Cubanite la malattia di chi ama Cuba!

I Mille volti del Che … in giro per Cuba

MilleVoltiChe

Vi segnalo il sito internet di un libro di prossima pubblicazione a cura dell’amica Paola Volpari, grande appassionata di Cuba che visita da molti anni per almeno un mese l’anno insieme al simpatico compagno Dario.

Nel corso degli ultimi viaggi si è messa a fotografare tutte le varie immagini di Che Guevara che vedeva in giro per Cuba. La raccolta fotografica è decisamente interessante, anche per chi non ha il Che fra i suoi miti, per ora è un sito internet, in evoluzione, presto sarà un libro.

Oggi anche a Cuba il tempo non è un gran che, in questo momento all’Avana sta piovendo, sono in partenza per Milano, da lunedì per una settimaa sarà nel capoluogo lombardo in occasione della BIT.

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Comments (36)

lexus28febbraio 15th, 2010 at 10:38

intanto ne approfitto…Che Guevara in tutto il sud america è anche conosciuto per essere stato uno dei più grandi sanguinari senza scrupoli oltre che un mercenario di guerra. Solo in Italia e altri paesi lo si osanna come un eroe o quasi un santo da portare sulle magliette con orgoglio……. ma se ci mettessere Rommel o Adolf Eichmann, Josef Mengele, Erich Priebke scoppierebbe uno scandalo….fose poichè noi sappiamo da vicino cosa hanno combinato sti assassini….mentre ben poco sappaimo del vero Che…..anche l’ultimo film uscito nel 2008 è stato duramente contestato specie il regista che lo ha consacrato come una icona mentre la storia ne ha reso noto i fatti non proprio piacevoli…. per il resto Welcome in Italy e buon BIT Marco……sponsorizza…sponsorizza che prima o poi ci torniamo a CUBA!!!!

sergio58febbraio 15th, 2010 at 11:36

lexus 28:dopo averci pensato per ben 3 secondi realizzo che è meglio ignorarti se vuoi il caldo prova all’inferno

Shawandafebbraio 15th, 2010 at 15:19

Lungi da me dal fare l’avvocato difensore del Che ma mi piacerebbe sapere da cosa Lexus deduce che fosse un sanguinario da paragonare addirittura ai peggiori nazisti (vorrei sentire fatti storici e concreti, per favore, non leggende metropolitane). Sul fatto poi che il “business” lo abbia trasformato in un’icona e che le icone , in quanto tali, vengono un pò svilite del loro valore originario, beh siamo assolutamente d’accordo. Per me non era un eroe o un santo…era solo un uomo che credeva in alcuni valori che sono diventati sua ragione di vita e di lotta ( e non parlo di comunismo o socialismo…parlo di VALORI, che sono universali, quali la libertà) . E quando si combatte si possono anche fare degli errori. Ma fare degli errori (sempre ammesso che li abbia fatti) non significa sterminare milioni di ebrei,zingari,omosessuali,ecc come ha fatto qualcun altro, per far sopravvivere solo la razza ariana.
Lexus…ti consiglio vivamente la lettura della biografia del Che scritta da Paco Taibo III…

Shawandafebbraio 15th, 2010 at 15:29

P.S. per Marco…vorrei ringraziarti sia per il link a questo sito sia per quello degli architetti italiani a Cuba, quest’ultimo in particolar modo molto interessante.

