L’embargo contro Cuba c’è, eccome se c’è

Sinceramente mi cadono le braccia ogno volta che leggo sui vari forum dedicati a Cuba o nei commenti di questo blog gente che ne nega, se non l’esistenza, i nefasti effetti che ha il Bloqueo U.S.A. sull’economia cubana. Sono fatti e quindi storia, non supposizioni o idee che dal 1960 gli Stati Uniti d’America hanno stretto d’assedio, a volte anche fisicamente con la loro flotta navale, l’Isola di Cuba. L’embargo ha vissuto diverse fasi, in alcuni periodi le maglie si sono allentate, per esempio dal 1977 al 1981 ai cittadini americani non era vietato per legge fare viaggi di turismo a Cuba, per poi stringersi, in maniera soffocante dal maggio 2004. Si spera che alcune recenti dichiarazioni di politici americani di area democratica seguano con i fatti e che l’embargo possa essere se non completamente eliminato, almeno affievolito. Ma in effetti cosa è l’embargo, eccolo in pochi ma fondamentali punti:
1) Divieto per le aziende americane e per le loro filiali anche con stabilimenti all’estero di vendere merci a Cuba. Sono esclusi prodotti agroalimentari non lavorati di primaria necessitàe poche medicine (ma non macchinari medici), dagli USA Cuba importa principalmente Grano, Mais, Riso e Polli.
2) Divieto ad aziende non americane di vendere qualsiasi prodotto che abbia più del 10 % di componentistica americana. Ostacoli e multe a aziende straniere che operano con Cuba e vogliono vendere od avere attività commerciali con gli USA.
3) Divieto ai cubani o intermediari di vendere negli USAqualsia si prodotto cubano o con materie prime cubane. Qualsiasi cosa contenga nikel cubano, per esempio, non può entrae negli USA. Le norme sono rigidissime per i sigari, che devono essere una vera ossessione per il legislatori americani anticubani: un cittadino statunitense commette un reato se compra un puros cubano in qualsiasi parte del mondo, sanzioni di migliaia di dollari.
4) Divieto alle navi che attraccano nei porti cubani per 3 anni di attraccare nen porti USA. Il che evidentemente aumenta i costi di trasporto. Ovviamente il divieto oltre alle navi merci ed alle petroliere vale per le navi da crociera il che di fatto taglia fuori Cuba dal ricco mercato del turismo croceristico.
5) Divieto ai cittadini americani di viaggiare a Cuba. I turisti che lo fanno contravvengono alla legge, pagare tuttomn in contanti, e per raggiungere Cuba devono passare da paesi terzi, come Canada, Bahamas o Mexico. Il divieto è esteso ai cubani americani, che non possono torrnare a Cuba più di una volta ogni 3 anni ed hanno severi limiti di spesa.
5) Blocco finanziario che probabilmente è quello che affetta di più l’economia cubana. Cuba non può usufruire dei crediti e prestiti internazionali. Le banche che commerciano con Cuba possono essere multate (lo è stata recentemente la UBS svizzera.). Ciò che Cuba compra dagli USA deve essere pagato prima che la nave salpi dagli States. A Cuba per colpa dell’embargo non sono accettate 2 diffuse carte di credito, la American Express e la Diners Club. Italiani la cui banca italiana aveva incautamente mandato un bonifico per Cuba appoggiandosi a una banca americana si sono visti sequestrare l’importo del bonifico.
6) Costi nelle comunicazioni. Per colpa del bloqueo le connessioni internet e telefoniche internazionali non viaggiano su Cavo ma via satellite con costi spropositati che si riflettono nelle tariffe pubbliche e nella lentezza delle connessioni.
Ovviamente l’embargo e aggirabile. A Cuba si trovano molti prodotti americani, ma provengono non direttamente dai produttori, ma da singoli importatori il che, unito al problema dei trasporti fa lievitare i prezzi.
Da anni, periodicamente Cuba all’assemblea dell’ONU chiede la rimozione dell’Embargo, a parte USA, Israele e le Isole Marshal il resto del mondo fota compatto a favore di Cuba. Alcuni, soprattuto a Miami, sostengono che il Bloqueo è una scusa cubana per giustificare manchevolezze della Revolucion. Saggiamente il cancelliere Cubano Perez Roque ha dichiarato "Se il Bloqueo e una nostra scusa, allora toglietecela".
In effetti è inconcepibile l’ostinazione statunitense, con l’embargo Kennedy voleva mettere in ginocchio l’Economia Cubana, ma in 47 anni Cuba sia pur con mille problemi segue gli ideali rivoluzionari, quindi è evidente che l’embargo non serve assolutamente a nulla, se non a far star peggio i cubani. Suvvia, è passato quasi mezzo secolo, i comunisti non fanno più paura a nessuno (ex nostro presidente del Consiglio a parte), e in verità a Cuba più di comunismo si parla di nuovo socialismo, non sarebbe ora di levare questo embargo e stare a vedere che succede?



Si Marco, sarebbe ora di rimuovere e senza condizioni il blocco usa contro cuba. Speriamo che il nostro governo (italiano) si dia una mossa in questa direzione , inoltre, chieda l’estradizione del terrorista ex cia posada carriles responsabile della morte del cittadino italiano fabio Di celmo avvenuta nel 1997 a causa di una bomba fatta collocare, come mandante, dal posada carriles che, tra l’altro, ha fatto esplodere in volo un aereo cubano, nel 1977, provocando la morte di tutti i passegeri (oltre 70 persone). Basta con il terrorismo contro cuba. Il futuro di cuba è dei cubani. Franco
Vedi Marco,in questo come in altri Forum,il Bloqueo è mentale,puoi spiegarglielo miliardi di volte che tanto continueranno a dire che non esiste.Oltre che di anticomunismo viscerale e senza senso è anche ignoranza,malafede e limiti intelletuali.
..ieri sera ho visto su History Channell un documentario su Fidel e devo dire che poche volte ascoltando i politici occidentali, ho potuto notare la stessa forza delle parole, l’emozione, la cognizione di causa che trasparivano dalle labbra del Lider, mi viene in mente solo il vecchio caro Berlinguer..basta bloqueo!!
Julio, grazie per avermi fatto capire che il mio convincimento sulla non esistenza del famigerato “bloqueo” è dovuto al mio limite intellettuale. Ora capisco perchè davanti al Melia Cohiba c’è una tienda che vende tutto e di più, trovi dal parmiggiano all’olio d’oliva italianissimo al vino californiano d’annata. Ma forse il mio livello intellettivo è così basso che mi sono confuso: ero in pieno centro a Milano e non all’Avana. Rimane il fatto che ognuno può pensare quello che più gli aggrada sul “bloqueo” ma non è da persona colta offendere gratuitamente!!!
ciao marco , hai istruito perfettamente,quelle persone, che credono di conoscere cuba , ma sotto sotto gli piace cosi come , xche’ vanno li con i loro risparmiucci di tutto un anno di in c…..per sentirsi padroni.abbasso il turismo corrutto.
Ciao Oreste, ben tornato. A Guanabo tutto bene? Moglie e figlio come stanno? Io ci vado in Aprile e tu? Mario.
ma se leviamo il bloqueo dopo fidel o chi per esso quale scusa potrà accampare?
Il “socialismo del secolo XXI” sembra costruirsi con piccoli ma grandi passi. Il primo marzo l’IVA verrà ridotta in Venezuela del 3%. Dal primo luglio verrà ridotta di altri 2 punti per un totale del 5%. Sembrerebbe una misura liberale, ma non trova, chissà perché, il plauso dei “grandi” economisti neoliberali. Per l’erario sarà un sacrificio limitato, che rappresenta però una restituzione netta di potere d’acquisto alle classi popolari ed un freno all’inflazione.
Dal primo gennaio 2008 inoltre il Bolívar perderà tre zeri. Come la nostra vecchia lira (oggi l’unità monetaria venezuelana vale più o meno come la lira ed al cambio in nero anche meno) era andata perdendo valore sempre più e il “Bolívar pesante” rappresenta una misura che testimonia la crescita costante di credibilità dell’economia venezuelana con la disoccupazione in costante calo e il PIL in crescita in doppia cifra per il quarto anno consecutivo.
Ovviamente non tutti la pensano alla stessa maniera, sul Venezuela. Questa settimana ci sono state due autorevoli prese di posizione. Il presidente brasiliano Lula ha dichiarato: “Penso che Hugo sia buono per il Venezuela. Nessuno negli ultimi 30 anni ha fatto di più per i poveri”. Gli ha fatto da controcanto la Segretario di Stato statunitense Condoleeza Rice: “Ritengo che il presidente del Venezuela stia, veramente, distruggendo il suo paese, sia economicamente, sia politicamente”. Questione di feeling…W Chavez!!!!!
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Condivido l’inutilità del bloqeo, ma mi chiedo con che soldi i cubani possano diventare “consumatori”… con i 70-80 pesos mensili? Mah
CONSUMARE NON E’ SINONOMO DI CONSUMISMO!
IL CONSUMISMO UCCIDE,gli ALTRI!
Almeno risulti chiaro che il governo degli U.S.A. non e’ il tutore della LIBERTA’,ma il continuatore dello sfruttamento e dell’oppressione dei POPOLI del MONDO e di buona parte del suo stesso popolo!
(Ernesto Guevara)
VIVA CUBA!VIVA LA LIBERTA’!
LUNGA VITA A FIDEL!
mi sembra che cuba e fidel con la parola LIBERTA non hanno molta assonanza
leggete qui
http://www.cubaencuentro.com/es/encuentro-en-la-red/cuba/noticias/las-ventas-de-ee-uu-a-cuba-siguen-siendo-altas-a-pesar-de-las-restricciones-de-washington/(gnews)/1171541220
A parte le belle frasi fatte qui è la solita questione di chi sia nato prima, l’uovo o la gallina… E’ colpa dell’embargo se i cubani vivono nella miseria? O è colpa del regime? Secondo me è colpa di tutti e due! non si capisce cosa ci farebbero i cubani coi negozi pieni e senza la libertà di guadagnare legalmente per vivere meglio; e non si capisce cosa cambia per gli usa se la cocacola gli arriva dal messico invece che dalla florida…Dichiamolo chiaramente: da questa sterile diatriba ideologica gli unici che ci rimettono sono i cubani..
Dmitri Lebedev
Lo zucchero come un fattore della sicurezza nazionale
Un paio di frase fuori del tema zucchero: l’inverno continua, fa meraviglia che quest’anno arriva esattamente secondo il calendario, neve e sotto zero il 1 novembre, poi fortunatamente non ha fatto troppo freddo , fra 0 e -10, niente di speciale, ci siamo abituati. Ma il 1 dicembre sottozero -20 gradi. Bbrrr, cambio il cappello, (ancora non mi metto il colbacco), attacco una fodera sotto la giacca invernale. Non si cammina fuori a lungo, ma si vede nella finestra i bambini che giocano senza notare il freddo.
E ora allo zucchero. È il prodotto così di uso comune tutti i giorni che uno non se lo immagina essere un argomento della politica e tanto più della sicurezza nazionale. Vivi un secolo, studia un secolo. Leggo su questo tema nella rivista «Economic Geography», Volume 81, Ottobre 2005.
