Cubanite la malattia di chi ama Cuba!

Il Boa Cubano

Non ne avevo mai visti in libertà, questo viaggio in oriente ha colmato anche questa mancanza, anche se in realtà l’ho visto nella provincia di Sancti Spiritus, nel Parco Naturale de Banaos, quindi nel centro di Cuba, durante una lunga passeggiata a dorso di un cavallo che a furia di stare in mezzo ai muli che montavano la maggior parte dei miei compagni di viaggio era diventato cocciuto ed ingovernabile come loro. Miracolosamente questo bel e grande esemplare di Majá de Santa María non è stato calpestato dai numerosi zoccoli, visto che praticamente non ha fatto una piega. I quadrupedi non si sono affatto spaventati e lui è rimasto li a farsi osservare, dai pochi che lo hanno notato, visto che i più avevano come principale problema non cadere dal dorso del loro mulo.

Non ne avevo mai visti in libertà, questo viaggio in oriente ha colmato anche questa mancanza, anche se in realtà l’ho visto nella provincia di Sancti Spiritus, nel , quindi nel centro di Cuba, durante una lunga passeggiata a dorso di un cavallo che a furia di stare in mezzo ai muli che montavano la maggior parte dei miei compagni di viaggio era diventato cocciuto ed ingovernabile come loro. Miracolosamente questo bel e grande esemplare di  non è stato calpestato dai numerosi zoccoli, visto che praticamente non ha fatto una piega. I quadrupedi non si sono affatto spaventati e lui è rimasto li a farsi osservare, dai pochi che lo hanno notato, visto che i più avevano come principale problema non cadere dal dorso del loro mulo.

Comments (0)

Anarkikgiugno 1st, 2007 at 01:12

Daniele Ganser, professore di storia contemporanea all’università di Basilea e presidente dell’ Aspo-Svizzera, ha pubblicato un libro “sugli eserciti segreti della NATO”. Secondo lui, gli Stati Uniti hanno organizzato in Europa dell’Ovest durante gli ultimi 50 anni attentati che sono stati attribuiti alla sinistra e alla sinistra estrema per screditarli agli occhi dei loro elettori, (il caso in Italia delle Brigate Rosse non è un caso isolato) Questa strategia dura ancora oggi per suscitare l’odio contro l’islam e giustificare le guerre per il petrolio

Anonimogiugno 1st, 2007 at 02:08

Ho vissuto nell’Italia del Nord-Est negli -Anni di Piombo- periodo sequestri.
Ho sempre pensato all’intervento di una mano esterna,alcuni sequestri famosi e la loro gestione di -quasi perfezione criminale- me ne hanno dato conferma.
Certa Organizzazioni, e le loro gestioni, non si improvvisano, sulle BR non e’ stata detta tutta la verita’.

Que pasa?giugno 1st, 2007 at 02:49

Damas y caballeros:i maschi italiani sono costretti ad andare a fare sesso a Cuba o in Brasile…le donne italiane (non piu’ solo le tardone:secondo uno studio si e’ abassata la media ai 25 anni…)vanno in Giamaica o in Kenia a cercare sesso…Signori che succede?

Ibragiugno 1st, 2007 at 11:07

diccelo tu

VedraiCheCambierààààgiugno 1st, 2007 at 11:44

Cuba y España han discutido sobre “todos los derechos humanos para todos”

Yahoo! News.

La Habana, 31 may (EFE).- Los gobiernos de Cuba y España discutieron sobre “todos los derechos humanos para todos” en las conversaciones que concluyeron anoche en La Habana, que se desarrollaron en un ambiente “cordial, franco y constructivo”, informó hoy un comunicado oficial.

“En las sesiones de trabajo se ha discutido el disfrute individual y colectivo de todos los derechos humanos para todos, así como el marco jurídico e institucional para la promoción y protección de los mismos”, señaló la nota difundida en La Habana.

“Ambas delegaciones decidieron que, en sus discusiones ulteriores en el marco de este diálogo, profundizarán en el examen de las cuestiones jurídicas vinculadas a estos derechos”, agregó.

“Otro tema abordado fue el relativo a los sistemas penitenciarios en todos sus aspectos, tanto institucionales como humanos”, informó el comunicado.

Además, durante el encuentro se discutió sobre la cooperación internacional en materia de derechos humanos, la pena de muerte y el respeto a los derechos humanos en la lucha contra el terrorismo internacional.

La primera reunión de diálogo sobre Derechos Humanos entre los ministerios de Exteriores de Cuba y España, celebrada durante el 29 y 30 de mayo, estuvo encabezada por el viceministro de Asuntos Multilaterales cubano, Abelardo Moreno, y el director general de Política Exterior español, Rafael Dezcallar.

Las conversaciones permitieron también debatir cuestiones relacionadas con el empleo de las tecnologías de la información y las comunicaciones.

“La reunión ha tenido lugar en un ambiente cordial, franco y constructivo que ha permitido abordar todos los temas que cada parte ha considerado de interés”, subrayó el comunicado.

Las delegaciones acordaron continuar con el proceso en una próxima reunión que se celebrará este año, en el contexto del diálogo político entre ambos países que debe desarrollarse en Nueva York, durante el 62 período de sesiones de la Asamblea General de las Naciones Unidas.