chicharronesfebbraio 15th, 2010 at 19:52

Lasciando da parte i propri ideali politici, purtroppo ci sono varie tesi riguardo il Che.
Come in qualsiasi evento nella storia dell’umanita’ si tende a tramandare la memoria attraverso gli scritti e sempre c’e’ una storia scritta dai vincitori e un’altra scritta dai vinti. Credo che la verita’ sara’ sempre difficile da conoscere per noi comuni “lettori”. La storia in questione e’ troppo recente per poter fare in modo che vi sia desiderio comune di ambo le parti di far trapelare quanto piu’ possibile i fatti, i comportamenti e le motivazioni in modo scevro da ogni interesse mediatico.
Ad ogni modo, se la purezza del pensiero e degli intenti del Che pro popolo ha senz’altro segnato indelebilmente gli eventi in una nazione come Cuba di cui non era cittadino, con gli anni, e con il senno di poi, trovo quanto mai efficaci le parole di Mao Tze Tung: “dietro un grande rivoluzionario c’e’ sempre un opportunista”.
Alla fine il povero Ernesto non ha ottenuto niente di materiale nella vita se non pochi grammi di piombo e tanta, tanta pubblicita’ tale da calzare alla perfezione alle migliori elugubrazioni di Ugo Foscolo.

mikfebbraio 16th, 2010 at 17:00

Credo sia stato un uomo che ha avuto il coraggio di darsi una ragione di vita(lo avessimo in tanti quel coraggio) e comunque resta un uomo con le sue debolezze e virtu’…ma non mi risulta sia stato un sadico che abbia provocato stragi fini a se stesse

lexus28febbraio 16th, 2010 at 19:25

Sergio58 non mi interessa venire a casa tua grazie comunque per l’invito…ci penserò, non ti credevo così ospitale!
Comunque: “Prendete un fucile e sparate alla testa di ogni imperialista che abbia più di quindici anni” .
Che guevara

l primo “Campo di lavoro correzionale” (ossia di lavoro forzato). È il Che che lo dispone preventivamente e lo organizza nella penisola di Guanaha. Trecento ottantuno prigionieri, arresisi alle truppe castriste sull’Escambray, vengono radunati, incarcerati a Loma de los Coches e tutti fucilati.

Pascal Fontanie, nel suo libro “America Latina alla prova”, calcola che centotreuntuno sacerdoti hanno perduto la vita fino al 1961 nel periodo in cui Guevara era artefice massimo del sistema segregazionista dell’isola. Viene definito “il macellaio del carcere – mattatoio di La Cabana”. Si oppone con forza alla proposta di sospendere le fucilazioni dei “criminali di guerra”

Eutimio Guerra, un guerrigliero, viene accusato di avere avuto una collusione con il nemico, cioè con l’esercito del dittatore Fulgencio Batista, e immediatamente deferito ad un’improvvisata Corte marziale. Il Che anticipa il verdetto. Raccontò successivamente un suo commilitone detto “Universo”: “io avevo un fucile e in quel momento il Che tira fuori una pistola calibro 22 e pac, gli pianta una pallottola qui. Che hai fatto? Lo hai ucciso. Eutimio cadde a pancia in su, boccheggiando”

Queste cose non le ho scritte io sono e fanno parte della storia scritte da storici sud americani ( Colombia, Venezuela, Paraguay ecc)e chiunque adora il Che deve saperle.
Mi fermo qui.
Penso che chiunque voglia dare via del suo è meglio se lo risparmi, per un po’ è meglio riflettere ….non è una accusa è solo una riflessione, se poi arriva quello che si sente offeso e spara insulti beh dopo il cambio pensavo ci fosse un pò più di rispetto almeno tra le persone che passano di qui mi sbagliavo.

sergio58febbraio 16th, 2010 at 19:49

lexus28: scusami se ti senti offeso ma ricorda se vuoi anche cosa c’era prima troppo comodo giudicare ora e poi ripeto bla bla bla e non ti ho offeso chiaro!

chicharronesfebbraio 17th, 2010 at 00:40

PRO MEMORIA:
“lexus 28:dopo averci pensato per ben 3 secondi realizzo che è meglio ignorarti se vuoi il caldo prova all’inferno”
In un ambiente dove si scambiano opinioni non credo sia il modo giusto di esporre le proprie.
Avrei preferito un argomentare tale da arricchire noi tutti di nuove conoscenze o condividere le opinioni stesse. Ma credo non sia il modo giusto. Riproviamo?