Negli Stati Uniti dal diciannovesimo secolo c’è sempre un discorso fra politici, populisti e industriali sulla produzione interna dello zucchero. In quegli anni gli USA già dipendevano molto dalle importazioni dagli stati caraibici, dalle Filippine e da altri. C’era una lobby dei produttori dello zucchero degli stati del Sud in USA, che esercitava pressioni politiche, i discorsi nel Congresso, e così via. Alla fine questi discorsi ottennero che il governo emettesse misure a favore dei produttori interni. Gli investimenti e la produzione interna cominciarono crescere. Dapprima le misure furono tariffarie, poi il governo Usa decise che le tariffe potevano deformare il mercato e alzare i prezzi, quindi sostituì alle tariffe i contingenti.
Però durante la Seconda Guerra Mondiale la situazione con lo zucchero negli USA divenne grave: lo zucchero fu il primo mercato razionato e l’ultimo liberalizzato dopo la guerra. A quanto pare durante la guerra i produttori interni non riuscivano soddisfare la domanda che cresceva. Per esempio, gli scienziati scoprirono che i soldati che consumano lo zucchero hanno più resistenza alla fatica.
Dopo la guerra, lo stato, che già partecipava in modo rilevante al sostegno della produzione interna, dovette risolvere vari problemi. L’industria nazionale proponeva di rafforzare le misure a suo favore, adducendo vari motivi: lo sviluppo dell’industria interna, il ruolo sociale nel mantenere l’occupazione, (e il costo basso della manodopera all’estero). Alcuni politici usa nel 1950 si chiesero se il perseguire gli scopi della sicurezza nazionale non creasse altri problemi della stessa sicurezza. Le quote all’importazione sempre più elevate nei confronti dei Caraibi creavano in quei paesi instabilità economica e era all’origine dei movimenti comunisti proprio ai confini degli USA.
Queste voci contro le quote erano sempre più forti, ciononostante nel 1956 il Presidente degli USA decise di abbassare la quota di Cuba a un terzo. L’isola si trovò a fronteggiare all’improvviso una domanda molto più bassa, scarsità dei redditi, instabilità sociale e politica. Due anni dopo a Cuba vince la rivoluzione e l’isola cambia le relazioni economiche, volgendosi all’URSS.
Molto interessante vedere l’esempio delle industrie USA che, inseguendo i propri scopi propri col pretesto della sicurezza nazionale, la danneggiarono. E poi è una scoperta per me che ci fu la rivoluzione a Cuba per lo zucchero.
Letto da qualche parte:Cuba è uno dei paesi più arretrati nell’uso di internet. Le connessioni private sono proibite. Le poche persone (circa il 2%) che vogliono utilizzare questo mezzo lo devono fare da appositi Internet Cafes, dagli alberghi o in circoli giovanili, su computer che utilizzano i software installati dalla polizia. Collegarsi illegalmente a internet può costare cinque anni di carcere e gli anni diventano venti nei casi in cui si comunicano testi “sovversivi” a siti esteri.
Tutto questo corrisponde al vero?
ciaooooo
si, verissimo… ma ovviamente sarà colpa dell’ebbargo, come il costo delle telefonate dall’estero… sigh
Ma perché siete sempre in mala fede e prevenuti con chi ad esempio come Marco, che vive “in prima linea” afferma che il bloqueo esiste?… Perché continuate a sostenere che il bloqueo non esiste, solamente perché si trovano qua e la dei prodotti esteri? NON VI SEMBRA CHE SIA POCO QUESTO PER IMBASTIRE UN’ACCUSA?… Perché è vero solamente quello che leggete sulla stampa dissidente e non può essere vero quello che sostiene la stampa governativa cubana, o semplicemente quello che riporta Marco che non mi sembra un bolscevico convinto?..Non è forse e solamente una “lotta gratuita” vostra personale ed egoistica, che perpetrate nei confronti degl’altri postisti che sostengono il contrario, solamente per il gusto di essere contrario? Se il blocco non esistesse spiegatemi perché esiste la necessita di mantenere viva questa “assurda farsa” dopo 50 anni e perchè qualche anno fa, scioccamente io inviai dei dollari a Cuba e, furono bloccati negli usa per più di un anno? La mia banca fu espressamene invitata a dare delle spiegazioni del motivo di questo invio , fu una vera e propria investigazione, assurda…i soldi li rividi dopo più di un anno, e visto che avevo fatto un “atto criminale”, furono scremati dalle varie spese…Io non ho nessun interesse se non quello etico a difendere Cuba, ma se Castro ha delle colpe questo non sottrae gli usa dalle loro… NEGARE IL BLOCCO E COME NEGARE L’OLOCAUSTO.
UNA , CENTO, MILLE , CUBA….W LA REVOLUCION
Gli effetti dell’embargo USA contro Cuba
Remy Herrera
Ora come ora l’embargo americano su Cuba è condannato da un numero sempre maggiore per non dire schiacciante, di paesi appartenenti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Eppure continua ad essere imposto testardamente dal governo degli Stati Uniti a dispetto delle continue ingiunzioni delle Nazioni Unite, tra le quali la resolution 56/9 del 27 Novembre 2001. L’intenzione del presente articolo è di denunciare questo embargo nei termini della legge che rappresenta per la
sua totale assenza di legittimità. Le misure di arbitrario isolamento che porta avanti sono equivalenti ad una dichiarazione di guerra contro Cuba; i suoi devastanti effetti sociali ed economici impediscono alla popolazione di esercitare i più elementari diritti umani e le risultano insopportabili. Sottopongono alle più grandi sofferenze tutti, usurpandone l’integrità morale e fisica in particolare di donne, anziani e bambini. Sotto questa luce l’embargo è un crimine contro l’umanità. [1]
I risultati delle votazioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla “necessità d’inasprire l’embargo contro Cuba”
Paesi contrari all’inasprimento dell’embargo
Anno A favore Contrari
1992 59 2 USA, Israel
1993 88 4 USA, Israel, Albania, Paraguay
1994 101 2 USA, Israel
1995 117 3 USA, Israel, Uzbekistan
1996 138 3 USA, Israel, Uzbekistan
1997 143 3 USA, Israel, Uzbekistan
1998 157 2 USA, Israel
1999 155 2 USA, Israel
2000 167 3 USA, Israel, Marshall Islands
2001 167 3 USA, Israel, Marshall Islands
2002 173 3 USA, Israel, Marshall Islands
Nota : nel 2002, i paesi che si sono astenuti sono stati quattro : Etiopia, Nicaragua, Malawi, Uzbekistan.
In vigore dal 1962, l’embargo nordamericano è stato rafforzato nell’Ottobre 1992 grazie al Cuban Democracy Act, o Legge Torricelli, che si proponeva di ridurre lo sviluppo delle forze primarie dell’economia cubana tagliando l’apporto di fondi e materie prime in tre modi: a) limitando il trasferimento di valuta straniera inviata in patria dagli esiliati b) impedendo l’attracco nei porti nordamericani di navi che avevano precedentemente sostato a Cuba c) imponendo sanzioni a quelle firms che avevano commerciato con Cuba anche sotto la giurisdizione di un paese intermediario. L’embargo è stato poi ufficializzato dal Cuban Liberty and Democracy Solidarity Act (“Helms Burton Law”) del Marzo 1996, volto ad inasprire le sanzioni ‘internazionali’ contro Cuba. Il suo Articolo I generalizza il numero di merci che non possono essere importate dall’isola, richiedendo, ad esempio che industrie americane provino l’assenza di zucchero cubano nei loro prodotti, cosa già sperimentata col nickel.
Ciò condiziona l’autorizzazione al trasferimento di denaro nell’isola, utile alla nascita di un settore privato che impieghi manodopera salariata. Ancora più intraprendente, l’Articolo II stabilisce le modalità della transizione politica ‘post-Castro’ e la natura che verranno mantenute allora con gli Stati Uniti. L’Articolo III garantisce il diritto dei tribunali nordamericani ad intervenire in quei processi nei quali un cittadino degli Stati Uniti ritenga di essere stato privato dalla nazionalizzazione cubana, di proprietà in suo possesso, e ne richieda il compenso in denaro a coloro ai quali sono stati trasferiti i beni sottratti. Secondo la volontà degli ex-proprietari, qualsiasi nazione o cittadino di paesi terzi che abbia intrattenuto relazioni di scambio con i nuovi beneficiari o proprietari dei beni contestati, può essere a sua volta querelato. Le sanzioni in proposito sono elencate nell’Articolo IV che prevede, tra le altre cose, il rifiuto da parte del Dipartimento di Stato americano di concedere permessi d’entrata a quest’ individui e le loro famiglie.
Il contenuto normativo di questo embargo, specialmente per quanto riguarda l’extraterritorialità di alcune sue clausole, che impone alla comunità internazionale sanzioni unilaterali volute dagli Stati Uniti, o il rifiuto del diritto a nazionalizzare, sfruttando il concetto di “traffico”, è una violazione dello spirito della Costituzione delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione degli Stati Americani, e di tutti i fondamenti della legislazione internazionale.
Questa estensione esagerata della giurisdizione territoriale degli Stati Uniti va contro il principio di sovranità nazionale e di non intervento negli affari interni di un paese, come riconosciuto dalla Corte Internazionale di Giustizia. Va contro il diritto di autodeterminazione del popolo cubano ed il suo sviluppo. Inoltre contraddice le libertà di scambio, navigazione e movimento di capitali che ampiamente predicati dagli Stati Uniti. L’embargo è poi ancora più illegale e illegittimo perché attacca i benefici sociali ottenuti da Cuba negli ultimi decenni e ne mette in pericolo i successi, riconosciuti da molti osservatori internazionali indipendenti (in particolare quelli inviati da WHO, UNESCO,UNICEF e molti NGO); ovvero il sistema scolastico, la ricerca, la sanità e la cultura, nel pieno rispetto dei diritti umani. Inoltre, la minaccia posta alle industrie americane ed agli stranieri da un’operazione tanto coercitiva, estende l’impatto concreto dell’embargo ad aree parzialmente o completamente escluse dalla legge come il cibo, i medicinali, gli strumenti medici e di divulgazione scientifica.
I disastrosi effetti economici dell’embargo
Secondo una fonte ufficiale, i danni diretti causati dall’embargo americano su Cuba dal 1962 ad oggi ammontano ad oltre 70mila miliardi di dollari.[2]
Questi includono: a) la perdita di guadagni causata dagli ostacoli posti allo sviluppo di servizi ed esportazioni (turismo, trasporto aereo, zucchero, nickel); b) le perdite registrate come risultato del riorientamento geografico dei flussi commerciali (aumento dei costi di trasporto, imballaggio e vendita nell’acquisto dei beni…); c) l’impatto delle limitazioni imposte alla crescita della produzione nazionale di beni e servizi (accesso limitato alla tecnologia, accesso limitato alle strumentazioni e di conseguenza veloce obsolescenza delle attrezzature, ridimensionamento forzato delle firms, serie difficoltà affrontate da settori come quello zuccheriero, elettrico, dei trasporti ed agricolo…); d) restrizioni monetarie e finanziarie (l’impedimento alla rinegoziazione del debito con l’estero, l’impossibilità di accedere al mercato del dollaro, l’impatto sfavorevole della variazione dei costi di scambio nel commercio, l’aumento dei costi di finanziamento dovuto all’opposizione degli Stati Uniti all’accesso cubano ad istituzioni finanziarie internazionali…); e) le conseguenze perniciose degl’incentivi all’emigrazione, anche illegale (perdita di risorse umane e di talenti nati nell’ambito del sistema educativo cubano…); f) danni sociali (legati alla scarsità di cibo, a deficienze sanitarie, educative, culturali, sportive…).