La ronda de conversaciones que concluyó anoche en La Habana es la primera de este tipo que mantiene el gobierno cubano con un miembro de la Unión Europea.

La apertura de un proceso de diálogo sobre Derechos Humanos fue acordada el pasado 3 de abril, durante la visita a la isla que realizó el ministro español de Asuntos Exteriores, Miguel Ángel Moratinos.

Anonimogiugno 1st, 2007 at 12:20

Contrordine compagni! Cuba, il paradiso caraibico dei lavoratori è un inferno. Se n’è accorta perfino Liberazione, quotidiano del partito della Rifondazione comunista. Mercoledì 30, sotto il titolo «Cuba, si salvi chi può…i giovani sognano la fuga» ha pubblicato un reportage dall’Avana talmente severo sulle miserie morali e materiali dell’isola di Fidel da far venire una crisi di nervi ai trinariciuti (ce ne sono ancora molti, anche in Rifondazione che pure ostenta di voler superare i miti della tradizione comunista) di tutta Italia. Nell’articolo dell’inviata Angela Nocioni Cuba appare finalmente per quello che chiunque l’abbia visitata senza essere accecato dai fumi dell’ideologia ben conosce: un poverissimo Stato di polizia dove è vietato tutto ciò che potrebbe aprire gli occhi ai sudditi, dai media liberi (vietati quelli cubani, oscurati quelli esteri) ai contatti con gli stranieri (perfino all’asilo sono accettati solo bimbi cubani), fino a internet, sostituita da una versione locale ipercensurata. Ed è il Paese da cui chi ha meno di quarant’anni vuol fuggire a ogni costo, al punto che al cimitero dell’Avana sugli ex voto lasciati sulla frequentatissima tomba di una donna che «fa miracoli» si può leggere «grazie per il visto». Una lettura sorprendente e istruttiva. Peccato per quel classico ritardo di qualche decennio…

BASTA CON L' IPOCRISIAgiugno 1st, 2007 at 12:30

si si si

su tutti i blog nostrani che per convenienza sono filocastristi non sanno più cosa scrivere

RIDICOLI

SEMPLICEMENTE RIDICOLI

Leggetevi prima l’ articolo di ANGELA NOCIONI apparso su LIBERAZIONE di MERCOLEDI’ 30 e poi fatevi un giretto in rete (vedi siporcuba, el cubano) e vi ammazzerete dalle risate.

Toverete alcuni conoscenti filocomunisticastristi del blog disperati che rinnegano Liberazione e la Nocini.

RIDICOLI

SEMPLICEMENTE RIDICOLI

Imitatoregiugno 1st, 2007 at 12:33

QUALCUNO AVREBBE RISPOSTO COSI AL MESSAGGIO DI CUI SOPRA:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::ANONIMO, questo è un becero attaco, sei un becero fscista, appoggiato dai cubano americani di MIAMI, VERGOGNA, tu e Berlusconi beceri, beceri, beceri e ancora beceri, MENZOGNE ,SOLO MENZOGNE FINANZIATE DA BUSH

Ibragiugno 1st, 2007 at 12:35

oh, finalmente la triste campagna filo comunista si sta sciogliendo come neve al soleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

cispagiugno 1st, 2007 at 12:38

calma! rispettate le altrui idee, siamo in democrazia.

Frecciagiugno 1st, 2007 at 12:39

mi sto ammazzando dalle risate…….minchia che rideeeeeeeeeeeere…….

…..e siamo solo all’ inizio…..

Frecciagiugno 1st, 2007 at 12:40

aaaaaaaa Cispa mi sto tirando nel piso dalle risa…..

becerogiugno 1st, 2007 at 12:44

ciao sono becero, e son fiero di essere becero, LIBERTA’PER CUBA , ORA , ADESSO, AHORA, NOW, EN ESTE MOMIENTO, MAINTENANT!!!!

cispagiugno 1st, 2007 at 12:45

freccia, jajajajajajajajajaajajajajajajajajajaj

FondazioneFusaComunistagiugno 1st, 2007 at 12:46

hanno fatto la pipi fuori dal vaso, uhm, credo , noooo??

ex partigianogiugno 1st, 2007 at 12:48

feccia, che fine ha fatto il tuo mentore anziano? si è suicidato per avere preso dello zoppo? certo che voi fascisti non conosciete la vergogna!

beppegiugno 1st, 2007 at 12:48

no comment, potrei dire delle cose pesanti oggi, le lascio dire agli altri

MiConsentagiugno 1st, 2007 at 12:49

PUMA, ti stanno acclamando!!!!

ExtrabajadoresCustodiogiugno 1st, 2007 at 12:52

Viva la libertad, viva los derechos umanos, la gente quiere vivir, no quiere mas suffrir, VIVA CUBA LIBRE, VIVA LA PAPPA COL POMODORO!!

Pinogiugno 1st, 2007 at 12:55

che brutto è quel serpente li!!!!