Paolo Rossignolifebbraio 17th, 2010 at 09:15

appunto lexus, si tratta di letture.
C’è chi legge “il libro nero del comunismo”, che regalava berlusconi a tutti i nuovi iscritti, e chi altro.
C’è chi nega l’olocausto e chi rappresenta el Che come sanguinario. Puoi crederci se vuoi, è frutto di quello che viene definita “libertà di stampa”. Puoi stampare tutto e il contrario di tutto…
È su queste basi che uno si dovrebbe formare una opinione?

waltersantiagofebbraio 17th, 2010 at 09:46

Condivido quello che dice chicharrones, e sono al contempo ammirato per il fatto che si conoscano bene molti fatti relativi alla vita del Che.
Ho avuto l’impressione in questi ultimi tempi, soprattutto a Cuba che l’immagine del Che, o meglio la sua posizione di “revolucionario” indiscusso, sia oggetto di una revisione critica.
Una grande imagine del Che che invitava al “trabajo voluntario”, presente da anni in Calle Garzon, proprio al di sopra di una recnte (e abbastanza fonita) tienda in mn è stata rimossa, e a la Habana gli è stato affiancato un Camilo nella medesima dimensione.
L’episodio di Eutimio Guerra raccontato da Universo Sanchez, è una realtà che porta direttamente al triste “paredon” dove avvennero moltissime fucilazioni, pare dopo processi piuttosto sommari.
Il padre di Ernesto, dopo l’insediamento del figlio alla Cabana, rimase profondamente sorpreso dal suo cambiamento e alla domanda del “perchè”, si era sentito rispondere : “Se non li uccido, loro uccidono me”. (da Una vita rivoluzionaria, di Jon Lee Anderson).
I risvolti violenti delle guerre purtroppo sono così, e come dice chicharrones siamo ancora troppo vicini ai fatti avvenuti perchè la storia “ufficiale” ci venga consegnata.
Credo che oggi meriti di più una analisi sui comportamenti del Chè, nella sua qualità di politico dopo la fine della rivoluzione. L’imagine che se ne ricava dalle divesre letture non pare essere confortante, e molte decisioni del Chè nella sua qualità di ministro di vari dicasteri non sembrano essere state le più appropriate. Anche l’esportazione della guerriglia, ritenuta unica possibilità di cambiamento in paesi lontani, non è del tutto condivisibile e al tempo venne pesantemente criticata anche dai sovietici allora presenti a Cuba.
Vero è comunque che il Chè sia stato assolutamente coerente con la sua idea di rivoluzionario, e per questo alla fine rimediò solamnte “alcuni grammi di piombo”, ma non l’illagrimata sepoltura cara al Foscolo.
Si dice che una rivoluzione per sopravvivere abbia bisogno di un Ideologo (Josè Martì) un Comandante (Fidel), e un Eroe, dove l’eroe per essere tale deve morire, e questo fu il Chè.
Ai giovani cubani viene insegnata a scuola una breve poesia :
La montana sta llorando porquè mataron el Che,
el Chè naciò en argentina,
con una estrella en frente,
alumbrando el continente,
de l’america latina.
Onestamente mi sto chiedendo sino a quando questo Chè sarà presente nel “piatto” dei cubani.
Questo senza volere offendere nessuno, saluti a tutti
Waltersantiago

mikfebbraio 17th, 2010 at 11:17

Ogni rivoluzione armata ha avuto e avrà delle vittime.
I vincitori ne scrivono quasi sempre la storia.
Per il resto concordo con waltersantiago

lexus28febbraio 17th, 2010 at 11:24

appunto Paolo io non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma da una parte ci sono sempre le cose positive e l’idealizzazione o comunque la consacrazione a mito, dalla’altra c’è anche l’altra parte della medaglia guardando le due facce ci si può fare una opinione poi non siamo noi a dover giudicare i fatti. Noi non c’eravamo non potremmo capire cosa succedeva li veramente probabilmente se ci fossimo stati noi avremmo fatto lo stesso…una guerra è una guerra e non c’è la pietà o l’amore in guerra…solo odio e violenza e brutalità!
La mia costatazione parte dal fatto che si considera il Che un eroe una icona a prescindere senza conoscere tutto ciò che è stato, alla fine poi uno decide lui cosa gli piace e non sono di certo io a voler far cambiar idea alla platea, però posso dire la mia opinione walter come tu e tutti gli altri.
Per sergio episodio dimenticato, ma attento a come ti esprimi poichè non ci conosciamo, non so chi sei e un linguaggio simile non è ne amichevole ne confidenziale. grazie
ciao