Tutto questo condiziona negativamente numerosi settori[3]; l’embargo intralcia direttamente, oltre le esportazioni, le forze trainanti della ripresa economica cubana, soprattutto il turismo, gl’investimenti diretti d’imprese straniere (FDI) e il trasferimento di valuta. Molte societè europee consociate a firms statunitensi sono state costrette ad interrompere i negoziati per la gestione di hotels, perchè i loro avvocati hanno ricordato loro le sanzioni previste dalla “Helms-Burton law”. Inoltre, i co-acquirenti dei gruppi statunitensi per le compagnie di crociera europee, che ancoravano le loro navi a Cuba, hanno cancellato i progetti per il 2002-2003.
Gli ostacoli imposti dagli Stati Uniti, in violazione della Convenzione di Chicago sull’aviazione civile, alla vendita o fitto di aeroplani, al rifornimento di cherosene ed all’accesso a nuove tecnologie determineranno la perdita di 150 milioni di dollari nel 2003. L’impatto sul FDI non è meno sfavorevole. Le istituzioni che lo promuovono a Cuba ricevono più di 500 proposte di cooperazione da compagnie statunitensi, ma nessuna di loro verrà mai realizzata, nemmeno nel settore farmaceutico e biotecnologico, dove il potenziale cubano è molto alto. Il trasferimento di denaro dagli Stati Uniti è molto limitato (meno di 100$ mensili per famiglia) ed alcune banche europee hanno dovuto ridurre i propri mandati minacciate dalle richieste di indennità che avrebbero avanzato gli Stati Uniti se non si fossero tirate indietro. L’embargo penalizza l’attività bancaria, quella assicurativa, petrolifera, chimica, edile, d’infrastrutture e trasporti, cantieristica, agricola, peschiera, elettronica e telematica; lo stesso accade ai settori d’esportazione (in cui gli interessi statunitensi hanno prevalso fino al 1959) come quello zuccheriero la cui ripresa è interdetta dallo sbarramento internazionale agli scambi di materiali grezzi come il nickel, il tabacco e il rum.
Le conseguenze sociali dell’embargo
Gli annunci del governo statunitense favorevoli ad un rilassamento delle restrizioni sul cibo ed i medicinali sono passate inosservate; ciò dimostra come Cuba sia de facto la vittima prescelta dell’embargo in questa regione. Il fatto che alcuni generi alimentari siano sempre più difficili da reperire aggrava le privazioni della popolazione e ne minaccia l’integrità fisica e la stabilità nutrizionale. Una tragedia umana, l’obiettivo ultimo dell’embargo, è stata fino ad ora evitata solo in virtù della volontà dello stato cubano di mantenere intatti i pilastri della propria integrità morale che garantisce a tutti, tra le varie cose, cibo a prezzi modici ed alimentazione gratuita nei crèches, nelle scuole, ospedali ed ospizi. Tutto questo non è che la conferma della priorità che le autorità danno allo sviluppo umano, cosa che spiega come Cuba mantenga alti i suoi standard di buona salute, alfabetizzazione, ricerca, cultura ecc. tutto ciò nonostante la limitatezza dei fondi ed i problemi seguiti alla caduta del blocco sovietico. Il proseguimento dell’avanzamento sociale a Cuba va di pari passo però, con l’estensione effettiva delle misure d’embargo.
Le pressioni esercitate dal Dipartimento di Stato americano e di quello per gli scambi commerciali con l’estero hanno riguardato un ampio numero di prodotti necessari nel settore medico: medicinali per le donne incinte, prodotti di laboratorio e radiologici, tavoli operatori e strumenti chirurgici, anestetici, defibrillatori, strumenti per la respirazione artificiale e per la dialisi, materiale farmaceutico… E’ stato impedito che i neonati ricevessero gratuitamente cibo e prodotti pediatrici per trattamenti intensivi.[4] La capacità di produrre vaccini a Cuba è ostacolata dalla frequente mancanza di componenti essenziali che devono essere necessariamente importate, come succede per i centri che trattano l’acqua. Oggi come oggi l’embargo causa sofferenze ingiustificate alla popolazione cubana.
Molti medicinali che non sono prodotti nel paese scarseggiano, e questo complica l’attuazione di trattamenti contro il cancro al seno, la leucemia, le malattie cardiovascolari e renali, l’AIDS. In aggiunta a tutto questo, le violazioni delle libertà di movimento e ricerca scientifica operate dalle autorità nordamericane (la riduzione negli spostamenti dei ricercatori, la mancanza di rispetto degli accordi bilaterali sui permessi di soggiorno dei ricercatori cubani, il rifuso di garantire licenze per software o di soddisfare gli ordini cubani di libri, riviste, dischetti o CD-Roms di letteratura scientifica specialistica…) hanno esteso il raggio d’azione dell’embargo ad aree formalmente escluse dalla legge in vigore. Viene così impedita la proliferazione di rapporti cooperativi solidali tra nazioni.
L’embargo inoltre, è in contrasto con i principi per la promozione e protezione di quei diritti umani che il popolo statunitense vuole per se ma non per il resto del mondo.
Per tutte le ragioni elencate questo embargo è inaccettabile e deve terminare immediatamente.
Documento originale
The Effects of the US Embargo Against Cuba
Traduzione di Enrica
Quando si dice che negli internet Cafè i software sono “installati dalla polizia” si raggiunge il massimo della stupidità. Che a Cuba oltre che repressivi e sanguinari siano anche totalmente ebeti mi sembra un poco esagerato. Solo persone prive di un minimo di decenza possono scrivere cose simili.
Per chi vuole approfondire il problema delle telecomunicazioni a Cuba, sappia che l’Isola è circondata da fibre ottiche ch collegano tutti i paesi dell’area ma che non può collegarsi a causa del veto del Governo più democratico del mondo. Gli Usa hanno permesso a Cuba di accedere al satellite solo nel 1996 dopo pressioni internazionali. Questo comporta costi elevatissimi e l’impossibilità di utilizzare l’alta tecnologia che invece è molto sviluppata sull’isola.
Qualcuno farebbe bene a connettere il cervello, se ce l’ha, prima di scrivere certe vergognose stupidate dettate solo dall’appartenenza ideologica chiaramente reazionaria e fascista. E piuttosto che Fidelkazoo qualcuno farebbe meglio a firmarsi Testadekazoo
Ora capisco perche se un cubano si mette la parabola sul tetto x vedere le novelas si becca 5 anni di galera… è per rispettare l’embargo! Ma per favore… Ma sei mai stato in un internet cafe (già chiamarlo così è a dir poco un complimeto) per cubani? Hai provato a navigare? Negli internet piont per stranieri i cubani non ci possono andare (eccetto x amicizia o mance varie). Poi devi spiegarmi dov’è l’alta tecnologia. E se c’è allora vuol dire che lembargo non è poi cosi soffocante… o vuoi dirmi che si producono i computer partendo dal silicio… Ed il primo a partire da una posizione ideologica sei tu visto che dai del fascista a chi non la pensa come te. Capisco perchè difendi Fidel. Comunque l’embargo e il regime sono due facce della stessa medaglia: o scompaiono entrambe o li non cambia niente…
in molti hotel all avana vi è la possibilità per stranieri di usare internet alla velocità di 128k ed ad un costo che varia dai 6 ai 13 pesos convertibles l ora,discorso a parte per quanto riguarda le imprese straniere in loco, so che ne hanno diritto ma nn oso pensare ai costi probabilmente marco lo sa,mentre per quanto riguarda il cubano normale se è fortunato ed ha amicizie può avere una e.mail e accedere ad un servizio intranet ove sono presenti solo informazioni amiche,ai pochi fortunati che hanno il libero accesso(ne conosco 1) un servizio di controllo passa a revisar si pasa algo cada 2 o 3 meses se affermare ciò significa essere fascisti significa che la maggior parte di voi di cuba conosce solo i contorni sulla carta geografica…….e per cortesia finitela di parlare di libertà a cuba
Quand’è che finisci tu di dire stupidaggini?
Forse il problema non è quello di discutere sul’esistenza o no dell’embargo visto che è certo che esiste da 50 anni ma sulla stumentalizzazione dell’embargo da parte dei due stati cuba-usa…Cuba da parte sua ha una politica idealista rivoluzionaria da sostenere e gli usa una politica osessionata dal potere e dall’economia…quindi…
Un governo rivoluzionario che prende il potere con le armi (sfruttando masse contadine a cui non restituirà mai le terre) instaura un regime e nazionalizza tutte le proprietà straniere LEGITTIMAMENTE possedute dagli stranieri (magari gente che come noi amava cuba e si era costruita una casa e dava lavoro a molti cubani) senza pagare un peso.
A me sembra un furto, ma i comunisti invece chiamano questo rivoluzione popolare e cacciata degli sfruttatori delle risorse del popolo e della terra cubana.
Ma vi è di più. Ad un cliente che compra lo zucchero ad un prezzo più alto, il regime cubano offre anche la possibilità di ospitare (sulle terre liberate dall’oppressore yanqui) razzi con testate nucleari puntati verso coloro a cui son stati sottratti case, auto, latifondi e raffinerie.
A quel punto gli USA decidono di porre l’embargo e i fratelli Castro si affidano all’Hermano Pueblo Russo.
Fin qui tutto lecito per chi ha deciso di fare il dittatore a vita.
Ma quando poi la Russia e tutta l’area di influenza sovietica cadono e nessuno compra più lo zucchero, cosa pretendendono che gli USA vendano prodotti al regime affinché li rivenda al doppio del prezzo per finanziare la repressione del popolo cubano con più risorse, armi e tecnologie o per appoggiare una schiera di dittatori capeggiata dal delirante leader Iraniano?
Troppo comodo adesso! Si facciano comprare lo zucchero e i sigari dai venezuelani, dagli iraniani e dai cinesi. Non arriva di tutto dalla Cina?! Non basta? Le nike le volete originali perché siete radical chic?! E la Coca Cola la volete direttamente da Atlanta perché via Messico arriva sgasata! Rivolete i turisti americani obesi in spiaggia che poi si ricomprano tutte le case? Volete che ritornino i cubani di Miami?
Mi sorge un dubbio: non è che volete togliere l’embargo per poter fare un’altra rivoluzione e rubarvi tutto di nuovo?
Mi consola il fatto che in caso di eliminazione dell’embargo, il desiderio di generi di consumo da parte del represso popolo cubano, all’arrivo dei primi prodotti dagli USA, spazzerà via tutti gli ideali forzosamente imposti in 50 anni di regime.