NoGlobalDiPiazzaConPiccozzagiugno 1st, 2007 at 12:59

maledetti, carogne, tornate nelle fogne, maldido ratones de pinga, la maledicion que entre rapido en el cerebro malado de essta gente de Benito Berlusconi

Anonimogiugno 1st, 2007 at 13:05

gaja for president!!

cispagiugno 1st, 2007 at 13:57

L’atteso musical ‘Celia ‘, basato sulla vita della celebre rumbera cubana, ha già casa e soffitto, come annunciò ieri alla stampa il produttore esecutivo Henry Cárdenas, presidente della Cárdenas Marketing Network. Il musical, con copione dei drammaturghi Carmen Rivera e Candida Tirado, con la direzione di Jaime Azpilicueta, avrà il suo esordio mondiale Off-Broadway nel teatro New World Stages il 28 di agosto alle 8 pm. Il teatro New World Stages che fu rinnovato recentemente conta cinque scenari differenti e puo ospitare da 200 fino a 500 spettatori. D’ accordo con l’annuncio dei produttori, una volta conclusa la stagione a New York, “Celia” inizierà una gita internazionale che la porterà a Chicago, Los Angeles, Miami, Dallas, Washington, Boston e in varie città dell’America latina.

Frecciagiugno 1st, 2007 at 14:48

zio non possono proprio stare senza di te…..jaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa……

minchia che ridereeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee……

P.S.:ex partigiano, fascista dillo a tua sorella.

Frecciagiugno 1st, 2007 at 14:54

MARCO CUBANITE come PONZIO PILATO

…..bella questa zio Roby…..

giorno da incorniciare questo!

un altra volta nel piso dalle risaaaaaaaaa……jajajajajajajajajaja…………

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:06

La dose settimanale di anticastrismo ce l’ha fornita ieri Liberazione per la penna di Angela Nocioni, inviata del giornale all’Avana. Unendo la sua voce al coro pressocché unanime dei mass-media, la Nocioni entra subito in argomento rivelando che quella società non piace a tutti; per esempio, non piace a Blanca e Manuel, edizione tropicale di Giulietta e Romeo, entrambi ballerini classici, lei bionda, bianca e ricca di famiglia e lui nero, povero e “chancletaro” , cioè cafone e anche fedifrago perché vuole tagliare la corda e sposare una ragazza di Marsiglia. Da questo esempio lampante deriva, secondo Nocioni, la notizia davvero straordinaria che la gioventú cubana, facendo poco caso alla possibilità di studiare in una delle piú prestigiose scuole di balletto del mondo, frequentemente in tournée nei grandi teatri all’estero, anela ad un sogno impossibile: quello di avere un passaporto europeo. Non diversamente da quanto sognano i giovani per l’80 % della popolazione mondiale. Ma in questo caso, la colpa è di Castro e di suo fratello Raúl che, a quanto pare, non ne hanno mai azzeccata una. Sono stati loro, a leggere l’articolo, ad aver reagito con un “gelo diplomatico” alle proteste europee per le fucilazioni di qualche anno fa, e non l’Europa a comminare sanzioni economiche a un paese che stava appena riprendendosi dalla catastrofica crisi economica conseguente alla caduta del campo socialista, l’unico paese in cui vige la pena di morte ad essere stato oggetto di sanzioni, dopo una campagna di stampa che chiamava “dissidenti” dei terroristi e degli assassini. Nocioni passeggia per l’Avana e –forse non essendosi spinta mai fino a Palermo nel cui centro pericolano ancora le rovine dei bombardamenti- rimane sgomenta per il degrado del Centro Avana. Ma siccome qui in Italia si può dire di tutto purché si rispetti la par condicio, subito dopo accenna frettolosamente al meraviglioso restauro dell’Avana vecchia grazie al quale è stata restituita all’umanità una delle piú belle città coloniali del mondo. In questo caso Nocioni non trova parole di elogio, fa solamente notare che quest’impresa è stata “affidata da Castro al fedelissimo Eusebio Leal”, riducendo in tal modo l’opera di una vita di questo straordinario storico della città, al gesto di obbedienza di un cortigiano. Del resto, anche il piccolo Elián , sopravvissuto al naufragio in cui è morta sua madre che, con un grave gesto di incoscienza, lo aveva caricato su un natante di fortuna e sottratto al padre, viene descritto dalla Nocioni come una “mascotte” mentre nulla dice della battaglia legale durissima sostenuta da Cuba per far restituire quel bambino di cinque anni a suo padre, ai fratelli e ai quattro nonni disperati. Per Nocioni, Elián è stato “rispedito” all’Avana. L’inviata di Liberazione sembra d’accordo con un anziano e anonimo scrittore che, dai corridoi dell’UNEAC si lamenta perché nella penuria di edizioni si perda tempo a pubblicare le poesie, le testimonianze, i ricordi di cinque uomini coraggiosi, infiltrati negli ambienti anticastristi della Florida per vigilare contro gli infiniti sabotaggi, progetti di destabilizzazione, tentativi di omicidio che vengono approntati da cinquant’anni in quel territorio statunitense senza che le autorità di quel paese intervengano. Per l’articolista, quei cinque “per mestiere facevano la spia”, dunque restino pure a imputridire con condanne tombali nelle inumane celle di segregazione, e le loro signore, ci rivela Nocioni, hanno avuto un bel colpo di fortuna: con la scusa di fare campagna per la libertà dei mariti, viaggiano, stanno in prima pagina, godono di privilegi; e questo da ben dieci o piú anni, tanti quanti sono quelli della carcerazione dei Cinque. C’è da chiedersi con chi ha parlato l’inviata di Liberazione, visto che nomi non ne fa e quando ne fa, come nel caso dell’ottantottenne Giustino di Celmo, ne parla come di un bieco approfittatore del destino tragico del piú piccolo dei suoi figli , vittima di un attentato commissionato da Luis Posada Carriles. Giustino, ricco di suo, alla fine della vita, viene descritto in maniera ingiusta: la laurea in sociologia che ha preso dopo studi regolari e discussione della tesi , è diventata una laurea honoris causa e la pizzeria aperta nel Vedado come un suo affare esclusivo (fa pagare la pizza 4,65 dollari!) mentre è in joint venture con il governo cubano. Conclude Nocioni con una prova contundente dell’inferno castrista: non sapendo piú a che santo votarsi, i cubani disperati lasciano fiori ed ex voto sulla tomba de La Milagrosa. Ma i nostri concittadini, che godono del passaporto europeo e della nostra democrazia, cosa chiedono alle immagini di Padre Pio che si moltiplicano a ritmo vertiginoso su tutto il territorio nazionale? E quanto ai dazi che il governo cubano impone per rilasciare un visto, come giustifichiamo i dazi che impongono i nostri governi di paese ricco per consentire ad un cubano di entrare in Italia?

