Intenso verde
La provincia di Pinar del Rìo è davvero bella.
In questa stagione non si non si possono vedere le grandi piantagioni di tabacco che sono in semina giusto in queste settimane ma, grazie alle abbondanti piogge di queste sere, la vegetazione è davvero lussureggiante. Un tripudio di erba smeraldina, palme e alberi di tutti i tipi e dimensioni. Luogo ideale per ritrovare il contatto con la natura per i cittadini della capitale., magari in riva a un lago o fiume riposandosi dopo una bella escursione a cavallo.
ottobre 4th, 2007 in
Flora e fauna





La Habana\El ministro de Relaciones Exteriores Felipe Perez Roque reafirmo’ la confianza que tiene el gobierno cubano en los jovenes de la Isla para continuar la obra de la Revolucion.
El ministro recordo’ la trayectoria revolucionaria del guerrillero Ernesto Che Guevara, que con 28 anos se integro’ al gruppo de cubanos que dirigido por FIDEL CASTRO puso fin al regimen de Fulgencio Batista.
La Habana 4 oct.
VIVA LA REVOLUCION
Ma che è sto sito? E’ la replica di Rebelde? Chi gestisce il sito è un reduce della baia dei Porci? Perché non state al gioco del turista per caso, visti i tanti sprovveduti che navigano sarebbe più appropriato dare solo info, o, meglio cambiare…no?
(A CUBAPERCASO))
ciao, anche io sto facendo il conto alla rovescia da l’ultimo giorno che sono
stata a cuba(31 ottobre 2006)
ormai manca veramente poco per andare alla mia bellissima habana, cioè 5 giorni. parto il 10 ottobre e rimarrò là per bel 2 mesi. imaginatevi che quel giorno è il compleanno di mia mamma, lei neanche lo sà che io sto per partire dato che le ho detto che non lo sapevo ancora cuando sarei andata.
(MAMMA MIA LE VENDRà UN COLPO QUANDO MI VEDA)
che regalo più bello di questo???
rivedere a sua figlia dopo un lungo anno e propio il giorno del suo compleanno!!!
ti voglio bene mammina bella! mi manchi da morire!!!
Dopo essere stato a Cuba, e da democratico convinto di cultura europea potete immaginare cosa penso del sistema cubano, una domanda vorrei farla a chi legge.
Ma perchè su Granma International ( quello tradotto da G.Minuti per intenderci )si usano termini come Guerrigliero Eroico riferito a Che Guevara, oppure Rivoluzione con la maiuscola ecc. Io sapevo che la retorica patriottica che esaltava gli eroi anche con la maiuscola era tipico del fascismo e della destra più estrema e fanatica. Strane analogie, non vi pare ? Chi sa darmi una risposta convincente?
Europeo
Se è tradotto e nel testo originale c’è la maiuscola ….la traduzione va con la maisucola. Non è un commento giusto?
Nel mio primo viaggio a Cuba, Pinar del rio è stato uno de primi luoghi visitati, nonostante siano passati più di 10 anni , ho ancora il ricordo della splendida valle de Viñales e del verde smeraldo che la circonda.
Effettivamente pinar del rio e vinales sono due posti veramente bellissimi a livello naturalistico e paesaggistico. Questo dimostra che Cuba non è solo jineteras e locali alla moda. Ci sono veramente tante cose da vedere, bisogna solo averne la volontà….
Europeo,il fatto che vengano poste le maiuscole per indicare un evento storico(come la Rivoluzione) od appellativi di personaggi storici(Comandante o per esempio Lorenzo il Magnifico)non è mistificazione ma è riconosciuto universalmente in grammatica.Tutto qui.
Devo intervenire contro voglia ma l’occasione che mi offre alex e’ ghiotta: senza jineteras e locali alla moda con in piu’ aria di vecchia revolucion Cuba non avrebbe il numero di visitatori che ha. Vinales non varrebbe una valle qualsiasi della provincia bergamasca. Se la discussione prendera’ un tono civile esporro’ altri paragoni “turistici” diversamente vi lascio ad un buon fine settimana.
Marietto ma , senza polemiche, che ci vai a fare a Cuba se tutto ciò che in essa è presente ha un migliore contraltare in Italia ?? Io ,fossi in te, smetterei di foraggiare la compagnia di bandiera francese ( a proposito : i francesi mi stanno veramente sul culo ) e incomincerei a pensare ad una bella vacanza che sò ?? …a Cesenatico ?
