Cicli Futili. Studio opera Giuseppe Gaggini fra La Habana e le Alpi Piemontesi

fuente_dettaglio

Ricevo e pubblico questo progetto di Cristiano Berti. Nei link maggiori informazioni.
Con il primo progetto dei Cicli Futili, dedicato allo scultore Giuseppe Gaggini (1791-1867), inizio una riflessione sul rapporto tra arte contemporanea ed eventi del passato o, se vogliamo, tra le affinità tra la ricerca storica e la ricerca artistica. Il lavoro parte dalla constatazione del fatto che due luoghi molto lontani, e decisamente diversi l’uno dall’altro, conservano un tenue legame. Nel Parque de la Fraternidad dell’Avana c’è una fontana neoclassica, di marmo bianco di Carrara, scolpita a Genova da Giuseppe Gaggini tra il 1835 e il 1836 e poi spedita via mare. Sulle Alpi piemontesi, quasi in vetta alla montagna detta di Rocca Bianca, sulle pareti di una cava di marmo abbandonata da decenni spicca la firma dello stesso scultore; incisa con lo scalpello probabilmente nel 1836, quando Gaggini otteneva in concessione la cava e iniziava una fortunata vicenda imprenditoriale che sarebbe durata un quindicennio.
Il lavoro che intendo realizzare accosta le storie e le immagini di questi due luoghi, riunendo metaforicamente la firma di Gaggini all’opera da lui scolpita e creando un cortocircuito in cui ciò che è situato nel cuore dell’Europa appare più esotico di una piazza di un’isola tropicale.
Consiste in primo luogo nella ricostruzione delle due vicende storiche, la concessione e lo sfruttamento della cava da un lato, la commissione, realizzazione, spedizione ed erezione della fontana monumentale dall’altro. Questa parte del lavoro prende la forma di una doppia pubblicazione, ossia una monografia storica composta di due capitoli.
La seconda parte del lavoro è costituita dalla realizzazione di due panorami interattivi, ossia due immagini fotografiche perlustrabili a 360°, ad altissima definizione. C’è una ulteriore particolarità: l’interazione con questi panorami non avverrà con l’uso di mouse o controller e toccando schermi. Sarà infatti puramente gestuale per favorire la sensazione di trovarsi immersi in un ambiente; qualcosa di esplorabile in modo intuitivo.
Per fare tutto questo sono necessarie delle risorse che conto di trovare, almeno in parte, attraverso il crowdfunding. Un sistema che permette a chiunque di partecipare e di concorrere alla realizzazione di un progetto, di qualsiasi genere esso sia. In questo caso, si tratta di rendere possibile la realizzazione di una nuova opera d’arte. Sul sito di indiegogo, una delle due piattaforme di crowdfunding più importanti al mondo, è possibile donare a partire da 1 $. Ho messo inoltre a disposizione delle “ricompense”, che nel sito sono indicati come “perks”, e permettono di ricevere qualcosa in cambio del proprio contributo: si va da ricompense immateriali fino a stampe di medio e grande formato della Fuente de la India nel Parque de la Fraternidad, fotografata appositamente da Piero Ottaviano quando scatterà le immagini del panorama interattivo.
Il link per raggiungere la campagna è questo: http://igg.me/at/futilecycles (scorrendo verso il basso si trova una traduzione in italiano)
Le donazioni si effettuano di norma usando la carta di credito (inclusa la postepay) o paypal. Chi non usa questi strumenti di pagamento ma vuole dare ugualmente un suo contributo può contattarmi all’email help@cristianoberti.it
La campagna di crowdfunding scade il 16 settembre.
rb_a_dx_largo
Questa voce è stata pubblicata in Avana - La Habana - La Havana, Notizie e curiosità e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento