Cinesi a Cuba

Non mi riferisco i discendenti degli immigrati cinesi che nei primi anni dopo l’abolizione della schiavitù, a Cuba entrata in vigore nel 1886, che arrivati come braccianti agricoli si sono fermati mescolandosi alla popolazione, tanto che alcuni cubani ne portano ancora i tratti somatici.
Non parlo neppure del sempre maggior numero di prodotti de largo consumo, basso prezzo e spesso infima qualità che ormai costituiscono la maggior parte dell’assortimento di molti negozi cubani.
Parlo dei giovani studenti cinesi. Solo all’Avana ce ne sono oltre 1050 che stanno facendo un corso intensivo di lingua spagnola. La Repubblica Popolare Cinese paga loro il primo anno di corso qui, poi tornano a casa e proseguono per altri 3 anni. Ho avuto modo di parlare con un’insegnate che ne accompagnava un gruppo a far shopping in un supermercato di Miramar che mi ha detto sono bravissimi, pur partendo da zero dopo 2 mesi già cavarsela egregiamente. La maggior parte di loro alloggia in questo grande edificio sulla Via Blanca fra Marina tararà e Santa Maria famoso fino alla fine degli anni 90 perchè vi erano ospitati i bimbi malati di Chernobyl.