Purtroppo è noto che l’attuale amministrazione statunitense non ha grandi intuizioni in politica estera. Attenderemo i democratici…
Visto che quì si censurano gli interventi, consiglierei di censurare quelli provocatori finalizzati a denigrare Cuba con vergognose menzogne, piuttosto che quelli che cercano di smascherarli. O combattere il fascismo, che trapela in molti scritti di questo blog, è diventato censurabile? Va bene che anche il Presidente “comunista” Napolitano si sta dando da fare in tal senso, ma io penso che l’errore più grande dell’Italia sia stato quello di sconfiggere il fascismo ma non la cultura fascista che, vedi quello che dice il grande Giorgio Bocca, è sempre dominante nel nostro sciagurato Paese. E ne stiamo pagando tutti le conseguenzae. Pensate se ieri a Vicenza avessimo avuto al Governo Berlusconi, Scajola e Fini! Sarebbe stata un’altra giornata di sangue! Svegliamoci per favore oppure il futuro del nostro paese che si alterna tra governi nazifascisti e governi “comunisti” di destra moderata, come l’attuale, è drammaticamente segnato. La libertà, la pace e la giustizia non stanno di casa ne con la destra fascista ne con il comunismo di stampo sovietico e tantomeno con la finta democrazia attuale che sta generando solo tremende ingiustizie e criminale sfruttamento della maggior parte dei cittadini, ma sono valori che si deve conquistare il popolo. Come hanno fatto a Cuba, non a caso denigrata dagli uni e dagli altri.
Viva la Rivoluzione cubana ed il meraviglioso popolo cubano che resiste e merita l’ammirazione di tutti i sinceri democratici e progressisti. Non a caso tutti i più grandi uomini di cultura del pianeta sono amici della Revoluciòn!
Hasta la Victoria Siempre!
“Non a caso tutti i più grandi uomini di cultura del pianeta sono amici della Revoluciòn!”
Sì come te, Gianni Minà e Maradona!
Hemingway si è suicidato l’anno successivo alla rivoluzione!
Le elite culturali son sempre state al servizio dei regimi perché pagano bene, come durante fascismo e nazismo!
Ragazzi è inutile cercare di discutere con certa gente per entrare nel merito dei problemi cercando di guardarli con un po di distacco. Se non sei daccordo con loro sei solo uno sporco fascista e non hai diritto di parola… se potessero ti rinchiuderebbero in un gulag… Gli auguro solo di provare nella vita la libertà come la intendono loro…
le uniche stupidaggini le riesco a leggere nei tuoi commenti pablo o di chi come te ha la testa llena de fana
QUEREMOS UN MUNDO DE PAZ,JUSTICIA Y DIGNIDAD Y QUE TODOS SIN EXCEPCION ALGUNA TENGAN DERECHO A LA SALUD Y A LA VIDA.
NO HAY LIBERTAD SIN CULTURA.
Ecco due chiari esempi di pensiero fascista.
“le uniche stupidaggini le riesco a leggere nei tuoi commenti pablo o di chi come te ha la testa llena de fana”
“Sì come te, Gianni Minà e Maradona!
Hemingway si è suicidato l’anno successivo alla rivoluzione!
Le elite culturali son sempre state al servizio dei regimi perché pagano bene, come durante fascismo e nazismo!”
sono d’accordo con te marco, l’embargo a cuba non serve più a niente se non a far stare male i cubani, è questo è un fatto.
Un altro dato di fatto è che Fidel Castro e lo ha dimostrato è stato ed è un dei tanti dittatori che questo povero mondo ha visto e ha dato sicuramente più cose negative che positive al popolo cubano tu che vivi a cuba le conoscerai meglio di me.In bocca al lupo per il tuo secondo matrimonio ti auguro che vada tutto bene un saluto ciao
CUBA LIBRE!!!!!!
K 100 ti inviterei a studiare un po’ più profondamente la storia Cubana ma soprattutto di togliere quel velo di Pantomima che inserisci nel tuo commento.
L’embargo “de mierda” esiste non solo a cuba ma in Corea del Nord, Iran, Sierra Leone e riassumendo il tutto, le persone che sono in condizioni maledettamente orribili e precarie sono tantissime.. ESSERI UMANI NON MERDA alla mèrce di padroni di grossi capitali che hanno deciso che cosi deve essere, e basta.
Nell’evoluzione di ogni popolo prima o poi vi è sempre una rivalutazione dei propri errori ed una conferma dei propri meriti, ma lasciamo che il tempo e soprattutto loro decidano non il fottuto, cinico, imperialista, “collegio giudicante” u.s.a .
Cuba non è un film proposto da ski ma una tragica realtà dove la gente sta male a causa dell’embargo maledetto…. ogni causa ha giustamente il suo effetto… la legittima nazionalizzazione che fece Fidel a suo tempo era il risultato di secoli di sfruttamento di ingiustizie subite, e magari gli sfortunati capitalisti di allora non amavano poi cosi tanto Cuba ed il suo popolo visto che erano assolutamente razzisti con l’unico fine di SFRUTTARE dall’alto dei loro capitali il popolo…ma questo non lo dico io è la storia che parla a gran voce..
Il tempo cambia inesorabilmente le cose a volte è un antidoto straordinario che fa dimenticare tutto e magari i cubani odierni “anestetizzati dalle copertine patinate e alla rincorsa del benessere materiale ” forse lasceranno questo percorso idealistico, chi lo sa, ma devono essere loro a deciderlo … ma parliamoci chiaro tu baratteresti i tuoi ideali la tua dignità la tua libertà per diventare lo zerbino di grossi capitalisti che pensano solamente al loro tornaconto? Cuba è solamente da ammirare nel bene e nel male, “violentata” da questo fottuto embargo economico…
UNA, CENTO, MILLE, CUBA…W LA REVOLUCION
“Nell’evoluzione di ogni popolo prima o poi vi è sempre una rivalutazione dei propri errori ed una conferma dei propri meriti, ma lasciamo che il tempo e soprattutto loro decidano non il fottuto, cinico, imperialista, “collegio giudicante” u.s.a.”
Che siano i cubani a dover giudicare le azioni dei propri governanti non ci piove, sono daccordo con te.
Ma non sputerei cosi tanto sugli usa: ogni americano, ogni europeo, e la maggior parte dei popoli del mondo godono della libertà di pensiero e di parola, come te, di poter scrivere quello che pensi anche su questo blog. Coloro che vivono sotto i regimi che menzionavi (Corea del Nord, Iran, Sierra Leone) oltre che Cuba, Cina, e tutti i regimi repressivi (NB: di destra e di sinistra) questa possibilità non ce l’hanno.
L’embargo è sicuramente un male… ma non il peggiore…
come mi piace vederti in giro x l avana carissimo “noalfascismo”i tuoi bermuda,la tua t-shirt rigorosamente con la cara de el che,i tuo sandali,con in una mano il gramma e nell altra la jinetera di turno (il + delle volte teen-ager)la tua aria da intelletualoide e le tue caviglie latiginose,il tuo capellino verde olivo con la stella e l immancavole sigaro alla fine si sa che tu a cuba pensi solo come pucciare il biscotto,mi viene solo da vomitare vedentoti,barricandoti dietro l esaltazioni alla rivoluzione sfoghi a buon mercato le tue libido represse,hasta siempre comandante ti ostini a ripetere mentre palpeggi il marmoreo fondoschiena della jine al tuo fianco,ipocrita a cuba vedi poco e solo quello che ti garba,certo la playa di santa maria e forse il museo al morro,ti lascio nelle tue esltazioni politiche tanto ne tu ne io cambieremo qualcosa da questo blog,ma sappiamo benissimo le stupidaggini chi le dice!!!!
Un gruppo di 40 medici cubani, specializzati in medicina familiare e comunitaria, si stabilizzerà nella zona costiera caraibica del Nicaragua. In quella regione vivono diversi gruppi etnici che formano una comunità di mezzo milione di persone e le condizioni sanitarie lasciano molto a desiderare. “Per questo motivo abbiamo chiesto aiuto a Cuba” ha detto il ministro della Salute Maritza Quant, che ha aggiunto: “si fermeranno tutto il tempo necessario per dare istruzioni alla popolazione”. Sono molti i medici nicaraguensi che si specializzano a Cuba ma una volta tornati in patria preferiscono andare a lavorare in zone più popolate e sviluppate, tralasciando le regioni selvagge della costa caraibica. Perchè non sono l’Europa o gli USA ad aiutare i poveri del mondo? sanno vendere solo armi e guerre?
Non intendevo assolutamente provocare anche perchè farlo su Cubanite credo sia totalmente inutile. La mia era una semplice domanda. Bushgnocca non sai che pesci pigliare , naturalmente, e allora spari delle gran minchiate. Ti capisco, d’altronde difendere Cuba, in certi casi, puù risultare imbarazzante
Non capisco come si faccia a dire che il bloqueo non crea problemi. Certo possiamo comprare cose tipicamente occidentali (coca cola, capi firmati, etc…), ma è di questo che sente bisogno realmente la popolazione ? Il fatto che molti medicinali vengano bloccati non credete che sia di per sè un fatto grave ? Potrei capire un blocco che precludesse la possibilità al regime di rafforzarsi militarmente, ma un blocco anche sui generi alimentari di prima necessità e su beni fondamentali lo trovo quantomeno assurdo.
Poi che togliendo il blocco non si risolvano tutti i problemi di cuba sono d’accordo, ma quantomeno sarebbe un primo passo per dare un po’ di libertà in più… Ma forse è proprio questo che non si vuole. In fondo el bloqueo fa comodo ad entrambe le parti (gli usa che sostengono che il regime affama la sua gente e fidel che sostiene che gli USA fanno morire di stenti e malattie la popolazione). Come al solito a rimetterci sono sempre gli inermi che in questo gioco politico al massacro, non possono alzare la loro voce.
Bravo alexcuba80, finalmente una riflessione costruttiva: “Poi che togliendo il blocco non si risolvano tutti i problemi di cuba sono d’accordo, ma quantomeno sarebbe un primo passo per dare un po’ di libertà in più… Ma forse è proprio questo che non si vuole. In fondo el bloqueo fa comodo ad entrambe le parti (gli usa che sostengono che il regime affama la sua gente e fidel che sostiene che gli USA fanno morire di stenti e malattie la popolazione).”
L’embargo serve ad indebolire un regime facendo insorgere le popolazioni rendendogli la vita molto dura. Ma nel caso di Cuba non è servito perchè per decenni sono stati sostenuti finanziariamente dall’URSS e dopo hanno comunque trovato un equilibrio minimo grazie alle rimesse dall’estero ed allo stato di polizzia che nel frattempo è diventato molto capillare. Quindi, acertato che non serve, gli usa farebbero più bella figura a revocarlo. Ma vi immaginate cosa direbbe Fidel? “abbiamo sconfitto l’imperialismo, blablablabla…”. La situazione è troppo radicalizzata (come si vede anche in questo blog) perchè possa cambiare qualcosa. Magari, in futuro, attraverso una serie di reciproche concessioni che allentino la tensione… ma ci sono ancora due teste troppo calde a guidare gli “eserciti”..