Paolo Rossignolifebbraio 17th, 2010 at 15:56

Il problema è che non hai espresso una tua opinione, hai riportato solamente le bugie che racconta uno schieramento sociopolitico, espressione di quelle oligarghie che non sono disposte a rinunciare, nemmeno in minima parte, ai loro privilegi aquisiti sfruttando le risorse naturali e l’essere umano per tanto tempo.
Adesso che i diseredati hanno alzato la testa, non solamente portando le tshirt con il volto del CHE, ma rivendicando i propri diritti seguendo le idee e la coerenza del vero rivoluzionario Che Guevara, queste oligarchie tremano re forti del loro potere mediatico, cercano di insinuare dubbi…
Forse da noi portare una maglietta del Che può risultare una icona, ma ti assicuro che in molte parti del mondo, è un grande atto di coraggio e una presa di posizione forte…
Per cui caro lexus, se non fai parte di quella piccola percentuale di persone al mondo che devono temere le idee del CHE, hai preso un abbagglio, ti sei schierato dalla parte sbagliata.

chicharronesfebbraio 17th, 2010 at 16:39

Grazie a Dio vivo sotto una “oligarchia” che mi permette di avere il computer e la connessione Internet, posso comprarmi derrate alimentari, scarpe e vestiti, posso esprimere la mia opinione liberamente senza essere arrestato e addirittura posso viaggiare all’estero quando lo desidero.
Mi sembra che da qualche parte nell’arcipelago Caraibico c’e’ un’isola stato che ha un altro tipo di “oligarchia” e i suoi “figli” non godono propriamente i miei stessi privilegi.
Le citazioni di Lexus28 gia’ in se esprimono la sua opinione e in quanto alla loro veridicita’ (bugie?) sono altrettanto valide quanto gli scritti della controparte politica.
Chi giudica chi? E in base a quali verita’?
E’ un po’ come guardare i notiziari di Rai3 o di Rete4.
Consiglierei meno integralismo e piu’ obiettivita’

Paolo Rossignolifebbraio 17th, 2010 at 18:07

non lo so se è grazie a dio o a chi per esso se vivi in Italia, ma non vivi la tua condizione perchè sotto “oligarchia”. La vivi perchè hai avuto la fortuna di nascere, senza fare nessuna fatica per costruirlo, in uno dei 30/35 paesi ricchi del mondo, altrove nel mondo forse avresti seguito le orme del CHE…

chicharronesfebbraio 17th, 2010 at 21:55

Questo e’ sicuro!!! Se non fosse cosi’ sarei anche io un balsero o mi sarei trovato una qualsiasi turista da sposare pur di andarmene, la carriera di rivoluzionario non si addice alla mia indole.
E visto che sono nato nello stesso anno della Rivoluzione Cubana, spero di aver contribuito anche io alla costruzione di questo paese, forse qualche fatica l’ho fatta anche io, non sono stato proprio con le mani in mano per 50 anni, cosa ti ha fatto pensare il contrario?

