Festa del negozio

Stamattina davanti all’ingresso del centro commerciale Harry’s Brothers c’era una gran folla con palloncini e musica. Si festeggiavano i buoni risultati di alcune tiendas dello stesso gruppo al suono poi di alcune canzoni del compianto Polo Montabez cantate da uno che ha la sua stessa voce.
So che ad Haiti sono arrivati parecchi aerei fra cui uno italiano e uno cubano. Cuba è un paese che dà grande solidarietà ma a livello istituzionale. Lo stato decide i inviare medicie generi di prima necessità, non esistono forme di raccolta dedicate ai privati citatdini.
Meglio quindi, Pumario e chiunque voglia o possa, se vi appoggiate a qualche organizzazione italiana. Per esempio il Corriere della Sera ha iniziato una raccolta fondi chiamata “Un aiuto Subito“, mi sembra una iniziativa interessante.
Ero preoccupato per un amico italiano che dopo una parentesi cubana so va spesso ad Haiti per la sua professione che è girare documentari. Si chiama Marco Sacchetti, ma da una ricerca su google ho visto che è nominato come testimone in video che però non son riuscito ad aprire. Immagino quindi sia ad Haiti ma sta bene, gli mando un caro saluto!




In Italia c’è l’imbarazzo della scelta per poter inviare aiuti. Ora con gli sms è veloce e facile ma, io pensavo a qualcosa di diretto, nel senso che se conoscevi qualche medico che sta per partire o qualcuno che raggiungerà Haiti nelle prossime settimane avrei consegnato brevi mani qualche aiuto. Delle organizzazioni che raccolgono fondi mi fido poco quindi, cercherò personalmente qualche contatto diretto, grazie comunque per la risposta. pumario
La stessa sfiducia che mi attanaglia, mi piacerebbe sapere in quali percentuali vengono suddivisi i versamenti di aiuto alle varie associazioni, cioe’, quanto trattengono le compagnie telefoniche o istituti bancari, quanto le associazioni promotrici e quanto effettivamente viene erogato di aiuto.
Il libro di Mario Giordano “Attenti ai buoni” mi ha indignato e, se pur desiderando fortemente di essere di aiuto, la sfiducia mi ostacola. Mi piacerebbe che qualche organismo di controllo statale verifichi e pubblichi cifre ufficiali sul comportamento delle ormai migliaia di associazioni che raccolgono fondi a ogni pie’ sospinto, saremmo tutti molto piu’ motivati verso questa pratica giusta e dovuta.
WASHINGTON, 15 GEN – Cuba ha accettato di aprire lo spazio aereo agli Usa per evacuare dalla base di Guantanamo le vittime del sisma che ha colpito l’isola. Lo annuncia la Casa Bianca. L’uso dello spazio aereo cubano per l’evacuazione dei feriti e per il passaggio delle scorte mediche consente di abbreviare molto i tempi di volo per Miami. Secondo il portavoce della Casa Bianca, un accordo e’ stato raggiunto per consentire voli da Guantanamo a Cuba attraverso lo spazio aereo cubano verso la Florida.
DA http://www.libero.it
Ciao Marco, oggi nella primaria delle mie figlie hanno incominciato la raccolta dei vestiti da mandare ad Haiti. Non so se gli amici che vengono dall’Italia a Cuba fanno in tempo per lunedì a portare qualcosa. In caso positivo rispondetemi a questo commento così ci possiamo vedere e portarvi alla scuola. Per quanto riguarda i medici cubani impegnati ad Haiti, una frase degli haitiani dice tutto: “Dopo Dio, ci sono i medicini cubani.” Ah, ho già visto dei sacchetti pronti… Stefano.
Per Marco e Stefano
i nostri notiziari ci aggiornano di ora in ora. Segnalano una situazione veramente difficile ove le priorita’ sono cibo e acqua, segnalate anche situazioni di saccheggi.
Visto il video girato pochi minuti dopo il sisma, terribile, si vede la citta’ avvolta da una cappa di polvere.