Scusami Marco, ma come puoi permettere ad uno come Giampy di continuare a scrivere su questo blog? Io non sono Pumario e non penso di passare alle denunce ma non voglio permettere ad un personaggio così squallido, che esprime tutta la volgarità e la mancanza di rispetto classica del pensiero fascista, di continuare ad attaccare le persone nel più vile dei modi. Io, che non sono comunista, posso accettare che uno mi definisca tale anche perchè i comunisti in Italia sono stati i principali artefici della lotta di Liberazione prima, e della difesa della democrazia poi, quello che non posso accettare è l’attacco volgare e vergognoso verso le persone. Quello che ha scritto Giampy denuncia il degrado intellettuale che sta invadendo il nostro paese. Ribadisco con sempre più forza che nel nostro pese la cultura fascista non è stata sconfitta e che negli ultimi anni è tornata prepotentemente alla ribalta. Sono intervenuto in questo dibattito perchè trovo riprovevole che si utilizzino volgari menzogne per denigrare Cuba ed il suo popolo, ti ringrazio per aver postato su questo argomento evidenziando come su un argomento reale ed inconfutabile si cerchi di speculare, ma vista la piega del dibattito sono costretto ad abbandonare questo blog. Il mio impegno di una vita per la democrazia, la giustizia, la libertà e la solidarietà verso i popoli che lottano contro l’imperialismo criminale che affama buona parte dell’umanità, e la mia coscenza antifascista non possono accettare che un volgare cialtrone, vigliacco e senza scrupoli, possa scrivere cose tanto odiose e repellenti che feriscono l’intelligenze delle persone dotate di un minimo di dignità. Lascio questo bel blog, in attesa di tempi migliori, invitando tutti a combattere il fascismo in ogni sua manifestazione perchè questo è il vero nemico dell’uomo e dei popoli. Faremmo bene a non dimenticarlo mai, apriamo gli occhi e rendiamoci conto dove stanno portando l’umanità questi cialtroni criminali.
Viva Cuba, primer teritorio libre de America Latina, e viva tutti coloro che lottano contro chi vuole dominare il mondo!
Cari amici, è innegabile che il blocco esiste e come. Altrettanto vero, che questo crea danni all’economia cubana. Vero anche che oramai il comunismo non fa piu’ paura a nessuno, decaduto, morto, ha mostrato la sua inadeguatezza sotto il profilo economico/sociale. Ma altrettanto vero che il capitalismo è fallito mostrando i medesimi limiti ed le medesime inadeguatezze. Le ideologie di destra anch’esse fallimentari. Allora? per come la vedo io uno stato come gli USA tiene e detiene l’embargo unicamente per paura “sicuramente leggittima” che il blocco dei paesi sud ameriani possa decollare economicamente. E’ innegabile che questi paesi hanno risorse minerarie ed economiche con un altissimo potenziale. Cuba purtroppo occupa una posizione geo-politica importantissima. E’ ad un passo dagli stati uniti. Potrebbe essere la porta verso tutto il sud america. Quindi farla rimanere in uno stato di sotto sviluppo economico fa molto comodo a chi come gli stati uniti ha tutto l’interesse a proteggere le sue multinazionali. Sul fatto poi di diquisire sulla liertà e sui diritti umani in quel di Cuba. Bhe ci sta molto da dire, è innegabile che non siamo in un regime liberista e libertario. Ma questo è un discorso politico e non economico. Economicamente parlando, se fossi nel governo Italiano, guarderei con occhio malizioso a Cuba e paesi limitrofi. Perchè sarebbe per me la chiave di volta per uscire da dipendenze economiche consolidate dall’immediato dopo guerra. Potrei sfruttare rapporti commerciali facendo margine in crescita verso questi paesi. Si verrebbero a creare rapporti di reciproca conveniensa e quindi abbasserei notevolmente certi scembi commerciali per spostare l’asse politico economico su nuove realtà. L’autore di questo blog parla di socialismo. Se questa è la rotta che sta seguendo il governo cubano non può che farmi piacere. Ma Fidel non vivrà in eterno, non posso negare a me stesso ed alla storia le morti perpetrate da questo regime, come non posso negare le morti perpetrate dagli stati uniti in nome di una libertà che concettualmente appartiene solamente al loro modo di intenderla. Facendo autocritica devo dire che neanche il nostro paese sia un santo. Come sempre la moderazione e l’equilibrio porta poi a soluzioni a mio modo di vedere acettabili e condivisibili. Imporre con ogni mezzo il proprio pensiero prima o dopo fa incazzare qualcuno. E quando qualcuno è incazzato bhe? e dificile calmarlo. Bisogna prevenire, lavorare e costruire. Alle volte mi domando come mai ci accaloriamo tanto sulle questioni cubane. Quando poi faccio un raffronto guardando la nostra realtà e mi viene da piangere. Il governo passato ha fatto sfracelli. Quello attuale non fà perchè è immobilizzato. Mi sa che non sono solo i cubani a stare nella cacca
Azucar hai scritto: il comunismo non fa piu’ paura a nessuno, decaduto, morto, ha mostrato la sua inadeguatezza sotto il profilo economico/sociale.
Ecco come mi spiego il disastro in cui ci troviamo. Perchè noi, forse non lo sai,siamo governati da due, dico 2, partiti comunisti + un ex partito comunista, abbiamo un presidente della repubblica comunista e un presidente della camera comunista.
Manco a Cuba sono messi così male.
Giampy deve aver cosparso di sale qualche piaga ….. oh si e pure in modo abbondante! E il Peppone di turno si sente tirato in causa.
il bloqueo sta a Cuba come Fidel sta sui Cubani, UNA PROPORZIONE che non fà una piega!!!LIBERTA’ per il popolo cubano oppresso da 48 anni di regime(e che regime).CUBA AI CUBANI ED ELEZIONI LIBERE!!!!Ciao
Tante parole, e cose concrete? Ve la dò io la concretezza: a Cuba si può noleggiare una AUDI 6 nuovo modello, o se preferite una BMW serie 5 ultimo modello, o se preferite una JEEP, o se etc. etc. etc. e allora dove stà il bloqueo? Volete del vino californiano? A Cuba lo trovate. Volete dell’olio di oliva italiano? A Cuba lo trovate. Volete un codizionatore DE Longhi? A cuba lo trovate. Ditemi cosa desiderate e non riuscite a trovare in Cuba, e poi riparleremo di bloqueo. Chiaro è che il BLOQUEO in Cuba esiste solo per chi non ha CUC, chiaro?!
Pumario, dai, si ytrova “quasi” tutto, si, ma a che prezzo?
Marco a te cadono le braccia a me cadono i coglioni nel leggere taluni tuoi post…..
L’ embargo esiste ma non nella misura e nei contenuti che vuoi far credere…..l’ embargo inoltre assume i risvolti di mera strumentalizzazione politica vitale sia al governo castrista (che regge la sua struttura socio politica sull’ ideologia rivoluzionaria contrapposta al blocco imperialista per camuffarne il congenito parassitismo economico) sia al governo Usa (dove con 2.500.000 esuli cubani condizionano ormai in maniera tangibile e pesante le elezioni presidenziali)
Mi chiedo ti chiedo: hai mai frequentato il porto de La Habana o di Matanzas, i depositi portuali e le varie zone franche…..
Ti sei mai chiesto chi ha optato per le società miste e per un socialismo delle joint venture invece di accettare l’ offerta di Gorbaciov e dei paesi Europei…..
Ti invito e Vi invito infine a leggere un articolo di Maurizio Chierici apparso sull’ Unità il 23-02-2004 che già ti ho segnalato ma che NESSUNO ha saputo o voluto commentare…..
“Il Che non ha mai pensato a fare soldi. E Korda, autore della foto che ne ha fermato la giovinezza, non si è mai proposto di metterne da parte. L’ha regalata a Gian Giacomo Feltrinelli: se n’era innamorato. E Feltrinelli l’ha regalata ai ragazzi del ’68. Eppure Diana Diaz Lopez, erede dell’archivio del padre, è andata a Parigi a chiedere a Reporter Sans Frontières un milione di euro. I giornalisti di Reporter volevano usare l’immagine, bandiera di ogni corteo, per una cartolina con didascalia non reticente: «Benvenuti a Cuba, la più grande prigione del mondo per giornalisti». L’ingiunzione li ha fermati. Hanno promesso di distruggere manifesti e fotografie, ma la signora insiste: non mi fido, devono pagare. Un disastro che asciugherebbe le casse dell’associazione nata per difendere l’informazione nei paesi che non informano. Come mai Diana Diaz all’improvviso si stabilisce a Parigi? Forse perché Reporter stava per aprire una sede a Miami nei dintorni della Fondazione Cubana-Americana, quei reduci che hanno trovato un posto al sole predicando contro Castro e controllando voti e raccogliendo riconoscenze politiche nella Florida repubblicana. Mettere in crisi le casse di Reporter può essere la contromossa del governo dell’Avana. Il quale si guarda bene dall’apparire, manda la figlia di Korda. Fondamentalmente Reporter ha ragione: accusare la stampa di travisare la realtà, è il gioco di ogni autocrazia. Ma resta il dubbio: sono davvero giornalisti i 75 in galera ? Solo uno ne ha il censo: Raul Ravero, ex corrispondente di Prensa Latina (Ansa cubana) a Mosca, Londra, Parigi. Gli altri si definiscono «cronisti indipendenti», poeti, scrittori col libro nel cassetto, professori in pensione. Funziona così: collaborano a Cuba Net, giornale elettronico di Miami finanziato dalla Fondazione degli irriducibili. Trasmettono commenti e informazioni dai computer della Sezione Affari Usa, lungomare dell’Avana. Hanno diritto a farlo ed è assurdo imbavagliarli anche se il loro giornalismo è un’ambizione insolita. E poi perché scegliere solo computer americani e non ambasciate spagnola, francese, italiana, governi ugualmente a destra? Il diario di chi ritorna a Cuba raccoglie tante sorprese. Le «parole parallele» continuano a piegare entusiasmo e ambiguità con una regia che da 45 anni non cambia i riflettori. Da una parte e dall’altra. Davanti alle finestre dell’albergo la tempesta scuote il mare che divide Castro da Miami. Inonda il Malecon, fa rabbrividire i soldati verde oliva di guardia alle inferriate della Sezione Affari americana; sciacqua il piedistallo sul quale José Marti, padre della patria, indica con mano feroce il palazzo del nemico: Usa che tramano contro la rivoluzione. E le nuvole volano basse come bombardieri, metafora dei rapporti che ogni tanto precipitano in una crisi di nervi. Sembra la vigilia dell’invasione fatale da mezzo secolo rimandata. Si scatenano radio, Tv, giornali: cinque cubani prigionieri a Miami per «aver guidato Fbi e Cia» nello smascherare chi semina bombe dentro gli alberghi dei turisti o uccide un manager italiano o fa saltare aerei alle Barbados e progetta il colpo clamoroso contro l’American Air Lines per rovesciare l’infamia sul Castro invecchiato, ma sempre lì; queste cinque «spie della pace», giacciono in una prigione della Florida. Condanne durissime. Colpevoli di una buona azione: versione cubana. Colpevoli di rubare i segreti dell’esercito del primo paese del mondo: versione Washington. Eroi divorati dal mostro Bush che protegge i terroristi. Intrusi finalmente dietro le sbarre. Cuba nido di serpenti. Usa, superpotenza egemonica che esporta fame e guerre. Il ping pong va avanti da mesi col ritmo che ha infiammato il caso Elian, bambino conteso tra il padre e i parenti di Miami. Chissà quando finirà. La Tv cubana distribuisce un patriottismo noioso come i quiz delle Tv che specchiano la nostra felicità, ma per l’occasione si risveglia dal silenzio e ricostruisce la cospirazione sintonizzata ai rancori dei nostalgici dell’invasione fallita nella Baia di Porci, 42 anni fa. Vecchi