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:25

Che cosa ci si può aspettare più da Rifondazione comunista? E’ solo uno dei tanti partiti del sistema parassitario che qualcuno ha il coraggio di chiamare democrazia. Erano tutti felici per aver approvato il finanziamento della guerra in Afghanistan (mentre prima, quando erano all’opposizione votavano contro) ed hanno cacciato quelli che coerentemente avevano votato no; Bertinotti che tesse le lodi all’esercito manco fosse Benito nel ’39, adesso ha anche detto che stringerà la mano a Bush; politiche sociali: zero; politiche per i diritti delle persone conviventi: zero. Hanno accettato tutte le politiche dei centristi della coalizione senza fare la minima obiezione, l’importante è garantire la poltrona al loro Fausto.

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:27

Cubasiempre… ma non ci avevi salutati per siempre???

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:30

Ma come si può discutere seriamente con persone che infarciscono i loro commenti con parole senza significato come jajajajajajaja ….soleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee. Punti esclamativi e interrogativi messi a caso come Totò e Peppino, che servono solo a riempire il vuoto dei loro pensieri. Manco i bambini dell’asilo scriverebbero così.

Preguntagiugno 1st, 2007 at 15:32

Scusate,qualcuno conosce cifre sull’ emigrazione cubana in Italia? sapete quanti cubani e quanti “isolani” con passaporto italiano risiedono nello stivale?
Alle fine degli anni 90 l’ambasciata d’Italia dell’ Avana registrava circa 120 matrimoni italo-cubani al mese…adesso sembra che la cifra si sia abbassata,grazie al cielo perche’ queste unioni si sono poi rivelate molto dolorose sopratutto per gli italiani.
Consiglio a tutti il libro ” E Dio entro’ all’Avana” del compianto M.V. Montalban.Un libro molto interessante,ben fatto e sopratutto imparziale per capire la Cuba di ieri e di oggi anche se un po’ datato (E’del 1998).

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:33

asilo?
ti fa male dove tocca ehh??

Chuchogiugno 1st, 2007 at 15:35

Magari questa giornalista è la classica tipa che non è mai stata in un paese povero,che dall’alto dei suoi 3.4 mila euro mensili pensa che tutti i luoghi debbano essere come Cancun o Miami e quindi si è trovata spiazzata nei sui Dogma letti nei libri ed ha sparato una marea di cazzate.Cmq questo giornale è da almeno quattro anni che sparla di Cuba e quindi io personalmente non mi meraviglio.Continuo a meravigliarmi di questi due o o tre anticastristi viscerali che gioiscono per cose cosi e soprattutto continuano a leggere (e mai proporre o raccontare niente) questo Blog.

Valdesgiugno 1st, 2007 at 15:39

Gentile Direttore,

abbiamo letto sul numero di mercoledì 30 maggio due nuovi articoli pubblicati da Liberazione che sono apertamente e decisamente critici contro il Governo cubano. Niente di male, il suo non è il primo giornale italiano che attacca fortemente Cuba, anzi su questo argomento è pienamente nello spirito della stragrande maggioranza dei mass-media del nostro Paese.

Quello che, invece, contestiamo fortemente degli articoli è la loro assoluta parzialità contro il Governo cubano. Giudizi trancianti e una forte dose di non conoscenza dei processi in atto oggi a Cuba da parte dell’inviata di Liberazione sono un cocktail di estrema gravità per la realtà delle cose. Un primo esempio concreto di questa disinformazione riguarda i 5 patrioti cubani, che per Liberazione sono “cinque eroi che di mestiere facevano le spie”, ma questa è un’accusa ormai decaduta anche per i generali dell’Esercito statunitense (testimonianza del generale James R. Clapper) e per gli alti dirigenti dell’FBI che hanno affermato, al processo di Miami, che i 5 cubani non possono essere considerati spie perché non si sono mai impossessati, né hanno mai tentato di farlo, di documenti degli Stati Uniti classificati come segreti, né hanno mai lavorato contro la sicurezza degli USA. Semplicemente, i 5 controllavano l’attività terroristica dei gruppi anti-cubani che da Miami, con il beneplacito e il sostegno del Governo degli Stati Uniti, organizzavano attentati contro il popolo cubano. Dunque Liberazione più filo-statunitense dell’FBI, verrebbe da dire se la cosa non fosse di assoluta gravità.