Paolo Rossignolifebbraio 18th, 2010 at 15:58

quando pensavo a un paese formato, pensavo a 2000 anni di storia, l’impero romano, le repubbliche marinare, la repubblica di venezia… e via dicendo…insomma il classico percorso che ha permesso all’europa di diventare “primo mondo” a scapito del terzo mondo….
il fatto è che se nascevi nel 59 a Cuba. potresti essere stato figlio di povera gente, che imbraccia un fucile per fare la rivoluzione e cacciare gli oligarchi, conquistarsi i propri diritti, la scuola e la salute per i propri figli, magari saresti cresciuto con i valori della rivoluzione, avresti dato del “gusanos” a chi si arrendeva e se ne andava, e avresti visto male questi italiani che arrivano come turisti padroneggiare con 4 dollari… chissà… se poi nascevi in Guatemala…

mikfebbraio 18th, 2010 at 17:35

mi sa che se in italia continua cosi’ saremo costretti a seguire le norme del Che… chi era giovane negli anni 80 ha sognato ,poi il sogno per alcuni è diventato realtà e per altri non è rimasto neanche il sogno , certo in Italia tutto sommato si vive bene siamo in una nazione libera , peccato che il piu’ delle volte la libertà è un’autostrada per i FURBI, e non riesco ancora a sciogliere questo dilemma:
FURBI SI NASCE O SI DIVENTA?

kawamafebbraio 18th, 2010 at 19:31

Forse CHICHARRONES non è bene al corrente che anche i cubani possono viaggiare all’estero senza problemi…per lo meno per quanto riguarda il governo cubano.

Il passaporto e la “carta blanca” vengono concessi praticamente a tutti…peccato che poi…grazie ai paesi “LIBERI” e “CIVILI” come l’Italia diventi molto difficile viaggiare. Se nessuno garantisce (leggasi €€€€) per il cubano viaggiatore…l’Italia non gli permette di entrare nel paese….
L’unica mosca bianca è, credo, la spagna, che aiuta concretamente i cubani che vogliono viaggiare e trasferirsi.
Altra “NOTIZIA” …. è ormai da anni che i reati politici sono stati aboliti. 20 gg fa ho assistito personalmente ad una manifestazione contro il governo, a Camaguey, con tanto di cartelli contro la rivoluzione e Raul Castro. I 23 “oppositori” sono stati arrestati, identificati e scarcerati 2 giorni dopo…per lo meno non si sono viste irruzioni della polizia con i manganelli come nella CIVILISSIMA GENOVA….(do you remember G8???)

Per concludere…meglio 100 Fidel, 1000 Che…che un solo berlusconi!!!

chicharronesfebbraio 18th, 2010 at 20:41

Passaporto 60 CUC, nullaosta del CDR 10 MN, carta blanca circa 200 CUC di tasse, lettera di invito da parte di qualcuno poiche’ un cubano residente non se la può fare da solo 150 CUC, + marche da bollo varie, eventuale biglietto di aereo per andare da qualche parte XXX CUC, stipendio medio mensile 12 CUC.
Forse sono piu’ informato di te, anzi, se conosci qualche cubano che ha deciso di “uscire” da solo e permettersi un viaggio sarei felice ed onorato di conoscerlo.
Per quanto riguarda le norme EUU sull’immigrazione non riguardano le decisioni del nostro governo nazionale, tant’è vero che nemmeno la Spagna come tu asserisci ha regole sull’immigrazione differenti dalle nostre.
Per quanto riguarda “manganelli” e “irruzioni” mi riaggancio alle mie opinioni precedenti, difficile sapere chi e’ il colpevole, chi ha cominciato per primo, chi ha disegnato il fatto per centinaia di pecoroni ma eventualmente sappi che Cuba non e’ esente da quello che hai visto a Genova.
Per l’ultima dichiarazione, beh….e’ una tua opinione (su Berlusconi) ma, scusami, deduco che non conosci molto di storia, di politica, di economia e sopratutto di diritti civili o umani di quell’isola.

