come sempre anche Cuba farà la sua parte per aiutare i vicini sfortunati. Tra l’altro qui a Cuba c’è grande preoccupazione per i 403tcubani fra cui oltre 344 medici presenti ad Haiti in missione di solidarietà, anche se pare che tutti stiano bene e siano alacremente al lavoro per soccorrere i troppi feriti. Di certo il cancellire Cubano ha già mandato un nuovo contingente di medici e paramedici per aiutare gli haitiani in questa emergenza
Non ho potuto fare a meno di pensare che se il destino avesse sposato di poco più di 1000 km l’epicentro del terremoto e questo fosse capitato nei pressi dell’Avana forse non sarei qui o comunque mi aggirerei in una città praticamente distrutta . Qui invece, prima di saperlo dalla TV non ci eravamo accorti di nulla, ma a Santiago si è sentito il tremore della terra.




Ciao Marco,un disastro che tutto il mondo sta osservando con molta ansia.Un’isola sfortunata in tutti i sensi,non ci voleva proprio.La tv italiana ci sta informando su quello che sta accadendo.L’Italia come sempre sta mandando aiuti sull’isola,medici,medicine,speriamo che le vittime si fermano qui…
Che tragedia, già erano massacrati dalla povertà ed ora pure il terremoto. Cercheremo di attivarci per portare un aiuto concreto alla popolazione haitiana. Visto che la prossima settimana sarò a Cuba, ti chiedo: sai se in loco si stanno organizzando per aiuti diretti verso Haiti? Se si, mandami una mail con le specifiche così da poter essere d’aiuto, grazie. Mario
Non si tratta di destino, purtroppo,ma di situazioni ben note e i cui effetti possono spesso essere calcolati. Non per rassicurare il titolare di questo puntuale e stimolante blog ma sarà molto improbabile che un evento quale quello che ha devastato Port-au-Prince possa ripetersi a La Habana.
La sismicità che interessa la parte nord-occidentale di Cuba è si presente e abbastanza diffusa ma non tale da provocare disastri quali quello di Haiti. Piuttosto è invece la seconda città dell’isola che è esposta ad un rischio ben maggiore. Nei pressi della popolosa Santiago, e comunque lungo tutto il bordo della costa sud di Cuba, le condizioni sismotettoniche sono in qualche modo simili a quelle che si incontrano lungo l’allineamento di Carrefour (sulla cui verticale è stato localizzato l’ipocentro del sisma che ha interessato la capitale haitiana) , oltre al fatto che in quell’area di Cuba si registra una sismicità storica assai importante, che ha riguardato periodi anche vicini al presente.
Ma credo, o meglio, spero che questo sia ben chiaro al Servizio Geologico cubano (se c’è).
C’e'!
A meta’ strada tra Santiago de Cuba e Playa Siboney c’e’ una stazione sismologica, proprio sotto la Gran Piedra (Sierra Maestra). Fenomeni tellurici di lieve intensita’ sono infatti abituali lungo tutta la dorsale costiera dell’Oriente, per questo l’anno passato ho sollevato obiezioni qui nel blog sulle metodologie costruttive delle abitazioni, in passato io stesso ho commissionato un progetto ad un architetto e ho dovuto piegarmi alla loro “ostinazione” sulla realizzazione di esili colonne in cemento armato con le quali insistono nell’edificare anche edifici di 3 piani. Per motivi economici e’ ovvio che le sopracitate metodologie sono molto distanti dalle comuni norme di costruzione antisismica.
Be’ si, ovviamente credo anch’io che ci sia.
Quello che mi chiedevo era se tale istituzione fosse all’altezza di monitorare e approfondire lo studio su fenomeni del genere. Anch’io ho visto spesso quel casottino celeste, mi pare, che si vede sulla destra andando verso playa Siboney.
Su quel che dici riguardo alle tue perplessità sono perfettamente d’accordo. Un evento sismico che si verificasse sull’allineamento che borda tutta la costa sud di Cuba avrebbe seri effetti, in primis proprio sulla città di Santiago. Senza dimenticare il fatto che, trovandosi l’epicentro del sisma sicuramente in mare si instaurerebbe immediatamente un’onda anomale che andrebbe a devastare immediatamente la costa replicando, in un certo modo, quanto accaduto a Messina nel 1908.