Seconda questione. Negli articoli dell’inviata di Liberazione non si parla mai del blocco statunitense contro Cuba che dall’inizio degli anni Sessanta ha prodotto un danno economico complessivo di 86.108 milioni di dollari all’economia della Repubblica di Cuba (4.108 milioni di dollari solamente nell’anno 2006). A questi occorre aggiungere altri 54.000 milioni di dollari, come danni materiali causati sia da azioni di guerra del Governo degli Stati Uniti sia da una serie di innumerevoli attentati messi in atto dai suddetti gruppi terroristici, organizzati, finanziati e addestrati dal Governo statunitense. Dei 3.478 morti e dei 2.099 invalidi permanenti causati da tali attività neppure se ne parla perché, evidentemente, alla vostra giornalista non interessano. Premesso questo, forse si capisce meglio il perché della presenza dei 5 in Florida, dove non era necessario essere “spie”, poiché in questo luogo le organizzazioni terroristiche operano alla luce del sole.
Se l’inviata avesse saputo di questo danno enorme provocato dal blocco, probabilmente non avrebbe così fortemente imputato al Governo cubano i problemi economici dell’Isola che, in ogni caso, non hanno impedito ai cubani di proseguire con un’assistenza gratuita per tutti e con servizi sociali di alto livello per tutta la popolazione, in un contesto come quello latino-americano dove il neoliberismo ha assassinato milioni di persone per fame e per sfruttamento.

Noi non vogliamo dire che a Cuba tutto va bene, non siamo così sciocchi e privi della capacità di discernere i fatti come qualcuno vorrebbe disegnarci. Certamente occorre discutere con i compagni cubani, ma partendo dal fatto che i cubani sono persone in carne e ossa come noi, e che a differenza di noi sono riusciti a fare una vera Rivoluzione che ha cambiato in meglio la vita di milioni di essere umani e che, ancor oggi, rappresenta un punto di riferimento per tutta la sinistra latino-americana e non solo, vivendo a poche miglia dalla superpotenza statunitense che fin dal 1959 ha dichiarato loro una guerra infinita.
E’ sufficiente consultare e confrontare i dati forniti dalle maggiori organizzazioni delle Nazioni Unite (UNESCO per la cultura, UNICEF per l’infanzia, FAO per l’alimentazione, OMS per la sanità) e di altre istituzioni internazionali che molto spesso indicano Cuba, per i risultati raggiunti in questi campi, come un modello per i paesi del Terzo Mondo.

Terza questione. La parzialità dell’inviata di Liberazione è palesemente sfacciata quando si afferma, addirittura nel titolo: “Cuba, si salvi chi può… i giovani sognano la fuga”. Sicuramente, come in ogni paese, specie in latino-america vi è una fascia di persone, anche giovani, che vogliono lasciare il paese con argomentazioni politiche o più semplicemente economiche, visto che il blocco è ancora un pesante macigno sull’autodeterminazione della Repubblica cubana e ne ostacola la piena realizzazione in economia. Ma cercare di far intendere ai lettori che i giovani cubani in generale sono al “si salvi chi può” è un evidente tentativo di disinformare sulla realtà di Cuba. Per noi, che questo attacco provenga da altri quotidiani è quasi normale, ma da Liberazione ci pare una cosa gravissima.

Quarta questione. Di Celmo. Far trasparire di aver permesso a Giustino Di Celmo – padre del giovane Fabio assassinato in un hotel di La Habana dai terroristi organizzati da Posada Carriles – di aprire una pizzeria a La Habana in cambio di un appoggio acritico al Governo cubano, anzi come lo ha chiamato la vostra inviata, “al regime”, ci pare davvero una cosa inaudita. Un affronto intollerabile al dolore di un padre che, più che ottantenne, si batte ancora contro il terrorismo internazionale che gli ha ucciso il figlio e per la stessa memoria di Fabio. Il tentativo della vostra inviata di mercificare il dolore e la vita del figlio in cambio di una “pizza Fabio, 4 dollari e 65″, è una vergogna che si giudica da sola.

Quinta questione. Perché l’inviata di Liberazione non tenta di fare chiarezza sulla questione Internet che, “grazie” agli Stati Uniti, vede l’isola completamente tagliata fuori dalla possibilità di un collegamento veloce e funzionale, visto che i cavi in fibra ottica aggirano totalmente l’isola, e costringono i cubani a servirsi di un servizio vecchio, carente e, soprattutto, lentissimo? Perché non ci parla degli oltre 600 Joven Club de Computación in tutta l’Isola dove i giovani, totalmente gratis, imparano a utilizzare a proprio piacimento l’informatica?
E poi, perché non dire che i flussi migratori illegali sono funzionali agli Stati Uniti che hanno disatteso completamente gli accordi di 20.000 visti all’anno in uscita da Cuba verso gli USA?
Perché nel fare polemica non si ragiona anche su dati reali che forse, diciamo forse, possono inficiare la verità inoppugnabile della vostra inviata ma renderebbero un servizio ai vostri lettori che potrebbero ragionare al meglio sulle questioni?