Shawandafebbraio 19th, 2010 at 09:33

Kawama, scusa ma mi permetto di dissentire. Se “legalmente” i reati politici a Cuba sono stati aboliti anni fa non sono in grado di dirlo, ma sul fatto che nelle carceri cubane ci siano parecchi “presi di coscienza” e che i “dissidenti” del governo castrista siano sottoposti a duri attacchi (anche fisici) direi che non ci sono dubbi. Per quanto riguarda il confronto con le manganellate al G8 (e guarda che parla una che proprio non sta dalla parte di Berlusconi…anzi) posso dirti che una persona a me molto cara in Cuba, da poco più di un anno sta in carcere per un incidente stradale (tra l’altro non stava neanche guidando lui…ma questi a Cuba son dettagli ) e ne avrà ancora per un anno se non gli abbassano prima la pena per buona condotta . Beh, ti posso garantire che dai suoi racconti , quanto accaduto al G8 a volte pare acqua fresca…

qamarfebbraio 19th, 2010 at 20:26

chicharrones, è vero che nel nostro paese hai la libertà di avere un computer, internet, ci comprarti tutto ciò che vuoi, di viaggiare ecc….ma, piccolo particolare, solo se hai i soldi per farlo. chiedi ad un pensionato a 600 euro al mese o ad un disoccupato (categoria che sta diventando sempre più numerosa) se ha tutte queste libertà o anche se solo riesce ad avere un tetto sulla testa o a mandare i figli all’ università o curarsi come si deve (mi fa molto pensare l ‘istituzione della giornata in cui in farmacia si regalano i farmaci per chi non può permetterseli). con questo non voglio dire che cuba è il paradiso in terra ma solo che a volte le limitazioni di libertà hanno facce diverse.
buona serata

chicharronesfebbraio 20th, 2010 at 00:38

Qamar…..qui c’e’ liberta’ di imprendere, anzi….il nostro sistema e’ basato proprio su questo. Molti impiegati pubblici arrotondano con altri lavoro, anche quelli del settore privato. Ovvio, c’e’ anche chi e’ meno fortunato e il nostro stato non e’ prettamente assistenzialista se non nei servizi essenziali (non sempre validi).
Qui siamo quello che vogliamo essere, abbiamo tutte le possibilita’ di migliorare il nostro status, Cuba e’ differente in questo.
Si raccoglie quello che si semina, ovvio che con la situazione economica mondiale molta produzione si e’ spostata in paesi ove la mano d’opera costa meno e questo ha determinato un forte aumento di disoccupazione specie nelle fasce che prima si sentivano in una botte di ferro, pero’ se io cerco l’acqua, vado dove c’e’ l’acqua, non aspetto che l’acqua mi piova addosso.
Per contrappasso potrebbe essere questo il momento giusto per Cuba di alzare la testa, guardarsi intorno ed effettuare un cambio atto a rendersi appetibile agli imprenditori industriali e cominciare finalmente un vero “desarollo” che possa portare il popolo a migliori aspettative di vita e finalmente accorciare il gap che la divide dal resto dei paesi che la circondano.

nannirigofebbraio 20th, 2010 at 15:53

Tutto vero però questa frase: se io cerco l’acqua, vado dove c’e’ l’acqua, non aspetto che l’acqua mi piova addosso non è molto idonea in Italia.
Le migrazioni per “migliorare” la propria situazione non sono prorpio ben viste.
E chi sono i lavoratori che prima si sentivano in una botte di ferro, se ti riferisci agli statali non penso abbiano perso il lavoro, se ti riferisci all’Alitalia hanno un paracadute molto grande, i politici si sono aumentati le retribuzioni…..quindi ti riferisci ai precari dell’industria o ai lavoratori dell’Alcoa.
Purtoppo intorno a Cuba ci sono paesi come Haiti (?) Rep. Dominicana (?) Jamaica (?), Messico (?), Guatemala (?) Honduras (?). Quale è il paese a cui CUba dovrebbe guardare come riferimento per il suo sviluppo.