pirati, bombe e mitraglia sotto l’ala del Bush fratello, governatore della Florida. Trame e slogan non cambiamo. Salviamo Cuba dal comunismo. Subito la replica: prepariamoci a resistere. O patria o muerte. In ogni albergo chiedono firme di solidarietà per «i martiri»; ogni riunione fa sfilare sul palco ragazzi e professori, magliette con le cinque foto bianco e nero dei prigionieri «dell’imperio». E Radio Marti risponde da Miami: l’ora fatale sta per scoccare: smascherate le trame, Fidel ha le ore contate. Difficile districarsi nel labirinto delle parole parallele, e capire quale capitolo si stia sfogliando. A Miami, libreria Barnes e Noble, tra il giardino di Madonna e la piscina di Stallone, nella Coral Gable dove si abbronzano i miliardari ci si confonde nella folla degli irriducibili anticastristi accorsi ad ascoltare il dibattito che dovrebbe chiarire quale passato, quale presente e quale futuro quattro professori della Florida University e di Harvard prevedono per Cuba. Incontro promosso da Radio Mambi i cui inviti quotidiani sollecitano «la fine dell’anticristo Fidel, da rovesciare con qualsiasi mezzo, compreso il terrorismo, perché terrorismo non è la parola onesta per definire chi spara in guerra». Arriva un bel signore, ciuffo alla Tom Cruise ormai ingrigito. Le luci della Tv lo abbagliano: Lincoln Diaz Balart, deputato al Congresso, parente discolo di Fidel, figlio di una cugina, guida sui banchi di Washington l’opposizione feroce. «Forse ci siamo…», sorride alla giornalista platinata che fa domande sul tramonto di Castro. Ma dopo aver ascoltato per un’ora gli esperti togati, esplode l’indignazione contro il professor Jorge Dominguez: «Menzogne – urla con rabbia -. Noi repubblicani rovesceremo Castro. Mai ci abbassiamo a trattare coi comunisti». Il professor Dominguez stava solo illustrando il bollettino ufficiale del ministero del commercio, informazioni trascurate da giornali e Tv, a Miami e all’Avana. Fa capire come il presidente Bush si sia arreso agli interessi dei produttori di grano e allevatori di bestiame, grandi elettori. Avvicinandosi la stretta elettorale ha bisogno del loro sostegno: milioni di dollari, spot e rodei alla cow boy. Li sta accontentando. Negli ultimi due anni Cuba è diventata partner economico prezioso. Da fanalino di coda nella classifica delle esportazioni, é salita al trentacinquesimo posto lasciando alle spalle Svezia, Danimarca, Portogallo, Sud Africa. L’Avana preferisce far spesa negli Usa allontanandosi da Costa Rica, Honduras, Panama, Peru. Entrerà nei primi trenta clienti alla fine del 2004. L’anno scorso ha comperato prodotti agropecuari per 257 milioni di dollari. Il 90 per cento dei polli che i vacanzieri mangiano sotto le palme dei Carabi vengono dall’America profonda: Archers Daniels Midland, fornitore privilegiato. Sempre statistiche di Washington. E non solo tavole imbandite: 85 giganti del turismo stanno per sbarcare con catene di alberghi e ristoranti. Chi se ne frega dell’embargo. Inutilmente, dieci anni fa, il nostro Valerio Riva metteva in guardia gli sventurati che si illudevano sul futuro turistico dell’isola perduta. Dopo canadesi, spagnoli e italiani (185 mila vacanzieri l’anno), gli odiati americani si buttano. Già ridono a piena gola negli ascensori del Nacional e si arrendono alla seduzione di moqujitos e daiquiri canticchiando con le chitarre degli intrattenitori: «comandante, Che Guevara…». Il professor Dominguez tradisce la propria fede repubblicana ed il rispetto per strategie dal risvolto elettorale: «siamo riusciti ad allargare le proposte populiste dell’amministrazione Clinton con la concretezza che favorisce l’economia degli Stati Uniti». Prima di lasciare la Casa Bianca, Clinton aveva permesso di esportare direttamente a Cuba «viveri e medicinali di prima necessità». Adesso arriva tutto, e Bush allarga le vetrine bloccando ogni sei mesi la legge Helms-Burton, ultras che pretendono di esasperare l’embargo. Non è solo questione di soldi, insiste uno dei professori, suscitando lo sdegno della libreria. Cuba ha accettato in silenzio che gli Stati Uniti ingabbiassero a Guantanamo chi è sospettato d’essere figlio spirituale di Bin Laden. Insomma, terrorista. E contro quel terrorismo ha offerto collaborazione agli Usa dopo le Torri Gemelle. Militari cubani e militari americani si incontrano ogni settimana per pianificare sicurezza e salute pubblica attorno al campo Usa dove i prigionieri restano bestie incatenate. Militari americani fanno visita agli ospedali della Guantanamo cubana per controllarne le risorse sanitarie nel caso qualcuno di loro avesse bisogno di cure urgenti che la base Usa non contempla. Militari cubani e militari americani discutono una volta al mese come coordinare il pattugliamento dei guardacoste per intercettare le barche di chi scappa e i motoscafi superveloci della droga. E gli agenti della Dea lavorano da tempo all’Avana assieme gli agenti dell’Avana: guerra alla cocaina. Gli Usa stanno aumentando l’espulsione dei balseros. Arrivano sfiniti nella Florida della libertà e subito vengono rispediti: «indesiderabili per ragioni morali». Mai una volta che spieghino quale moralità hanno violato. E quando tornano a Cuba nessuno fa domande, quasi avessero sbagliato treno: solo un peccato veniale. Ecco l’indignazione e la meraviglia per le condanne a morte che hanno sconvolto il mondo. Un pugno nella quiete, all’improvviso, ma perché? Il decalogo del buon vicinato illustrato dai professori nella libreria di Miami riserva sorprese ignorate. Nessuno ne prende nota, né i giornali raccoglieranno l’elenco sia a Cuba che a Miami, altrimenti l’ansia degli slogan dove va a finire? Intanto all’Avana è aperta la fiera del libro nella fortezza che domina il porto. Folla da San Siro quando giocano Inter e Milan. I visitatori possono comprare in pesos e saccheggiano ogni scansia. Quindici giorni così, poi tende e libri vanno in tournée in ogni città del paese. Migliaia di volumi venduti. Forse per vocazione, forse effetto di una attenta riforma scolastica o merito dell’impossibile Tv, i cubani restano i lettori più accaniti del mondo. Comprano Saramago e Camus, perfino l’eretico Cabrera Infante e il grande Alejo Carpentier il quale aveva lasciato Castro dopo anni di entusiasmo. Ristampati e mangiati come pane. Si propone la Divina Commedia, torna la vita di San Francesco. Poi Marco Lodoli e il suo «Fannullone». Naturalmente Pavese, Italo Calvino, James Joyce, Faulkner, Machado, Neruda: a Cuba la poesia é un best seller. I ragazzi escono con montagne di racconti che sono i racconti dell’infanzia di chi ha 60 anni nelle nostre parti: Mark Twain, L’ultimo dei Moicani, Giulio Verne, Lassie, le favole dei fratelli Grimm, Cuore e Pinocchio, non parliamo di Salgari. Ragazzi «costretti» a crescere con i buoni sentimenti che hanno animato generazioni nell’Europa di mezzo secolo fa. Se per caso quelli di Miami un giorno sbarcano davvero, la catastrofe non sarà solo il cambio del governo e delle proprietà, ma il trauma di una vita che all’improvviso diventa pronto cash ed elettronica, spegnendo la fantasia di ogni adolescenza. Dovranno adattarsi a videogiochi, cartoni giapponesi, messaggi nei telefonini, motorini col casco, maratone Tv, bingo e Bonolis. Pagare lo sport, pagare l’amore al telefono, pagare per dimagrire: serviranno soldi, ma tanti, per affrontare ogni passo della vita «normale». Disagio più sconvolgente di un terremoto: accorreranno plotoni di analisti a dare una mano a superare il trauma della ritrovata libertà. La cascata delle notizie spazzatura soffocherà i veri problemi. Per il momento i ragazzi di Cuba vivono ogni giorno altri problemi, senza l’aiuto dei giornali che non li aiutano, tacendo, ma possono controllare sulla propria pelle se davvero abitano nel posto più felice del mondo o è solo propaganda. A volte scelgono di scappare, leggendo. A Miami impossibile distinguere tra finzione e realtà drogata. Manca il tempo per sfogliare un libro, Tv sempre addosso. E chi ha voglia di cercare la verità inseguito com’é dal tam tam di spot e pettegolezzi? Musica e sport trascurano la banalità delle notizie per piegare ogni riflessione alla «concretezza» delle ideologie, dal consumismo all’anticastrismo. Di qua e di là dal mare continua ad agitarsi il fantasma dell’eterna guerra annunciata. Ma non scoppia e nessuno se ne preoccupa. Intanto gli affari crescono per loro conto in laboratori sconosciuti. Un signore che siede nel bureau della segreteria ideologica del partito unico, si meraviglia della mia meraviglia e risponde con un sorriso: «Un certo socialismo è ormai la strada più lunga per partire dal capitalismo e arrivare al capitalismo».
SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…..
Grazie Azucar Negra per il tuo importante contributo al dibattito in questo blog. Se si esce dalla visione demagogica della realtà cubana, se impariamo a guardare criticamente quello che sta succedendo in casa nostra, se ignoriamo gli interventi provocatori di persone che scrivono solo per denigrare Cuba e coloro che l’amano, allora sì che riporteremo il dibattito entro i binari di una discussione costruttiva, l’unica che può far onore a questo bel blog ed al suo proprietario. Avevo scritto in proposito alcuni giorni fa e vedo che qualcosa di positivo sta avvenendo. Questo post offre la possibilità di uscire da un dibattito dove coloro che sono contrari al sistema cubano anzichè riportare le loro ragioni scrivono volgarità, menzogne ed insulti che denotano un totale disprezzo verso coloro che credono che un mondo migliore sia non solo possibile ma necessario. Ed in questo l’esperienza cubana viene presa ad esempio da tutti coloro che credono in questo progetto che qualcuno ed io sono con loro, chiama il socialismo del ventunesimo secolo. Questa mattina Cubavision ha mandato in onda un’intervista con Amin Sader che illustra con estrema lucidità la situazione mondiale ed indica proprio nel nuovo socialismo latinoamericano l’unica via d’uscita praticabile. Su questo si dovrebbe incentrare il dibattito. Ed invito tutti ad approfondire con serietà e senza pregiudiziali ideologiche la conoscenza della realtà cubana. Sono certo che a molti succederà quello che è successo a me. Io, militante della sinistra, anche se con inclinazioni fortemente libertarie, ho sempre pensato Cuba come uno stato oppressivo e dittatoriale. Ho iniziato a frequentarla per cause quasi casuali, e dopo un impatto che sembrava confermare le mie precedenti convinzioni, ho iniziato a rendermi conto che la realtà è ben diversa ed ho apprezzato sempre più i grandi sforzi che questo popolo meraviglioso sta affrontando per una società più giusta e per la solidarietà tra i popoli. Per fare questo è necessario abbandonare i preconcetti, conoscere a fondo la storia cubana, la sua cultura ed i personaggi straordinari che nella politica, nell’arte, nella cultura, nello sport, ecc. hanno fatto di questo paese, malgrado l’avversità del mondo intero, un esempio che smpre più paesi del Terzo Mondo vedono come l’unico da seguire. Certo che se uno si limita a visitare Cuba girando attorno alle sottane delle prostitute, comunque anche loro molto più dignitose che altrove, e al giro che si crea attorno al turismo becero degli occidentali, il risultato non possono che essere certi commenti che purtroppo si leggono su questo blog.