Con la speranza che il quotidiano da Lei diretto pubblichi per dovere di replica questa nostra lettera e rimanendo a sua completa disposizione per aprire un confronto su Cuba, la salutiamo fraternamente.
Segreteria Nazionale
Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Massimogiugno 1st, 2007 at 15:43

Giustino di Celmo tiene que estar muy triste en este día, y profundamente indignado, por dos causas esenciales muy concretas y claras: este día 1ro. de junio, pero en 1965, nació en Génova, Italia, su hijo más pequeño, Fabio di Celmo. Hoy cumpliría 42 años si no hubiera sido asesinado por una bomba colocada por órdenes del criminal y torturador Luis Posada Carriles, el cual anda suelto en Estados Unidos, gracias a las «bondades» del gobierno que encabeza George W. Bush.

Tres hijos tuvo Giustino con su esposa Ora Bassi. Los dos primeros fueron Tiziana y Livio, que nacieron en Buenos Aires, Argentina, en 1956 y 1958, respectivamente.

Giustino y Ora, que residieron durante casi diez años en tierra argentina, quisieron tener aunque solo fuera un hijo taliano, y marcharon hacia Génova, Italia, donde vino al mundo Fabio. (Tuvieron que irse también porque Di Celmo estaba siendo vigilado por «izquierdista»).

Con el tiempo, el joven futbolista, de 32 años, que quiso conocer a Cuba, cayó abatido por un trozo de metal del cenicero donde un terrorista pagado por la CIA y enviado por Luis Posada Carriles, colocó la bomba el 4 de septiembre de 1997. Dentro de unos tres meses se cumplirá una década de ese asesinato

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:43

Per Anarkik:non a caso Mario Moretti faceva la spola(nonostante super-ricercato e all’ epoca c’erano frontiere con la Francia…)con Parigi e si recava alla famosa scuola di lingue “Hiperyon” che era la piu’ grande “stazione” della CIA in europa…
Comunque anche Cuba non scherza(vabbe’ era guerra fredda…direbbe qualcuno):Casimirri si e’ rifugiato in Nicaragua passando per Cuba e molti altri terroristi di sinistra europei ed americani hanno goduto dell’ appoggio castrista…

Anonimogiugno 1st, 2007 at 15:53

Cuba non ha mai appoggiato il terorismo, ma solo, in passato, movimenti rivoluzionari. Leggete che cosa hanno scritto e detto Fidel e il Che sul terrorismo e capirete perché.

Cubanitegiugno 1st, 2007 at 16:30

Credo che comincerò a pubblicare post in biuianco, tanto nei commenti vi sbizzarrite nel ridicolo confronto muro contro muro …

RadioBenbagiugno 1st, 2007 at 16:42

beh caro Marco, certo che sull’argomento del giorno metti dei serpenti, è dura da mantenere una linea di discussione.

adrianogiugno 1st, 2007 at 17:32

Bello e fortunato quel serpentone. Fortunati anche “i caballeros” perche’ se quello dava segni di inquietudine, forse avrebbero dovuto proseguire a piedi e con le terga doloranti ed impolverate.
Come sai, il diavolo e’ rappresentato come un serpente quindi non meravigliarti se anche in questa occasione siamo riusciti a far entrare la politica che rovina tutto il buono che qui in questo blog ci potrebbe stare. Quanto ai pedofili… brutta razza , meglio lasciar perdere che’ di questi tempi in Italia si discute fin troppo e quasi sempre a sproposito.

inquilino di manicomio criminalegiugno 1st, 2007 at 18:01

questo dovrebbe essere un blog su cuba? cubanite è la malattia di chi non riesce a dimenticare cuba? leggendovi, mi pare che cubanite è un ospedale psichiatrico per schizzofrenia acuta da mancanza di topa (gnocca) ardente.

Anonimogiugno 1st, 2007 at 18:04

Blog nido di viperini rossi e neri, altroche’ boa!!!

stop all' ipocrisiagiugno 1st, 2007 at 18:10

brrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…..brrrrrrrrrrrrrrrr…..brucia…..azzo se ve bruciaaaaaaaaaaaaa…..

RadioBenbagiugno 1st, 2007 at 18:47

al fuoco?

Pitgiugno 1st, 2007 at 18:59

Mario bellissime le foto nel tuo blog, ho dato un’occhiata ieri e oggi ne valeva veramente la pena!

Ciaoo buon fin settimana!Mandi!

Anonimogiugno 1st, 2007 at 19:37

E perchè mai dovrebbe bruciare. Solo perché su liberazione è uscito un articolo critico su Cuba? Mica Liberazione è la Bibbia, ma non pensavo che avesse tanti estimatori tra i fascistelli ignoranti.

Gajagiugno 1st, 2007 at 21:32

Il serpente è il primo cubano che vedo in foto Dal vivo non ne ho mai visti; dicono che non esistono serpenti velenosi a Cuba. Questo essendo un boa è costrittore e quindi al limite ti da un bel morso (doloroso comunque). Ricordo una amica di mia mamma che aveva fatto un racconto orripilante di una bambina stritolata e inghiottita da una anaconda. Quando trovarono il serpente fu una scena da horror. Qui va di moda tenerli nella teca e gli si da i topini vivi o i pulcini vivi, ne mangiano 1 al mese e poi stanno a posto.