chicharronesfebbraio 20th, 2010 at 18:40

Non intendevo parlare di emigrare…intendevo piu’ tirarsi su le maniche e inventarsi un lavoro o cercarlo, sono stato disoccupato dal Gennaio 2008 fino ad Aprile 2009 a causa della crisi e delle scelte politiche di una amministrazione locale che ha segato le gambe alla mia attivita’, costretto a chiudere dopo 16 anni senza buona uscita (non c’e’ TFR per gli artigiani) e con forti passivi, mi sono inventato un altro lavoro.
Quelli che si sentivano in una botte di ferro sono quelli che avendo conquistato un posto fisso pensavano di aver raggiunto la tranquillita’ ma per effetto della recessione e della delocalizzazione si sono visti dissolvere i loro posti di lavoro.
“INTORNO” c’e’ tutto il mondo, visto il desiderio degli imprenditori di produrre contenendo i costi, certo, non saremo d’accordo su molte cose (o concordiamo in pieno) ma un operaio in Cina percepisce un salario di 30 dollari (gia’ meglio di 12 CUC) e il rapporto al suo potere d’acquisto di molto superiore rispetto ai prezzi delle merci nei negozi cubani.
In ogni caso vi sono paesi in america latina che nonostante gli alti tassi di poverta’, stanno sviluppando una economia di mercato interna reale, ed usufruiscono degli stessi privilegi che ho enunciato nel mio intervento precedente.

kawamafebbraio 22nd, 2010 at 18:49

Visto che mi si accusa di non conoscere Cuba…e di riportare informazioni sbagliate preciso:

X Cicharrones: la carta blanca costa 150 cuc…il passaporto 50! Lo stipendio medio mensile è, pur sempre una miseria, ma più alto….intorno ai 20 cuc. Se conosci Cuba come dici, saprai che questo è il reddito dato dal lavoro statale, ci sono molti modi per guadagnare denaro a Cuba…..se così non fosse nessuno più uscirebbe di casa…

Per quanto riguarda i cubani che conosco che sono usciti e usciranno a breve, ne conosco molti…ma non mi pare questo il luogo per fare nomi e cognomi.
La Spagna, per tua informazione, ha aperto un ufficio all’Avana, per permettere ai cubani con discendenza spagnola, di prendere passaporto spagnolo.

Shawanda non so di cosa è accusato il tuo amico…in un contesto piu generale ti assicuro che i dissidenti incarcerati per reati gravi (terrorismo, attacchi armati ecc) restano in carcere per un massimo di 4 anni. In questo periodo vengono assistiti da personale dell’ambasciata americana; si possono permettere anche di fare lo sciopero della fame…anzi, la stessa ambasciata USA lo consiglia ai detenuti. Gli stessi ricevono visite quotidiane da personale americano con cibo, acqua, e, se necessario, medicine. Dopo il 4 anno di detenzione perdono la cittadinanza cubana, prelevati dagli americani, vestiti di tuttopunto…e messi su un aereo con destinazione Miami….
Forse qualcun’altro qui non conosce bene Cuba…io ci ho vissuto per 7 anni….ci sono molte teste calde che commettono dei reati gravi per poter usufruire di questa “forma di emigrazione”……

polifemofebbraio 23rd, 2010 at 10:03

credo di poter affermare che a cuba NESSUNO vive con il solo stipendio statale o con la sola pensione.
TUTTI infatti hanno differenti entrate o attività illegali (fosse anche vendere frittelle nella via!!!) o rimesse familiari dall’estero.Sfido qualcuno a dimostrarmi il contrario.

chicharronesfebbraio 23rd, 2010 at 22:25

Infatti. Includendo anche la “borghesia media” (case particular) che effettivamente hanno una qualita’ della vita di molto superiore alla media ma non disdegnano neanche loro (non tutti) di fare mercato nero o “agevolazioni” al turista.
Sia chiaro, personalmente non colpevolizzo nessun individuo, anzi, quella del “resolver” a Cuba la considero un’arte, anche se all’oriente e’ piu’ definita “lucha”.
Nei miei precedenti interventi e’ proprio questo a cui mi riferisco, la costrizione a molte illegalita’ pur di sopravvivere e lo stato a rincorrere con leggi e azioni repressive a difesa dell’integrita’ del modello “socialista”.
Nannrigo, senza andare troppo lontano, ci sono siti che ci possono fornire le immagini di televisioni dell’america latina, si puo’ osservare durante un notiziario la differenza sostanziale della qualita’ della vita dei cittadini dei vari paesi, c’e’ di peggio e c’e’ di meglio, certo e’ che per migliorare bisogna desiderarlo e chi decide per tutti si deve assumere le responsabilita’ di farlo.
Per velocizzare lascio solo un link: http://elcarteltv.tusitioenlared.com/public_html/zz_tvenvivo.html
e’ la televisione di un altro paese con molte contraddizioni ove la maggior ricchezza e’ concentrata nel 4% della popolazione (forse come in Italia) pero’ chi conosce bene Cuba potra’ cogliere la differenza guardando le strade e la gente.
Spero di non sollevare un vespaio.