Ok tio, ti spiego perche’ vado a Cuba. In primis per il sole, ho un problemino alla schiena ed il sole cubano mi da dei benefici per le ossa, secondo per la pesca, come si pesca a Cuba lo capisce solo uno che ha pescato nel rio Hatiguanico, terzo per la Revolucion, non si direbbe ma sono un comunista convinto che amerebbe vedere un Che qui in Italia, quarto perche’ sono amico di una persona molto vicina a Fidel, quinto perche’ mia moglie non ama fare 10 ore di aereo… quindi sta a casa… e chi ha fantasia la usi, sesto perche’ Cuba e’ fatta da gente che assomoglia moltissimo ai nostri meridionali ed io adoro il nostro meridione. Certo non vado a Cuba per Vinales o per Varadero, ho altre motivazioni che non mi va di esternarle qui, chissa’ un giorno ci troviamo a Cuba e visto mai che solidarizziamo e ce la raccontiamo in modo piu’ semplice. Cesenatico e’ bella ma la lascio a chi non ha mai visto l’Italia per intero da Trieste a Palermo passando per la Sardegna…
Interessante davvero…
2007-10-05 13:38 AMBIENTE, CON STANDARD USA NECESSARI 5 PIANETI
LONDRA – Lo “sviluppo sostenibile” può essere stato al centro dei discorsi di molti politici in questi ultimi tempi ma, secondo un recente studio, il paese dove lo si può vedere realizzato è uno solo: Cuba. Una ricerca del Global Footprint Network, ripresa dal settimanale britannico New Scientist, ha infatti messo a confronto le condizioni di vita (in termini di Pil individuale, istruzione, sanità, aspettativa di vita, ecc.) di 93 paesi con la loro “impronta ecologica”, un indice che misura l’impatto ambientale dello stile di vita di una determinata nazione.
Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Ecological Economics, fa parte della ricerca più vasta su 150 Paesi che viene presentata nel giorno del debito ecologico mondiale, domani. I risultati sono stati, in larga misura, quelli attesi: i paesi occidentali hanno standard di vita molto elevati ma consumano troppe risorse.
Gli scienziati autori della ricerca hanno addirittura calcolato che servirebbero cinque pianeti come la terra se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo gli standard statunitensi.
All’altro capo della scala, i Paesi dell’Africa, dell’America Latina e di buona parte dell’Asia consumano le risorse della Terra in proporzione sostenibile – tanto che il nostro pianeta basterebbe tranquillamente a farci vivere tutti come un cittadino, ad esempio, della Malaysia – ma gli standard di vita sono troppo bassi. L’unica nazione dove lo sviluppo sembra andare d’accordo con la sostenibilità è, sorprendentemente, il paese guidato da Fidel Castro. “I cubani – spiega Mathis Wackernagel, coordinatore dello studio – hanno alti livelli di istruzione e di aspettativa di vita, e sono stati costretti dall’embargo petrolifero ad avere una piccola ‘impronta ecologica’ “. “Nessuno ha il coraggio di dire cosa sia veramente la ’sostenibilita’ – aggiunge lo scienziato – ma noi crediamo di averne fornita una misurazione solida”.
Molta gente dovrebbe meditarci sopra….
2007-10-05 13:38 AMBIENTE, CON STANDARD USA NECESSARI 5 PIANETI
LONDRA – Lo “sviluppo sostenibile” può essere stato al centro dei discorsi di molti politici in questi ultimi tempi ma, secondo un recente studio, il paese dove lo si può vedere realizzato è uno solo: Cuba. Una ricerca del Global Footprint Network, ripresa dal settimanale britannico New Scientist, ha infatti messo a confronto le condizioni di vita (in termini di Pil individuale, istruzione, sanità, aspettativa di vita, ecc.) di 93 paesi con la loro “impronta ecologica”, un indice che misura l’impatto ambientale dello stile di vita di una determinata nazione.
Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista Ecological Economics, fa parte della ricerca più vasta su 150 Paesi che viene presentata nel giorno del debito ecologico mondiale, domani. I risultati sono stati, in larga misura, quelli attesi: i paesi occidentali hanno standard di vita molto elevati ma consumano troppe risorse.
Gli scienziati autori della ricerca hanno addirittura calcolato che servirebbero cinque pianeti come la terra se tutta la popolazione mondiale vivesse secondo gli standard statunitensi.
All’altro capo della scala, i Paesi dell’Africa, dell’America Latina e di buona parte dell’Asia consumano le risorse della Terra in proporzione sostenibile – tanto che il nostro pianeta basterebbe tranquillamente a farci vivere tutti come un cittadino, ad esempio, della Malaysia – ma gli standard di vita sono troppo bassi. L’unica nazione dove lo sviluppo sembra andare d’accordo con la sostenibilità è, sorprendentemente, il paese guidato da Fidel Castro. “I cubani – spiega Mathis Wackernagel, coordinatore dello studio – hanno alti livelli di istruzione e di aspettativa di vita, e sono stati costretti dall’embargo petrolifero ad avere una piccola ‘impronta ecologica’ “. “Nessuno ha il coraggio di dire cosa sia veramente la ’sostenibilita’ – aggiunge lo scienziato – ma noi crediamo di averne fornita una misurazione solida”.
Meditate…
Come dire che non sempre la Poverta’ fa’ male e non sempre la Ricchezza porta benessere. Negli USA ad esempio si trova un alto tasso di Obesita’ che non e’ certo un indice di benessere.
Il petrolio poi fa’ male, molto male.
Con il senno del poi Cuba sara’ molto rivalutata, e cio’ che adesso appare Deprivazione sara’ una Scelta Ragionata.
Grazie dell’articolo mirco
(X CUBAPERCASO) Grazie, anche io ti auguro un bellissimo viaggio nel mio paese, ormai mi mancano solo 4 giorni per partire. Sinceramente sono molto in ansia per l’attesa ho aspettato tutto un anno per questo viaggio e penso godermelo alla grande e spero che anche tu possa godertelo e divertirti tanto!!!
CIAO E BUONA VACANZA!!!!!!!!
…………..YARIS………….
Ricordo una gita davvero piacevole,grande relax all’orchideario,un aguacero mai visto uscendo dalla Cueva de l’Indio con acqua al ginocchio,incredibile quanto pioveva ed una merenda a base di langosta,arroz y frioles in un mogotes..giornata stupenda…Beat
Buonasera a tutti e complimeti per l’aiuto che potete dare
Avendo a disposizione 9 giorni a cavallo tra dicembre e gennaio , volevo chiedervi datgo che mi piace il mare , quale posto mi consigliate di visitare. Io avrei intenzione di partire la mattina presto e dopo la sera ritornare all’Havana. Oppure potrei stare anche 2 giorni.
A me hanno consigliato Cayo Jutias perchè a differenza di Cayo Levisa è più economico.
Varadero? cosa mi dite? ma se io non alloggio in alberfo , ci posso entrare ugualmente? e si paga? e Cayo Coco ? è troppo distante? Playa Ancon? Quale mare mi consigliate voi di visitare preferibilmente come ripeto , vorrei tornare la sera ll’Habana.
Grazie
Da L Havana in un giorno per poi tornare all Havana di sera puoi arrivare (considera che le strade son quel che sono,di notte non son illuminate ne han mezzaria)a Trinidad o Cienfuegos,Varadero e oltre,Pinar del Rio..Considera che i trasferimenti son sempre lenti,le forature possibili quindi i 200km di strada a Cuba non corrispondono alle 2 ore italiane ma almeno a 3,30 o 4 ore..Beat
Fatti i giretti che ti hanno suggerito e poi stai a Santa Maria che è a 15 km dall’Avana e la sera o il pomeriggio dopo la giornata di mare torni in citta’
vuoi vedere che adesso le privazioni alimentari che subisce il popolo cubano non sono causate da scelte politiche sbagliate ma bensi sono fatte per far stare + in salute gli stessi cubani ma vi rileggete quando scrivete?
Uno degli incidenti più gravi degli ultimi anni: non rispettata la precedenza a un passaggio a livello
Almeno ventotto persone sono rimaste uccise e oltre settante ferite a Cuba stanotte in una collisione tra un treno e un bus, avvenuta a un passaggio a livello. Ne hanno dato notizia gli organi di informazione ufficiali dell’isola. L’incidente, il più grave negli ultimi anni, è accaduto nella provincia orientale di Granma. Quindici persone sono in condizioni gravi.
Bus e treni sono spesso sovraffolati a Cuba, dove la maggior parte delle infrastrutture è in pessime condizioni. Il treno è finito contro il bus a Yara, circa 800 chilometri a sudest dell’Avana. È stata aperta un’inchiesta per accertare le cause dell’incidente.
Lo scorso giugno undici persone persero la vita nel ribaltamento nell’area di Santiago di un bus sovraffollato.
La collisione ha coinvolto un treno in viaggio tra Santiago de Cuba e Manzanillo e un autobus partito da Bayamo e diretto a Campechuela, 800 chilometri a Est dell’Avana. Le autorità locali hanno subito attivato i soccorsi e decine di persone hanno prestato aiuto ai feriti improvvisando numerose donazioni di sangue. I feriti sono stati ricoverati in due diversi ospedali della zona.
pepito meglio patire la fame, che morire di fame…
Non avranno una grande scelta di cibi, ma a livello fisico dalle statistiche dell’OMS (poi bisogna vedere su che dati si basano), Cuba è uno dei paesi che sta messo meglio a livello di qualità della vita e di speranza di vita. Onestamente meglio avere privazioni alimentari che stare all’ingrasso come certi americani…
alex ma tu da cubano con 15 cuc al mese ci hai mai vissuto?nn tirare fuori rapporti oms o cose del genere tu riso e fagioli li mangi solo quando vai a cuba e sentenzi comodamente dalla tua tastiera con la pancia piena
Anche perch’e,continuando sul pensiero di alexcuba, l’INGRASSO oltre a fare male toglie il NECESSARIO ai paesi sottosviluppati o per meglio dire i paesi che non controllano l’ECONOMIA MONDIALE.
Nei paesi Occidentali si stanno effettuando delle campagne presso le scuole di Educazione Alimentare.
L’alimentazione-Tipo e’ sufficiente per una normale crescita.
A CUBA poi NON SI VIVE PER MANGIARE, SI MANGIA PER VIVERE.
Pepito tranquilizate… Non sei l’unico cubano che scrive, c’è chi ha idee diverse e pur essendo nato a Cuba e vedendone i difetti è capace anche di apprezzarne gli aspetti positivi. Comiendo arroz y frijoles, pero tambien yuca, carne de puerco, pollo, guaiaba, mango, tostones, chicharritas,etc etc
pepito caro i paragoni vanno fatti con paesi con la STESSA ricchezza. Paragonare cuba con i paesi occidentali è assurdo. Vorrei vedere che un paese come l’Italia abbia anche solo problemi di varietà del cibo. Quando devi fare dei paragoni li dovresti fare con i paesi del 3 mondo, perchè quello è l’ambito dove Cuba viene collocata.
Per tua informazione sono stato anche in repubblica domiicana e lì sì che i poveri lo sono realmente. A Cuba non c’è molta scelta alimentare, in Repubblica Dominina non c’è proprio il problema xchè ci sono moltissime persone che non hanno proprio nulla da mangiare. Eppure lì c’è molta più democrazia di Cuba, ma nonostante ciò i poveri non sono di meno e se la passano decisamente male (e non per sentito dire, ho avuto contatti DIRETTI con queste realtà).
Oggi vado sul “Giornale” online e leggo questo articolo scritto da Paolo Bianchi.
Come irridere Fidel nella Cuba poco «libre»
A Cuba nei primi anni Novanta, perso l’appoggio dell’Unione Sovietica, imperversano fame, malattie, sporcizia e conseguenti forme di degrado nei rapporti umani: invidia, tradimento, meschinità. Il 1993 è forse il momento più basso degli effetti di una rivoluzione socialista che ha perso anche il tanto decantato «volto umano». Il regime espone la faccia più feroce, colpendo ampi strati di popolazione, compreso chi cerca di arrangiarsi per sopravvivere, magari agganciando i turisti stranieri come possibile via d’uscita dal Paese.
«In alto c’era lui, l’Onnipotente del nostro universo insulare», racconta Erick De Armas, medico di 42 anni, profugo, oggi residente a Barcellona. È l’autore di un romanzo denso di comica disperazione, Elena è rimasta… y papà también (Epoché, pagg. 388, euro 17, traduzione di Monica Martignoni). Un racconto crudo, ma ironico e dissacrante. Dimostra ciò che la nazione cubana, fuori dalle caste di potere, nel suo complesso non ha mai perduto: il senso dell’umorismo, uno straordinario anticorpo alla depressione. Una barzelletta degli anni bui recitava: «Un uomo, ubriaco, in piena notte e in mezzo alla strada, urla: “Fidel figlio di puttana!”. La polizia lo arresta immediatamente. “Perché ce l’avete con me?” ribatte lui, “sto parlando di miei conoscenti, di Fidel Pérez, Fidel Rodríguez, Fidel Espinosa, eccetera”. “Sì”, fanno quelli, ammanettandolo: “Ma di Fidel figlio di puttana ce n’è uno solo”». A questo si è ridotto il «trionfo della Rivoluzione».
Protagonista carismatico di quella rivoluzione è Ernesto «Che» Guevara, scomparso il 9 ottobre di quarant’anni fa. Tra le sue biografie, perlopiù agiografiche, si distingue Evocación. La mia vita a fianco del Che, appena ripubblicata da Bompiani (pagg. 224, euro 16,50, traduzione di Daniela Carpani), scritta dalla moglie Aleida March, che da lui ebbe quattro figli, Aleidita, Camilo, Celia, Ernesto. Evocación, come suggerisce il titolo, è il richiamo di uno spirito, leggendario finché si vuole, ma trasfigurato e adattato alle esigenze propagandistiche dell’attuale regime, in carica, ricordiamolo, da quasi mezzo secolo.