Anarkikgiugno 2nd, 2007 at 02:08

Questo lo ha scritto Gennaro Carotenuto, storico, docente universitario in Italia ed in Sudamerica e giornalista veramente indipendente, mai iscritto a nessun partito e accreditato in tutti i paesi del mondo.
Forse faremmo bene a riflettere e cercare di capire qual’e’ l’odioso gioco della nostra stampa. Se si continua con la cossiddetta “informazione democratica” che ha ridotto l’Italia ad essere un paese SEMIANALFABETA, non e’ uno scherzo purtroppo ma una verita’ acclarata e se ne trovano le tracce anche su questo blog, il nostro avvenire sara’ tutt’altro che roseo. Il degrado della nostra stampa e’ ormai tale che anche un foglietto di partito come Liberazione non trova di meglio che preoccuparsi della carriera dei propri giornalisti piuttosto che dell’etica di informare, unico compito di qualsiasi giornalista, di qualunque pensiero politico.

Gentile Piero Sansonetti, direttore di Liberazione,
da due giorni il mio sito, che si occupa prevalentemente di informazione e America Latina, è inondato di messaggi di lettori del suo quotidiano, indignati per la pagina intera (pp. 1 e 9) pubblicata a firma Angela Nocioni, presunta inviata a L’Avana per il suo giornale, il giorno 30 maggio.

Molti lettori, suoi e miei, mi chiedono di fare qualcosa, attribuendomi un potere che evidentemente non ho. Non sono un lettore di Liberazione, non ho alcun rapporto di lavoro con il suo giornale, non sono mai stato militante né del PRC né di alcun partito di sinistra. Sono solo un docente di Storia del Giornalismo e un attento osservatore delle cose latinoamericane e del giornalismo italiano.

Se ho ricevuto una ventina di messaggi io, lei ne avrà ricevuti mille e mi auguro li abbia letti. Non entrerò pertanto nel merito e qualunque persona mediamente informata è in grado di farsi un’idea. Non scandalizza certo il criticare Cuba e la Rivoluzione cubana quando questa merita di essere criticata. E possiamo anche pensare che forse, molti lettori di Liberazione non siano preparati a sentirsi dire verità scomode su Cuba. Ma non è questo il caso. Il caso è l’attacco volgare, la vulgata disinformata e disinformante, il pregiudizio, la semplificazione arbitraria, l’intenzionalità fuorviante, le menzogne, la denigrazione malintenzionata, il sicariato informativo che traspare in ogni parola dei pezzi della Nocioni.
Negli articoli della vostra redattrice c’è la beceraggine destrorsa del Giornale o di Libero, c’è il pregiudizio rabbioso di Pierluigi Battista sul Corriere, c’è l’ignoranza crassa di Omero Ciai di Repubblica, che offende i suoi lettori ammannendo loro la realtà latinoamericana da un caffé di Miami. Quegli articoli né informano, né commentano, né spiegano. Solo offendono.
Con una superficialità disarmante, la Nocioni offende Giustino di Celmo, padre di Fabio, cittadino italiano assassinato da Luís Posada Carriles, e i familiari dei cinque cubani in carcere negli Stati Uniti. E’ evidente che il governo cubano fa di questi casi simbolo anche un elemento di propaganda.
Ma come si permette la Nocioni la volgarità di dire che l’avere un figlio morto, o un padre o un marito incarcerato in un paese straniero ed ostile, sia la grande fortuna di queste persone, convertite in star dal regime?
Anche le Madri di Plaza de Mayo ricevono inviti a iosa e sono amate e rispettate in tutto il mondo per la tragedia della quale sono state vittime. La Nocioni è troppo superficiale per saperlo, ma esiste da vent’anni un dibattito nelle società latinoamericane su questo tema. Rigoberta Menchù è più fortunata perché ha vinto il premio Nobel o più sfortunata perché gli squadroni della morte le fecero a pezzi il padre e non so più quanti familiari? Come si comporterebbe la Nocioni al posto di Hebe de Bonafini o di Giustino di Celmo?
Angela Nocioni è recidiva. Lo scorso 3 gennaio, nel suo antichavismo viscerale e aggressivo, riuscì a farsi bacchettare da sinistra da Massimo D’Alema. Definì il processo redistributivo in Venezuela -cito testualmente- come “elemosina” (sic!) e il ministro degli esteri trovò l’occasione per darle una bella e meritata lezioncina. La Nocioni è impresentabile in tutta la sua carriera di sicario informativo antilatinoamericano. Ma sia onesto, Sansonetti. Una pagina come quella della Nocioni non può sfuggire al direttore. Liberazione è un piccolo giornale di partito e al partito risponde. Non può non essere stata avallata da lei o da qualcuno che gode della sua piena fiducia.
Tutto l’ambiente giornalistico sa che la Nocioni è sul punto del grande salto da Liberazione a La Repubblica. Ma perché Liberazione le dà lo spazio per uscirne immacolata e cancellare il suo peccato originale di aver lavorato per un quotidiano “comunista”, prima di approdare definitivamente alla grande stampa?
Soprattutto, la disinformatia di quegli articoli, riguarda solo la Nocioni o coinvolge Liberazione e il PRC?
E’ solo il carrierismo della Nocioni a condizionare Liberazione, o c’è invece una linea antilatinoamericana del PRC ad ispirare la Nocioni?
Le ricordo che il 24 marzo 1976 l’Unità, e con questa il PCI, evitò di condannare il colpo di stato genocida del generale Videla in Argentina. Era quella la linea che veniva da Mosca rispetto alla dittatura dei 30.000 desaparecidos. Forse, se il PCI fosse stato più deciso nel condannare quel colpo di stato, la diplomazia italiana avrebbe salvato qualche vita in più. Ma la ragion di stato sovietica veniva prima e quella resta una macchia indelebile sulla storia del PCI.
Nel condiscendere alla linea anticubana e antivenezuelana della Nocioni, non si possono non vedere calcoli di bottega locali. E’ facile fare i comunistoni a parole in casa e ridicolizzare il riformismo venezuelano in politica estera. La Nocioni smania per far carriera, il PRC avrà altre mete, e mi piacerebbe conoscerle. Per questo mentono e disinformano sull’America Latina né più né meno come la Repubblica. Mi tolga una curiosità, Sansonetti. Da che parte starebbe il PRC se domani ci fosse un golpe in Venezuela o una nuova baia dei porci o l’aggressione contro uno qualsiasi dei paesi latinoamericani?