nannirigofebbraio 23rd, 2010 at 23:19

Colombia que tiene el índice de criminalidad más alto del mundo, con 77 a 77.9 homicidios por cada 100,000 habitantes.[1] Mientras que en el Global Peace Index Colombia ocupa el puesto 130 entre 140 naciones.

Basta come risposta.

Fonte Wikipedia

chicharronesfebbraio 24th, 2010 at 09:48

Il link Colombia era solo una agevolazione, il Venezuela di e’ peggio della Colombia.
Quindi meglio il controllo piramidale totale da parte del ministero degli interni e indigenza diffusa?
Punti di vista.

nannirigofebbraio 24th, 2010 at 11:41

Uno degli aspetti che più mi da fastidio di Cuba è proprio il controllo a cui i cittadini sono sottoposti. E guarda che ho girato un po e mai hanno infastidito le persone che erano con me. Giusto ieri sera parlavo con una amica messicana e anche a loro l’immagine che arriva di Cuba è quella dei controlli esagerati e di una pressione psicologica per noi ingiustificabile. Il tempo della difesa delle ideologie con la forza è finito da tempo, meglio adottare dei bei carotoni (e non il bastone) come si fa nel mondo capitalistico e poi pazienza se il debito pubblico va alle stelle…..ci penseranno i posteri, noi per il momento diamo il posteriore!

kawamafebbraio 24th, 2010 at 21:07

Personalmente preferisco i controlli pesanti…a volte esagerati e senza senso di Cuba, piuttosto che, come avete esposto qui sopra, la violenza e la criminalità esagerata di paesi come COlombia e Venezuela.
Ma anche posti piu “tranquilli” com S Domingo non sono il massimo per vivere. Cuba è l’unico paese latinoamericano dove, fortunatamente, non girano armi. Siete mai stati in discoteca a S Domingo??? Ci sono i metal detector come in aeroporto e gli ometti che entrano devono lasciare la pistola, un po come fanno le ragazze con le borsette….

chicharronesfebbraio 25th, 2010 at 08:27

Vero quello che dice Kawama.
Ben venga il servizio di controllo se teso ad azzerare i reati contro la persona o il patrimonio. Ovvio che per il turista e’ una grande garanzia di sicurezza, vero che a Cuba mi sento molto piu’ tranquillo che qui in Italia ma gli intenti purtroppo sono ben differenti, e quelle “difese ideologiche” non e’ vero che siano finite, ammesso che lo siano.
Vero anche che non v’e’ diffusione di armi da sparo ma ho assistito nei miei viaggi a due eventi cruenti nei quali hanno usato il machete, e purtroppo sfugge la percezione della realta’ in quanto i loro media non usano informare sugli eventi di cronaca nera (come da noi) infatti se un marito uccide la moglie lo vengono a sapere quelli del barrio o al massimo della citta’ (se piccola) ma non il resto di Cuba.

kawamafebbraio 25th, 2010 at 19:48

State seguendo la vicenda della morte di Orlando Zapata?

Ci sono interessanti spunti. Qui in spagna Zapatero ha fatto dichiarazioni pesanti contro il regime cubano….

Mircomarzo 1st, 2010 at 12:36

Altro che preso politico:
http://www.gennarocarotenuto.it/12578-orlando-zapata/#more-12578

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