Quasi a far da contraltare a questa evocazione, c’è appunto la rimozione che Erick De Armas compie nel suo romanzo, dove il Che è nominato tre sole volte: una perché la sua effigie appare sulla moneta da tre pesos, un’altra perché è nel verso di una canzone di propaganda («Pionieri del comunismo! Seguiremo l’esempio del Che!») e la terza, l’unica dove è chiamato anche per cognome, che testualmente afferma: «Enriquito era così scoraggiato e stanco che non aveva più l’energia di cercare una zattera. Dopo tutto quel che aveva sopportato in Angola, dove era stato mobilitato per due anni sul fronte in piena giungla, era disgustato dai compiti, dagli obiettivi e dagli ordini e gli veniva la nausea solo a vedere una foto del pazzo e perfino quella di Che Guevara».
Il racconto di Erick è infatti la cronaca di un piano di fuga. La vita di questo giovane medico, per giunta gay, in un Paese dove gli omosessuali erano sbattuti in galera, non presentava, quindici anni fa, alcuna prospettiva benevola. Anche Elena, altra protagonista della vicenda, è letteralmente in un mare di cacca. La casa che ha ottenuto in permuta sorge sul bordo di una fogna. Piena di merda è anche la spiaggia dove i due vanno a elaborare i loro velleitari progetti. Negli anni Novanta, e ancora adesso, lasciare Cuba era il sogno di molti. Per farlo, c’erano due modi: ottenere una lettera d’invito da parte di un cittadino di un Paese straniero ricco, oppure tentare la via del mare, i 140 chilometri di Oceano Atlantico, fino alle coste della Florida, con imbarcazioni di fortuna, a volte vere e proprie zattere fabbricate con camere d’aria e detriti. La seconda ipotesi, per quanto spesso fatale, appariva la più rapida.
Si ottiene dunque uno strano e paradossale effetto nell’accostare questi due libri: uno ci promette di «penetrare nell’intimo di un cuore autenticamente ribelle e di conoscere particolari inediti dell’esistenza privata e pubblica del Comandante, di Fidel e del loro mondo. La storia di un mito e di un amore assoluto». L’altro mette il lettore di fronte alle conseguenze disastrose di una gestione pubblica le cui parole chiave sono «Gloria Eterna», «Fidel», «Rivoluzione», «Tirannia» e «Abbasso». Variamente interpretabili, liberamente componibili.
Erick De Armas sta attualmente lavorando a un breve ritratto del Che. Dopo averci illustrato le sue opinioni sul «Barbuto», o lo «Stregone Maximo», il cui violento paternalismo si è dovuto sorbire per decenni, abbiamo l’impressione che anche quelle riguardo al Comandante non coincideranno del tutto con l’immagine di un eroe lungimirante e infallibile.
Io personalmente posso dirvi che nell’Isla , caro mio Paolo Bianchi , ci sono moltissime persone che sostengono Fidel e sono fieri di lui.
Bisogna prima di sparare a caso , guardare nel giardino di casa propria
El Premier vicepresidente Cubano,Raul Castro,encabeza hoy en esta ciudad el acto central por el 40 aniversario de la caida en COMBATE del GUERRILLERO argentino-cubano ERNESTO CHE GUEVARA.
Santa Clara,Cuba,8 oct.
VIVA LA REVOLUCION
VIVA EL COMANDANTE
VIVA FIDEL CASTRO
acere y que bola con la cubanite compilation?
Erik de Armas, medico di 42 anni. Il suo paese gli ha dato la possibilità di studiare gratuitamente, diventare medico non è impresa facile nei paesi poveri, poi è scappato alla ricerca di una vita più comoda dove poter mettere a frutto i suoi studi. In cambio il suo paese d’origine non ha avuto nulla da lui, ora scrive pure un libro dove getta merda addosso a quelli ai quali deve tutto. Non c’è che dire, è uno che ha capito come stare al mondo.
Erik de Armas non è un medico, è un bastardo. Non a caso ha lasciato il suo amoroso popolo per vivere in un paese dove i bastardi fanno fortuna. Però non è da invidiare, se la passano meglio i cubani di un povero s…..o quale lui è. Ma possibile che uno non possa cercarsi da vivere senza buttare merda su chi gli ha dato molto di più di quanto si merita??????