sandaliogiugno 2nd, 2007 at 11:21

anarkik sansonetti sicuramente stara’ dalla parte dei piu’ forti lui e tutta la nomenclatura del prc e’ risaputo che e’ piu’ difficile mantenere i privileggi raggiunti che raggiungerli si badi bene che questo vale solo per la dirigenza del prc non per l’elettore

sandaliogiugno 2nd, 2007 at 11:33

per un articolo di stampa dove per l’ennesima volta si descrivono i problemi cubani ormai saputi e risaputi tutto il blog si accende di ammirata luce pero’ v0rrei far notare che c’e’ una miriade di altre pagine scritte da altrettante autorevoli firme che riconoscono significativi pregi al governo cubano pero’ poco visibili perche’ n0n ricevono sovvenzioni statali.

adrianogiugno 2nd, 2007 at 13:10

Caro Sandalio, di opportunisti e’ pieno il mondo. Ora la moda imperante e’ quella di dare contro a Cuba. Qui in italia si diceva:”Piove, governo ladro” ed era vero, non per la pioggia ma per il fatto che tutti i partiti al governo del paese si “procuravano” cio’ di cui avevano bisogno e dicevano che lo facevano a spese nostre per il bene della nazione ma…era forse cosi’? In questo blog, invece, si tende a criminalizzare il governo cubano addossandogli tutte le colpe possibili. Puo’ essere che non ne indovini una di giusta? Perfino nel ventennio fascista da noi riuscirono a fare qualcosa (poco per la verita’) di buono. Saranno cosi’ maldestri e pasticcioni i laeder cubani? Ho seri dubbi percio’non mi scandalizzo piu’ di tanto se vogliono far passare per colpe di Fidel anche i fatti di terrorismo avvenuti a Cuba anni addietro o l’odioso embargo che subisce tutta la popolazione o… o… e non sarebbe piu’ finita la sequela di o( forse, per assurdo, hanno ragione i nostri giornalisti di sinistra e da strapazzo, infatti se Fidel anziche’ cavarsela ad ogni tentativo di sopprimerlo, anziche’ fare una Rivoluzione di portata storica che e’ rimasta sullo stomaco di molti, si fosse limitato a fare l’avvocato, batista e con lui la cia avrebbe spadroneggiato piu’ a lungo sull’isola e sarebbe stato sostituito poi da un qualsiasi scagnozzo pro usa). Il tutto alla faccia della cosiddetta democrazia.

sandaliogiugno 2nd, 2007 at 20:45

batista altro prodotto della fabbrica di democrazia statunitense che alla fine ha fatto schifo pure a loro

adrianogiugno 3rd, 2007 at 09:17

Come Noriega, Ngo Din Diem, Saddam, lo Scia’ di Persia ecc. ecc. ecc.
Pinochet, Videla Stroessner e via discorrendo sono andati bene fino alla fine, pero’ poi il popolo… si’, il popolo, (tutti comunisti?) ha fatto giustizia e piano piano… forse… speriamo bene.

maurogiugno 5th, 2007 at 03:47

PERCHE’ BISOGNA INSISTERE NEL DIRE VIVA CUBA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Perché questa notte, nel mondo, 100 milioni di bambini dormiranno per strada, ma nessuno di loro è cubano.

Perché ogni giorno 250 milioni di bambini sono costretti a lavorare, ma nessuno di loro è cubano.

Perché ogni sette secondi, nel mondo, muore di fame un bambino, ma nessuno di questi è cubano.

Perché nonostante un’infame blocco economico Cuba ha una mortalità infantile inferiore a quella degli USA, e una aspettativa di vita molto superiore agli USA.

Perché l’esercito rivoluzionario cubano non ha mai invaso, bombardato, assassinato, torturato o avvelenato la popolazione di altri paesi.

Perché l’esercito rivoluzionario cubano non ha mai sparato contro il proprio popolo.

Perché non ne possiamo più di una certa sinistra sempre pronta ad attaccare Cuba, ma colpevolmente imbelle, se non complice, di fronte alle guerre “umanitarie”.

Perché Cuba non rappresenta l’ultimo baluardo di un mondo che è stato, ma è il primo avamposto di un mondo in costruzione

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