UN cavo sottomarino di fibra ottica che connetterà la Guaira, nel Nord venezuelano, con Siboney, nella provincia orientale di Santiago di Cuba, permetterà di rompere il blocco degli Stati Uniti contro l’Isola nel campo delle telecomunicazioni, favorendo l’incremento della collaborazione tra i due paesi in aree come la salute e l’educazione.
“Pumario, dai, si ytrova “quasi” tutto, si, ma a che prezzo?”
Marco ma sei sicuro che i prezzi alti dipendano solo dall’embargo e non dal fatto che c’è sempre e comunque un unico commerciante cioè lo stato cubano? Un mio caro amico importa ceramica ma il prezzo di acquisto e di ventita lo decide lo stato… non esiste concorrenza e quindi i prezzi non possono calare.
“UN cavo sottomarino di fibra ottica che connetterà la Guaira, nel Nord venezuelano, con Siboney, nella provincia orientale di Santiago di Cuba, permetterà di rompere il blocco degli Stati Uniti contro l’Isola nel campo delle telecomunicazioni”
Allora vuol dire che i cubani poteanno avere libero accesso ad internet? Ho sei dubbi…
L’embargo fa schifo, sono daccordo, ma finchè non si liberalizza l’economia non cambia niente.
sono completamente d’accordo con te Marco!
ciao
cubamia ma se continui a vedere cubavision vedrai solo la cuba del “VAMOS BIEN”,per carità i propositi sono encomiabili di”batallas de ideas”peccato che per il 90% rimangono solo propositi,ma nn ti accorgi che la realtà è un altra cosa?il noticiero ti dice che la produzione di zucchero è aumentata del 1.2%(ma che costa meno comprarlo all estero no),che juan formell ha conseguito il lucas per la carriera(ed il setto nasale rifatto cause ben note),spiegami come arriva a fine mese un cubano,perche con con 10 CUC non ci arriva,e dimmi anche se lo hai un rimedio,sai sono stufo di sentirmi dire fascista quando dico che nn si puo vivere con 10 CUC!
Giampy, già…. all’ora di pranzo a Cuba si mangia: le idee che perdurano come antipasto, come primo una bella zuppa di patria o muerte e come dessert un bel flan(creme caramel) di botte se provi ad alzare la testa a tavola.
Ciao Marco,
sei un grande, hai rispecchiato in pieno il mio pensiero sul “bloqueo”.
Ciao a presto.
debbo fare i complimenti a marco. siete diventati tutti della canose ( un pesce che abbocca a qualsiai esca), tanto ha grande la sua bocca.
ottimo argomento di dibattitto dove nessuno si muove di un millimetro.
marco cordialmente e simpaticamente ti dico sei un gran paraculo.
canose? Io conosco i boccaloni che vivono in profondità ed azzannano tutto ciò che gli passa vicino!!!
la sostanza non cambia, nè il risultato.marco è un gran furbacchione emm paraculo….
Freccia, siamo costretti ai tuoi SPROLOQUI, abbi pieta’,sproloquia in SINTETICO.
Caro Sandro come dovrei risponderti…..maleducatamente????? Lasciamo stare…..piuttosto perchè non mi rispondi tu in modo sintetico…..ma non con i soliti slogans…..
Il vero embargo è quello che ha messo Fidel ai cubani: il CUC.
Il regime incassa valuta pregiata dagli stranieri e paga in moneda nacional il pueblo!
Per i cubani senza rimesse dall’estero è proibitivo acquistare i prodotti in CUC e a TUTTI i cubani è proibito alloggiare negli hotel o raggiungere i cayos!!! Ma vi pare normale??? Non lo chiamate embargo questo??? C’è un comunista che una volta tanto mi risponde e mi giustifica queste restrizioni??? Non voglio neanche citare i diritti civili. Spiegatemi solo questo!
Chiedete ai venezuelani che vengono a curarsi se ci sono i medicinali a Cuba!
La difesa di questo regime è patetica! Oltre all’ottusità mentale ci vuole anche molta fantasia!
delirio…nooooo..ma che dici?? DEVI TENERE A MENTE LE DATE !!1868 etc..etc..Tu non conosci la storia, e bl bla bla bla
delirio, sono stati obbligati con il cuc, una politica monetaria attenta, oculata, priva di speculazioni!!!!!!!!!!!
Delirio habanero, mai nome è stato scelto così ad hoc, te lo spiego io. Mentre negli altri Paesi del Terzo Mondo, cioè tutti quelli dove l’imperialismo rapina le materie prime e sfrutta la mano d’opera a prezzo zero, gli stranieri comprano tutto quello che c’è in valuta pregiata, cioè con pochi dollari si comprano tutto. Il famigerato Fidel Castro, quello secondo te ottuso, criminale che mette sotto embargo il suo popolo, ha pensato bene di creare la doppia moneta, così gli stranieri e coloro che possiedono valuta pregiata rimessa da famigliari emigrati pagano in valuta pregiata e gli introiti servono a garantire I DIRITTI UMANI FONDAMENTALI (salute, istruzione, casa, diritto all’acqua potabile, luce elettrica, gas, ecc.) a tutto il popolo. Questo non succede in nessun altro paese del Terzo Mondo e purtroppo anche nei nostri paesi “ricchi” questi DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO” non vengono garantiti a tutti. In cambio i più farabutti hanno ricchezze inenarrabili.
Eh sì, questo Fidel Castro è veramente un grande malfattore. Poveri cubani che non hanno avuto la fortuna di avere 50 anni di Democrazia Cristiana, Andreotti, Craxi, Forlani, Berlusconi, ex e neo-fascisti, Borghezio, Castelli e compagnia bella, fino ad arrivare al comunista Romano Prodi!
libero, mi spieghi perche il Cubano allora VIENE PAGATO IN DIVISA NAZIONALE??(PESOS)E NON IN CUC??Cuba ai Cubani al 100%…….Il cittadino cubano viene pagato in pesos (una miseria) e quando viene l’ora di comprarsi una paio di ciabatte nuove le deve comprare in CUC….
Terenzio, se prima di scrivere stupidate ti documentassi meglio su Cuba, allora potremmo incominciare a discutere. Si continuano a fare dei paragoni impossibili per assoluta ignoranza verso il sistema cubano. Ad esempio voi sostenete che un cubano guadagna 10 CUC al mese e fate i conti, che ovviamente non tornano, non avrebbe di che vivere. Vorrei ricordarvi che l’economia cubana è quella in moneta nazionale, i CUC sono tati introdotti per i motivi che ho scritto nell’intervento prtecedente. Se non si tiene conto di questo si continuano a dire solo enormi stupidate. Sta di fatto che i cubani, che secondo voi lavorerebbero per non ricevere nemmeno il necessario per comprarsi il cibo, in realtà sono ben pasciuti, hanno una casa dignitosa, mandano i figli a scuola fino all’università, hanno diritto alla salute ed a tutto quanto ho scritto nell’intervento precedente, vanno in vacanza, viaggiano, si divertono tantissimo, hanno accesso a tutte le manifestazioni culturali ed artistiche che da noi sono riservate a pochi eletti, ecc., ecc,. ecc,. In realtà, lo possono testimoniare tutti coloro che conoscono Cuba e sono privi di pregiudizi, FANNO UNA VITA INVIDIABILE. Che sia proprio questo che turba i sogni di qualcuno?
libero…sei mai stato a Cuba?
E’ la mia seconda patria, sono appena tornato due giorni fa e ci vivo la maggior parte dell’anno.
allora stai bleffando…………dove le vanno a comprare le scarpe i cubani? il televisore’ la radio? il divano?i vestiti? dicci un po
PER LIBERO, tanto lo sai bene lo spagnolo:El presidente Fidel Castro promueve una campaña contra los “nuevos ricos” cubanos, a los que acusa de corrupción y resquebrajamiento moral, en su anhelo por eliminar las diferencias de clase que amenazan los ideales utópicos de su régimen comunista.
Los infractores enfrentan hasta penas de prisión y la pérdida de sus empleos para el estado, mientras el gobierno trata de eliminar el creciente mercado negro que suministra a los cubanos y a los turistas todo tipo de productos, desde gasolina hasta aceite de cocina o alimentos prohibidos que se ofrecen en los pequeños restaurantes privados.
La palabra “rico” es muy subjetiva en la isla donde los salarios estatales alcanzan un promedio de 12 dólares al mes, una cantidad insuficiente para vivir a pesar de los servicios del gobierno fuertemente subsidiados y el costo casi gratis de la vivienda. Pero muchos de los blancos de Castro son sencillamente los cubanos pobres que roban al estado para sufragar sus necesidades.
En sus discursos recientes, el líder de 79 años protestó contra esos robos y advirtió que una corrupción generalizada sería una de las peores amenazas para el sistema socialista cubano.
“El país tendrá mucho más, pero no será jamás una sociedad de consumo”, afirmó Castro. “Será una sociedad de conocimientos, de cultura, del más extraordinario desarrollo humano que pueda concebirse”.
Cuarenta y siete años después de la revolución de Castro, muchos cubanos mantienen todavía una ética de solidaridad que antepone los valores espirituales al bienestar material. No son muchos los que poseen estéreos lujosos, pero muchos asisten a obras y conciertos. Y muchos se sienten orgullosos de que los médicos cubanos estén ayudando a las víctimas de los terremotos en Pakistán, aun cuando se afecte su propio servicio médico.
Los cubanos son famosos por su ingeniosidad y muchos se las arreglan para estirar su salario bajo cuerda.
“Si tuviera abundancia, ¿quién va a robar?” dijo Oscar Espinosa Chepe, un economista cubano que se convirtió en disidente. “Prácticamente nadie puede vivir en Cuba trabajando honestamente”, agregó.
Los panaderos venden a los clientes panecillos de 50 gramos por el precio de los de 80 gramos y se quedan con la diferencia para venderla. Los trabajadores de las pizzerías del estado venden queso, tomate y aceite de cocina “extra” por la izquierda. Los conductores de autobuses no les dan los comprobantes a todos los pasajeros que pagan.
Además los conductores de los camiones del estado ayudan a los vecinos a transportar los materiales de construcción a cambio de dinero. Y los empleados de las tiendas del estado se llevan para sus casas parte de los productos para venderlos.
Otras personas ofrecen artículos hechos a mano sin la licencia requerida por el estado que controla a los trabajadores privados.
En la Cuba comunista el mercado negro está por doquier. Desde la ropa y los juguetes hasta artículos del hogar e incluso la gasolina, la venta de productos robados es parte de la vida cotidiana.
“La gente siempre ha ido desviando los recursos del estado; pasa cuando hay necesidad”, dijo Jesús Blanco, un hombre de 51 años que trabaja en un bar. “Uno de los problemas es que no entran muchos productos”.
Blanco explicó que se las arregla para vivir honestamente con su salario mensual de 235 pesos cubanos _unos 10 dólares estadounidenses_. Pero agregó que en su casa tiene el televisor y el refrigerador rotos, y además no le alcanza el dinero para arreglar el techo después de la temporada de ciclones del año pasado.
El socialismo cubano ofrece una variedad de servicios gratuitos, como el cuidado de la salud y la educación, mientras el transporte y la electricidad están fuertemente subsidiados. La ración de productos que los cubanos compran a bajos precios apenas cubre una tercera parte del promedio mensual de la gente.
Pero la calidad de algunos servicios es mala, y el precio de los alimentos adicionales acaba con casi todo el salario del mes. Entonces queda poco dinero para comprar jabón o aceite de cocina. Los electrodomésticos como el televisor y la ropa nueva son usualmente adquiridos con el dinero que envían los parientes de ultramar, y por eso son muchos los que prescinden de ellos.
El estado aumentó notablemente en diciembre las tarifas de la electricidad para los más altos consumidores. Una llamada por teléfono a países vecinos cuesta entre 2,45 y 4,45 dólares estadounidenses el minuto y los alimentos de venta libre son caros.
Castro dice que eliminando los robos se puede contribuir a elevar el nivel de vida de los 11,2 millones de habitantes en la isla. El gobierno aumentó los salarios en noviembre y en mayo duplicó el salario mínimo hasta 225 pesos _menos de 10 dólares al mes_.
Pero el objetivo de la cruzada de Castro es la convicción de que se hace por el bienestar colectivo. Las ansias por los bienes materiales o el prestigio basado en el bienestar son considerados una enfermedad capitalista. El altruismo, los valores culturales y el cuidado de la salud en el mundo se valoran por encima de los lujos personales.
Cuba tiene recursos materiales limitados y debe establecer prioridades “que difieren sustancialmente de las que priman en los países capitalistas”, afirmó Francisco Soberón, el presidente del Banco Nacional de Cuba, ante un auditorio de economistas.
“Por ejemplo, se da prioridad al gasto para salvar la vida de un niño por sobre la compra de automóviles de último modelo para la elite o la arquitectura lujosa para sedes transnacionales”, afirmó.
Pero hay una clase de “nuevos ricos” en la isla aunque es escasa.
Los cubanos con dinero compran en las tiendas para diplomáticos y en los supermercados que ofrecen productos de lujo como mantequilla de maní o rositas de maíz para microonda. Un club de golf cuenta con una veintena de cubanos entre sus 100 miembros, un privilegio que cuesta 70 dólares estadounidenses la inscripción y 45 mensuales.
Los relativamente pocos cubanos que gozan de estos beneficios son los que están casados con extranjeros o los que trabajan para compañías extranjeras, como también músicos y atletas con privilegios especiales. Algunos pueden ser incluso personas que roban al estado en gran escala.
Pero la mayoría de los cubanos tiene que luchar para conseguir las cosas esenciales.
La solución de Castro a este dilema moral depende en parte de la inocencia juvenil. Su gobierno ha movilizado a miles de jóvenes trabajadores sociales para sustituir a los empleados de las gasolineras sospechosos de robar al estado. Desde el inicio de la campaña en octubre, Castro afirma que las ventas de gasolina se incrementaron en 100.000 dólares diarios.
Pero la gente dice que mientras la situación económica no mejore será difícil hacer realidad los ideales de Castro.
“La economía está mejorando algo, pero creo que todavía no se puede vivir sin el mercado negro”, dijo Blanco. “Hasta que bajen los precios, el aumento de los sueldos no se siente, y lujo, ninguno.”
Muchas tiendas y muchos servicios tienen que ser pagados con dinero americano, lo que hace el peso cubano una especie de accesorio que les sirve, en el mejor de los casos, para conseguir alguna comida en los colmados.
Así, entre habanos robados, comida casera, jineteras y taxistas, viven los cubanos, saliendo día a día de sus casas pensando como conseguirán el peso ese día, y si al final de la jornada, no hay suficiente para llevar comida a la casa, no queda otra que dar rienda suelta a la labia y tratar de convencer a los turistas de que echen un pesito; ¡Avemaría, que la cosa está dura, y se está poniendo peor…!
di comprabile , a Cuba, in pesos la divisa del popolo(o dei poveracci) c’è ben poco….non capisco poi, come fanno a postare queste MENZOGNE, di chiara natura politica..patria o muerte.Meglio un paio di scarpe nuove perlomeno e una chitarra…………
Caro Diablo “El país tendrá mucho más, pero no será jamás una sociedad de consumo”, afirmó Castro. “Será una sociedad de conocimientos, de cultura, del más extraordinario desarrollo humano que pueda concebirse”. E ti sembra poco per un paese del Terzo Mondo sottoposto ad embargo?
Agli altri non rispondo nemmeno tanto sono stupide e provocatorie le cose che scrivono. Ma lo sapete almeno che il “dinero americano”non ha corso a Cuba? Se vi informate prima di scrivere sciocchezze, evitate brutte figuracce!!!!
“Ma lo sapete almeno che il “dinero americano”non ha corso a Cuba?”
Libero diciamo che non ce l’ha da 2 anni… prima ce lo aveva eccome… poi Fidel (che in queste cose è ben consigliato) lo ha “dichiarato” fuori corso imponendo un cambio a dir poco penalizzante… risultati:
1) ha spostato le rimesse dall’estero sull’euro che ha un cambio più favorevole (x le banche statali ovviamente);
2) i cubani che avevano risparmiato dollari e li avevano in casa (ovviamente in banca non ce li potevano mettere per non destare sospetti) hanno dovuto cambiarli rimettendoci parecchio.
Poi così fuori corso il dollaro non è: se a cuba paghi o prelevi con qualsiasi carta di credito l’addebito la banca cubana te lo fa in dollari.
Poi della garanzia dei DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UOMO a cuba ci sarebbe da scrivere un libro… Diciamo che, rifacendosi alla “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”, qualche lacuna si trova, in particolare su libertà di associazione, di riunione e di costituirsi in movimenti, libertà di partecipare alla vita politica attraverso la libertà di espressione, di protesta, di voto, la tutela dagli abusi da parte del sistema giudiziario quali incarcerazione senza processo, o con eccesso di punizione…
Poi continuare a glorificare il livello dell’istruzione e del sistema sanitario cubano mi sembra frutto di cecità acuta…
Puoi girarla come vuoi, se il denaro Usa non circola da ben due anni, chi ha scritto il contrario deve solo ammettere di essere stato quantomeno superficiale. Chi pretende di erigersi a difensore della verità dovrebbe almeno documentarsi un poco altrimenti fa solo brutte figure ed evidenzia clamorosamente la sua tendenziosità. In poche parole fa un favore ai suoi avversari, come lo stanno facendo coloro che scrivono stupidate finalizzate alla denigrazione del sistema cubano. Comunque preferisco non perdere tempo con queste inutili discussioni.
Bye
Caro Libero sicuramente se a Cuba ci passi gran parte del tuo tempo dovresti anche saper che una buona parte dei Cubani è sovvenzionata,mantenuta,
foraggiata,aiutata intendilo come ti pare,da parenti piu o meno prossimi che vivon principalmente in Usa e comunque un po dappertutto,da figlie sposate ad europei che ogni volta che posson con il denaro guadagnato lavorando o regalato dal marito mandano soldi,sistemano la casa,compran una tv o ricaricano visa ricaricabili alla mamma e al papà..Se togli questa “linfa” oltre a tutte le “ruberie” piu o meno conosciute,legalizzate e “permesse” dal sistema e lasci i 200 pesos cubani di stipendio mensili……..
libreta e poco altro.Beat
esattamente il gov cubano ha dato corso sostituendo i USD con i CUC(i soldi del monopoli)a partire dal novembre 2004 con un cambio 1/1 quindi equiparando il CUC al dollaro poi a febbraio 2005 ha svalutato di un 10% il cambio 110 usd per avere 100 Cuc mentre veniva tolti i dollari dalle normali transazioni economiche,notare che prima i CUC erano stati introdotti solo come succedaneo dei dollari in quanto vi era penuria degli stessi,cioe circolavano già dal 1993 quando il dollaro usd valeva 110/120 pesos (moneda nacional)con quest abile mossa il fifo ha rastrellato buona parte della valuta pregiata,dando in cambio dei coriandoli che poi l abbia fatto con la scusa di una ritorsione contro le restrizioni svizzero/americane questa è la favola inventata per i piu….
Beat, se tu ti informassi decentemente sapresti che dall’alba dei tempi dai paesi poveri alcuni emigrano per aiutare le loro famiglie che rimangono in quei paesi dove i padroni del mondo rapinano le materie prime e sfruttano la mano d’opera a costo zero. Cuba è l’unico paese ad aver fatto qualcosa di serio e concreto contro questo stato di cose ed i risultati si vedono. Contrariamente a quanto si crede il numero di emigranti cubani è molto inferiore rispetto ad altri paesi, e per di più emigrano e si fanno onore, delinquenza e prostituzione sono praticamente sconosciuti fra i migranti cubani che godono grande rispetto dovunque vadano. Esclusi i controrivoluzionari di Maiami che come noto, se ne vantano pubblicamente, sono artefici di numerosi atti di terrorismo criminale. Protetti dal Governo della più grande democrazia del mondo! Se invece di credere alle bugie interessate della stampa al servizio dei cialtroni imparassimo a guardare in faccia la realtà, forse impareremmo a non rimanere indifferenti di fronte ad un mondo che va verso la rovina. Per fortuna che Cuba è sempre meno sola….
Adieu
PS. Ti ho risposto per cortesia perchè visto quello che si legge ho deciso di non partecipare più a questi dibattiti imperniati su stupidi e volgari luoghi comuni che fanno poco onore all’intelligenza.
Grazie per la cortesia..dall alba dei tempi dai paesi poveri si emigra per migliorare la propria condizione economica,e gli italiani penso ne sian la prova dal momento che ce ne sono centinaia di migliaia in Brasile,Argentina,Germania,Usa etc etc etc…Se parliam di migrazione cubana magari i motivi son anche altri ma dato che tu 6 piu informato…..
.E se parliam della manodopera a costo zero direi che la manodopera cubana quando è al servizio del suo governo è molto vicino allo zero ma io son disinformato quindi ..Beat
Giusto per non parlare sempre di luoghi comuni vero Libero? Sembra un bollettino della Tass..se poi qualcuno degli eletti portatori di verità assolute mi spiegasse perchè il comunismo e annessa economia pianificata ha sempre fallito..ma forse è sempre e comunque colpa degli stronzi yankee…MA CERTO ECCO DOVE E’ LA VERITA’!!!!
Adieu
Libero potresti scrivere per il Granma ….ma te lo dico come un complimento sincero…magari 270 pesos cubani al mese li raggranelli…yayayaya!!!!Auguri…Beat
tanto la dierezione delle notizie la si conosce quindi cecco ops libero nn avra problemi
… ne sono convinto da 15 anni e continuo a ripeterlo:il bloqueo serve ai repubblicani amaricani per continuare ad essere eletti dai voti dei cubani americani ormai arricchiti e che cesserebbero di essere “dissidenti”appena il bloqueo viene rimosso…il che comporterebbe ipso fatto la caduta del regime (contro quale altro fantomatico nemico si dovrebbe lottare?) e un avvio di una sana democrazia politica e di mercato….viva la revolucion … del nuovo corso cubano!
Il Pumario non cambia mai…..